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Striscioni contro Adidas firmati “La Boje” in varie zone di Mantova

Gli attivisti contro l’azienda che chiuderà a Piacenza per aprire nella nostra provincia

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

La contrarietà all’arrivo di Adidas l’avevano già espressa apertamente nei giorni scorsi. Nella notte tra giovedì e venerdì attivisti della Boje hanno affisso alcuni striscioni nella zona industriale e sulle tangenziali che portano verso il lavoro i mantovani.

«Oggi è sciopero generale dei sindacati di base ed è prioritario per noi, da Mantova, dare la solidarietà alle 240 famiglie dei lavoratori del polo logistico Adidas a Piacenza – scrivono in un comunicato – La multinazionale sportiva infatti arriverà a Mantova dopo che lascerà nel 2024 a casa i dipendenti della cooperativa DI.FAR.CO. che lavora per loro a Piacenza».

La Boje offre una sua spiegazione del perché del trasferimento. «Lo spostamento potrebbe essere spiegato dalle frequenti lotte sindacali che hanno attraversato il polo logistico di Piacenza: è così difficile per delle società multimiliardarie registrate in Borsa rispettare i contratti nazionali e i più banali diritti del lavoro».

La contestazione all’insediamento produttivo è totale. «Il polo logistico Adidas si presenta a Mantova con slogan del grande nome che arriva nella piccola città di provincia: lavoro, green e futuro. La realtà è che siamo un territorio che deve ancora fare i conti con le bonifiche da attivare nelle ex aree industriali e già vede impermeabilizzare con capannoni e cemento altri pezzi di suolo».

E il ragionamento degli attivisti si amplia a tutta l’area di Valdaro: «La progressiva espansione del polo logistico di Valdaro confina con le aree umide della riserva naturale della Vallazza – continua il comunicato – e nell’ultima estate anche i negazionisti del cambiamento climatico hanno potuto vedere come Mantova non fosse per nulla coperta dal rischio di siccità. Adidas si presenta con capannoni fino a 24 metri di altezza, che attireranno decina di migliaia di camion autoarticolati all’anno, peggiorando ulteriormente la qualità dell’aria. Non c’è infatti alcun principio di bene collettivo dietro a questa ipotesi occupazionale. I sindaci vogliono il bene delle multinazionali, che passano da una provincia all’altra del nord Italia devastando il territorio, senza porre delle compensazioni sociali come il potenziamento del trasporto pubblico e su rotaia per ridurre la CO2».

Non c’è solo Adidas, appunto, nel mirino della Boje, che punta il dito con l’azienda di cibo per animali in arrivo, Confindustria e il sistema scolastico. «Oltre ad Adidas nel polo logistico di Mantova aprirà il colosso del petfood AffinityCare con altri 150mila metri quadrati di capannoni e la promessa di 200 posti di lavoro, usati dall’amministrazione comunale per giustificare ogni nuovo progetto immobiliare (come la cementificazione dell’ex Lago Paiolo) in cui il diritto alla casa sarà erogato dall’accordo tra agenzie immobiliari e gruppi logistici multinazionali. Confindustria ha partecipato ai toni festanti per la nuova economia della logistica mantovana organizzando le gite con le/gli studenti di un paio di istituti tecnico-professionali al sito di Valdaro. Questo episodio, oltre a preoccupare per la piega aziendalista della scuola pubblica italiana, pone dei forti dubbi su quale futuro lavoro pensano di dare ai giovani del territorio: il lavoro nella logistica non porta a carriere molto durature e se la competizione aumenta, alcune aziende chiudono come la Sti che a fine ottobre ha abbandonato un capannone da 63mila metri quadrati».

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