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Tombe spogliate a Castel Goffredo: la protesta su un cartello

Raffiche di furti di fiori nel cimitero. E qualcuno scrive il messaggio su un vassoio di cartone: «Pena a chi ruba»

LUCA CREMONESI
1 minuto di lettura

Un cartello casalingo, redatto su un vassoio di cartone, era esposto nei giorni scorsi all'ingresso del cimitero del paese. "Bisogna dare una pena a chi ruba al cimitero" recitava il messaggio dell'anonimo scrittore che, però, manifestava un disagio che in molti hanno constatato al cimitero.

Sempre più, infatti spariscono fiori dalle tombe, soprattutto i mazzi, ma anche le piante non sono da meno. La situazione è diffusa, non è concentrata solo nella parte dei forni, ma anche nella zona centrale, dove ci sono le tombe a terra.

Insomma, una prassi che fa arrabbiare molte persone perché oltre al danno c'è la beffa. Il danno è vedere la tomba dei propri cari privata dei fiori che si erano scelti; la beffa è che i fiori sono comunque costosi e così, non solo la tomba è vuota, ma serve comprane di nuovi.

Il cimitero di Castel Goffredo è aperto, come tutti i camposanti, nel corso di tutta la giornata. Non c'è un custode, ma questo non farebbe la differenza, visto che in altri comuni, dove c'è un custode per tutta la giornata, i fiori, i lumini e il rame spariscono ugualmente.

Al momento, dunque, fatto un sopralluogo e parlato con le persone che si recano al cimitero, sembra che il problema riguardi solo i fiori. Le persone non segnalano furti di altro genere, o comunque non sono a conoscenza di ammanchi di altra natura.

Restano comunque episodi fastidiosi e così le persone si lamentano alla vecchia maniera, e cioè non scrivendo suoi social, ma facendolo con cartelli scritti a mano. Meglio poi se si tratta di un vassoio da tortelli, supporto che non manca mai in casa. 

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