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Parroco stangato dal Fisco: solidarietà da fedeli e Comune

Il sindaco di Castel Goffredo, Prignaca, sostiene don Giuseppe: «Controlli legittimi dello Stato ma qui stiamo parlando di un ente sociale, impossibili i guadagni illeciti»

Luca Cremonesi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

La lettera che don Giuseppe Bergamaschi ha fatto distribuire domenica, al termine della messa, a tutti i fedeli, è stata la classica doccia fredda inattesa in paese.

Allo stesso tempo anche l'organo di stampa locale legato alla parrocchia diffondeva sul web la stessa lettera dove il parroco annunciava i controlli dell’Agenzia delle Entrate e la sanzione che, in quanto legale rappresentante, deve pagare per alcuni illeciti riscontrati nel corso dell’ispezione. Una notizia che, al netto dei soliti hater e leoni da tastiera sul web, ha lasciato tanti senza parole.

La parrocchia, a Castel Goffredo, come in molti comuni, ma qui in modo particolare, è da sempre punto aggregativo per il paese. Non solo per i giovani, che hanno a disposizione spazi che in altre realtà non ci sono, come ad esempio un ampio oratorio, una sala prove, strutture sportive, una radio, e spazi nelle frazioni, ma anche per gli adulti.

Proprio da settembre, ad esempio, don Giuseppe ha voluto avviare un lungo percorso di riflessione, di incontro e di preghiera che è la missione del Padre Nostro, contenitore all'interno del quale, ad oggi, sono stati realizzati eventi praticamente ogni fine settimana. Un impegno, dunque, costante per la comunità che, in questi anni, non ha mai fatto mancare appoggio, sostegno e solidarietà. Come, ad esempio, l'estate scorsa, dopo la fine della seconda emergenza Covid, l'idea di "filos" in piazza con lo scopo, più volte ricordato da don Giuseppe, «di tornare in piazza a parlarci e stare insieme». Senza dimenticare, ovviamente, il lavoro per le famiglie bisognose attraverso la Caritas e le associazioni di volontariato che collaborano con la parrocchia.

E così l'accusa, in estrema sintesi, di non aver utilizzato in modo corretto alcuni spazi e, dunque, la necessità di pagare tasse in modo diverso per l'utilizzo a fini commerciali di alcuni luoghi, stupisce in primis proprio la stessa amministrazione comunale. «Piena solidarietà al nostro parroco - sono le prime parole del sindaco Achille Prignaca, colpito da questa situazione - perché pur se capiamo i controlli e quanto contestato, allo stesso tempo siamo consapevoli che qui c'è anche un questione etica. La parrocchia da sempre fornisce un servizio alla nostra comunità, ed è, come tutti sanno, un servizio importante del quale usufruiscono tutti, senza distinzioni. Ci pare dunque assurdo che attività che quasi sempre sono in passivo, ed è facilmente riscontrabile la cosa, siano allo stesso tempo fonte di guadagni illeciti. Basta una situazione su tutte, quella del teatro San Luigi. Anche noi, con il bilancio del Comune, interveniamo per sostenere le spese e tenerlo aperto. Quindi come è possibile che si siano fatti utili così incredibili? È una situazione davvero che ci colpisce. Speriamo sia possibile fare chiarezza e, senza contravvenire alla legge, risolvere la situazione per il bene di tutti, davvero» conclude Prignaca.

Al momento, dunque, non si conoscono altri sviluppi nell'indagine o se si sia attivata una catena di solidarietà nei confronti del parroco che, nella lettera diffusa domenica, ha ricordato che «non ho la possibilità di pagare la cifra contesta in quanto sono il rappresentante legale della parrocchia». 

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