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Due nuovi pozzi a Suzzara: batteranno siccità eccezionali

Intervento da 900mila euro per approvvigionare l’acquedotto anche nel caso di bassi livelli del Po e delle falde acquifere

Mauro Pinotti
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Terminato a tempi record l’intervento per la posa di un’adduttrice idrica di collegamento dall’impianto di potabilizzazione al campo pozzi nel comune di Suzzara. Insieme alla condotta sono stati realizzati due nuovi pozzi a Riva di Suzzara e uno in via Casalegno.

L’importante scelta è collegata alla situazione di crisi idrica che si è manifestata nel 2022 . La carenza di precipitazioni ha portato a una riduzione dei livelli di fiumi e falde, con il Po che ha registrato uno dei livelli più bassi degli ultimi settant’anni. Avviata lo scorso autunno, l’opera, del valore di 900mila euro, è stata progettata per fronteggiare eventuali nuove carenze idriche dovute alla siccità.

Le peculiarità della rete idrica di Suzzara – con campi pozzi a Riva di Suzzara che prelevano acque dalla prima falda interconnessa con il fiume Po e il potabilizzatore di via Casalegno con pozzi che prelevano dalla seconda falda – ha infatti determinato la scelta di mettere in sicurezza in termini di fornitura l’area, potenziando i punti di prelievo e diversificando la profondità.

Fondamentale la fattiva collaborazione degli uffici comunali, degli enti e dei proprietari dei fondi agricoli interessati dalla posa del nuovo tratto di rete che ha consentito di lavorare con grande celerità. La qualità e la quantità dell’acqua emunta e distribuita risultano ora migliorate.

L’intervento rispetta le linee guida stabilite con l’Università di Parma, con cui AqA collabora per studiare tutte le falde sotterranee della provincia di Mantova: i primi studi sono stati condotti proprio nel bacino di Suzzara. L’obiettivo di AqA è di garantire ai territori serviti continuità nell’erogazione della risorsa idrica attraverso un piano di investimenti destinati a migliorare l’efficientamento energetico e l’innovazione del servizio, la distrettualizzazione delle reti e la ricerca nel campo della modellazione e delle indagini delle falde profonde che consente di meglio valutare la disponibilità della risorsa in termini di quantità e qualità. Di fatto, uno strumento fondamentale per gestire i momenti di stress idrico.

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