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Maltrattava la moglie: a Mantova scatta la condanna per il marito violento

Secondo l’accusa l’uomo avrebbe minacciato la donna per poi colpirla, in più occasioni, con calci al corpo, al volto e alla testa

Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

Nel corso della convivenza, durata almeno quattro anni, avrebbe ripetutamente e violentemente maltrattato la convivente. Questa l’accusa. La mattina dell’1 dicembre l’uomo, quarantasette anni (non ne facciamo il nome a tutela della persona offesa) è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, dal collegio giudicante presieduto da Gilberto Casari.

Dall’inizio della coabitazione, secondo l’accusa l’uomo avrebbe minacciato la moglie per poi colpirla, in più occasioni, con calci al corpo, al volto e alla testa. Nell’aprile del 2016, nel corso di una serata trascorsa al bar, l’avrebbe trascinata e picchiata in strada. Di qui l’intervento di una volante della polizia.

Nel settembre dell’anno successivo, altro fatto: l’avrebbe malmenata e presa a pugni in faccia, senza preoccuparsi della presenza del figlio minorenne, procurandole lesioni che al pronto soccorso del Carlo Poma erano state giudicate guaribili in tre settimane.

Altre accuse sono relative a fatti accaduti nell’aprile del 2019: dopo averla minacciata e offesa, l’uomo avrebbe preso la moglie per il collo, sempre incurante del figlio minorenne, e l’avrebbe colpita con calci e pugni, ferendola anche all’occhio sinistro e costringendola a ricorrere, ancora una volta, alle cure del pronto soccorso.

La prognosi, in questo caso: dieci giorni per trauma cranico frontale ed ecchimosi alle palpebre e al collo. Il tutto aggravato da una pregressa dipendenza da alcol e cocaina. Il risultato per la donna è stato quello di uno stato di prostrazione sia fisica che morale.

Nel corso dell’ennesimo litigio, avvenuto nell’abitazione di Cittadella che condividevano, l’ex marito – riferisce il capo d’imputazione – l’avrebbe anche minacciata con frasi del tipo «ti rovino», «ti ammazzo», per poi chiudere ancora una volta con un’aggressione fisica con calci e pugni su tutto il corpo.

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