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I finti carabinieri ci provano altre dieci volte nell’Alto Mantovano e nell’Asolano

La serie di casi di truffa telefonica ai danni di anziani segnalati all’Arma si allunga. Negli ultimi tre giorni una raffica

Giancarlo Oliani
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Qualche giorno fa ci hanno provato a casa di una ultraottantenne che abita a Mantova. Ma sono tanti i tentativi di truffa messi a segno negli ultimi giorni in tutta la provincia, almeno una decina quelli segnalati tra Asola, Castel Goffredo e l’Alto Mantovano. Le vittime sono state contattate ancora una volta al telefono da una persona che, spacciandosi per carabiniere, riferiva di un grave incidente stradale in cui il figlio o la figlia avevano causato dei feriti gravi. Tutto inventato naturalmente. Il sedicente carabiniere, una volta rassicurata la vittima sulle condizioni di salute del figlio – «che però è in ospedale per accertamenti e non può essere contattato» – spiega che servono soldi, e non pochi, per evitare conseguenze legali molto serie.

Carpita la fiducia dell’interlocutore, il cui unico pensiero in quel momento non può essere che quello di agevolare in ogni modo possibile la soluzione del problema, il finto carabiniere concorda un incontro con la vittima, per il ritiro del denaro. «A prendere i soldi verrà l’avvocato» chiude il truffatore, pronto a impersonare il legale nel luogo dell’appuntamento. Qualcuna delle vittime negli ultimi giorni è caduta nell’inganno?

«La raccomandazione – spiegano i carabinieri – è quella di diffidare da qualsiasi richiesta di contanti ricevuta telefonicamente da sedicenti avvocati o appartenenti alle forze dell’ordine, anche se prospettano situazioni gravi come incidenti, arresti o ricoveri ospedalieri con protagonisti figli o nipoti della vittima. I carabinieri non fanno mai richieste di denaro. Il 112 è attivo tutti i giorni ventiquattro ore su ventiquattro ed è sempre pronto ad aiutare i cittadini». In ultimo un invito a chi avesse ricevuto telefonate analoghe: fatevi avanti e denunciate.

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