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Minialloggi della Rsa di Castel Goffredo, in campo gli esperti

L’amministrazione ha incaricato l’università di Vicenza. Si studierà l’effettiva necessità delle strutture del Gelso

Luca Cremonesi
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

L'amministrazione Prignaca ha incaricato l'Università di Vicenza di eseguire uno studio accurato sulla vecchia casa di riposo e, in particolar modo, sull'effettiva necessità dei mini alloggi del “Gelso”, strutture sulle quali da tempo si discute in consiglio comunale.

La situazione attuale, in attesa dell'apertura in primavera della nuova Rsa, è che la vecchia casa di riposo è dotata anche di alcuni mini alloggi dove le persone possono vivere con maggior autonomia rispetto alla situazione della Rsa.

Non solo, la stessa Rsa è di supporto, per i vari servizi, a chi abita in questi mini alloggi.

Lo scontro fra le forze politiche è in essere dall'inizio della legislatura.

Per la maggioranza, spiega il sindaco Achille Prignaca,«questo studio è necessario e utile per capire i bisogni della nostra comunità. Ci permetterà di capire se e quanto abbiamo bisogno di questi mini alloggi; allo stesso tempo, in caso di effettivo bisogno, di quante unità necessitiamo. E uno studio fatto da professionisti che ci permetterà di avere il quadro chiaro una volta per tutte e decide, dati alla mano, cosa fare e come operare su questi mini alloggi».

E conclude: «Se non capiamo però i bisogni reali della nostra comunità non possiamo progettare nessun intervento che sia utile».

Di diverso parere la minoranza del consiglio comunale che, con il capogruppo Davide Ploia, sostiene che «nell'ultimo triennale delle opere pubbliche non è previsto nessun intervento sul Gelso. In 5 anni di mandano la giunta Prignaca non è riuscita a decidere cosa fare di questa struttura nonostante fosse ai primi posti del loro programma elettorale».

E specifica: «Ora danno incarico a tecnici esterni, come dichiarato dal sindaco anche durante l'ultimo consiglio comunale, per capire cosa sia meglio farne, mettendo in luce la poca concretezza e i limiti di questa amministrazione. Intanto 6 dei 16 mini alloggi sono chiusi in attesa di una scelta della Giunta, mentre potrebbero essere utilizzati dai nostri cittadini. Questo tipo di strutture protette sono considerate ormai da anni una ottima soluzione anche per il futuro, e lo abbiamo sottolineato più volte in questi 5 anni di minoranza, una opportunità per coinvolgere anche le nostre associazioni e potenziare i servizi sanitari primari». 

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