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L’ex ministro Bonetti sulle regionali: «Basta scontri ideologici, hanno bloccato la Lombardia»

La parlamentare di Italia Viva al convegno su Dossetti e il lavoro. «Occorre puntare sulla formazione di qualità, sulla rete universitaria e sugli Its. Ma una Regione deve anche saper investire sulle imprese che fanno innovazione tecnologica attraverso sgravi fiscali»

Nicola Corradini
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Nicola Corradini

«Le elezioni sono l’occasione per restituire ai cittadini lombardi l’opportunità di avere una Regione che sappia mettere al centro lo sviluppo di infrastrutture, di servizi e del welfare in grado di favorire la conciliazione del lavoro con i tempi della vita quotidiana». Così la parlamentare di Italia Viva ed ex ministro, Elena Bonetti, ai margini del convegno organizzato dal partito mantovano sul tema della rigenerazione del lavoro prendendo spunto dal pensiero di Dossetti riassunto da Sabino Ferri (Pierluigi Castagnetti non è intervenuto: era ai funerali di Gerardo Bianco). Il dibattito, moderato dai due coordinatori provinciali Francesca Zaltieri e Fabio Madella, ha visto protagonisti due ospiti non politici: il segretario della Cisl di Mantova, Dino Perboni e l’amministratore delegato e fondatore della Opto Engineering, Claudio Sedazzari. Il convegno si è aperto con i saluti dell’assessore comunale Andrea Murari e del presidente della Provincia, Carlo Bottani. Presente una delegazione di Azione Bonetti, che ha concluso i lavori all’hotel La Favorita, ha risposto alle domande della stampa prima del confronto.

Circa le elezioni regionali, la parlamentare mantovana ha fatto riferimento «a quelle aree dimenticate dalla Regione, come i piccoli centri, che sono invece laboratori di eccellenze economiche e di innovazione e formazione. Occorre puntare sulla formazione di qualità, sulla rete universitaria e sugli Its, istituti post diploma che hanno un grande valore per i giovani. Ma una Regione deve anche saper investire sulle imprese che fanno innovazione tecnologica attraverso sgravi fiscali. E occorre naturalmente lavorare sulla rete sociosanitaria».

«Credo che Letizia Moratti possa interpretare nel suo ruolo, oggi di candidata e domani, ne sono certa, con un altro incarico, le esigenze di questa regione – ha concluso Bonetti – è ora di smetterla con scontri ideologici obsoleti che hanno tenuto bloccata per anni la Lombardia».

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