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Via alla riqualificazione del ponte sull’Oglio tra Marcaria e San Martino dall’Argine

L’opera costerà un milione e mezzo di euro. La priorità sarà il rifacimento della pavimentazione

Barbara Rodella
1 minuto di lettura

Il ponte sul fiume Oglio che collega i territori comunali di Marcaria e di San Martino dall’Argine sarà riqualificato. Siamo sulla strada provinciale numero 78, ovvero il vecchio tracciato della statale Padana Inferiore, prima che nel 1970 venisse realizzata l’attuale variante che evita il passaggio dai centri abitati dei due capoluoghi. La provincia ha in mano il progetto definitivo. Il costo dell’opera è di un milione e 564mila euro. I lavori sono inseriti nell’annualità 2023, ma ci sono ancora alcuni passaggi da portare a termine prima di dare il via al cantiere. «Bisogna convocare la conferenza dei servizi, approvare il progetto definitivo e redigere quello esecutivo – spiega Palazzo di Bagno –. Il progetto esecutivo poi ci darà i tempi e eventuali chiusure».

Il ponte innanzitutto ha problemi legati al degrado della struttura per il tempo e l’usura. Sono previsti interventi di ripristino del calcestruzzo e di adeguamento statico dell’impalcato. Con i lavori si vuole adeguare l’infrastruttura alle normative vigenti e rendere il ponte adeguato in caso di sisma (l’azione sismica è solo di recente oggetto di verifica strutturale e il ponte non era stato concepito all’origine per resistere a terremoti). Per l’adeguamento sismico, la soluzione proposta consiste nel sostituire gli apparecchi d’appoggio con isolatori sismici. Da sistemare anche la carreggiata e il decoro con l’eliminazione della vegetazione ormai abbondantemente presente sui cordoli di separazione tra la banchina e il marciapiede.

Un’attenzione particolare va al ripristino della pavimentazione. «Il manto stradale del ponte è in condizioni vergognose, ci sono buche e avvallamenti – dice il sindaco di San Martino dall’Argine, Alessio Renoldi -. Il ponte non ha l’asfalto, ma cubetti di porfido. Andrebbe quindi asfaltato». E il cambio della pavimentazione è previsto nel progetto, una scelta che non andrà a modificare il valore storico-paesaggistico del luogo perché la pavimentazione è stata posata successivamente alla costruzione del ponte. Due le opzioni: una comune pavimentazione bituminosa o, in alternativa, un asfalto stampato che riproduce l’effetto estetico della pavimentazione originaria. Renoldi spera che i lavori inizino il prima possibile, «si stratta per noi di un ponte importante, ci collega difatti a Mantova».

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