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Turismo e commercio, torna l’incubo voucher: «Creano lavoro nero», Filcams sulle barricate

L’attacco del sindacato Cgil con oltre quattromila iscritti. Gabbrielli eletto nuovo segretario generale della categoria

Monica Viviani
2 minuti di lettura

«I voucher aumentano la precarietà e favoriscono il lavoro nero»: nel giorno della proclamazione dello sciopero generale in Lombardia contro la manovra Meloni, l’attacco ai voucher di ritorno porta la firma dei 4.194 iscritti alla Filcams Cgil di Mantova riunita per il suo undicesimo congresso che ha eletto a larga maggioranza nuovo segretario generale David Gabbrielli, già da otto anni nella segretaria provinciale del sindacato che rappresenta i lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi. Reintroduzione dei cosiddetti “buoni lavoro” per comparti come alberghiero, ristorazione e cura alla persona, contratti collettivi in stallo, part-time involontari, lavoro povero: sono solo alcuni dei nodi che la categoria sarà chiamata ad affrontare nel prossimo futuro come sottolineato ieri dallo stesso Gabbrielli insieme al segretario nazionale Alessio Di Labio, a quella regionale Antonella Protopapa, dalla segretaria generale uscente Roberta Franzini, passata nella segreteria confederale di via Altobelli e dal segretario generale della Cgil di Mantova Daniele Soffiati. «Nei prossimi quattro anni – ha dichiarato Gabbrielli – dovremo procedere al rinnovo di importanti contratti collettivi nazionali tra cui i tre del commercio e quello del turismo per i quali i tavoli sono già aperti. La situazione politica ed economica non ci da una mano in questo momento ma noi dobbiamo far conto sui nostri delegati e iscritti per riportare il lavoro al centro delle politiche del nostro Paese».

A partire dalla lotta alla precarietà. «Per il turismo da anni chiediamo di uscire da precarietà e improvvisazione con politiche strutturali di stabilità e qualità del lavoro: il ritorno dei voucher significa andare nella direzione completamente opposta, aumentare la precarietà, nascondere il lavoro nero e non offrire un futuro a persone che lavorano in un settore che è una parte importante del Pil» ha dichiarato Di Labio. «Questa manovra – ha aggiunto Franzini – è per noi fonte di forte preoccupazione: la reintroduzione dei voucher e l’esclusione dell’utilizzo del Pos fino a 60 euro innescheranno sicuramente problemi per i nostri settori: i primi abbasseranno retribuzioni già molto basse e la seconda potrebbe veramente incrementare l’evasione fiscale». Insomma «reintrodurre i voucher – ha rimarcato anche Protopapa – per i nostri settori sarebbe devastante perché significa dare la possibilità a un datore di lavoro di prendere lavoratori senza risvolto contributivo e tutele occupazionali. E creerebbe altro lavoro povero, piaga di cui il nostro settore è già particolarmente colpito attraverso i part time involontari che significano retribuzioni povere oggi e pensioni povere domani. Bisogna trovare una strada per contrastare anche questa tipologia contrattuale, rinnovando i contratti collettivi nazionali con un aumento della paga base e creando un’organizzazione del lavoro meno flessibile e più tutelante». Anche perché, ha concluso Di Labio, «di aiuti alle imprese ne sono arrivati molti e ora i lavoratori hanno bisogno di stare al passo con l’inflazione».

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