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Una rete per gli anziani soli, a Mantova sono più di 4.500

“Costruiamo ponti” è il progetto di assistenza ideato dalla onlus Sinergie

Gloria De Vincenzi
2 minuti di lettura

La solitudine, quella che vivono sempre più anziani a Mantova è la scossa che ha mosso istituzioni e mondo del terzo settore, pronti ad avviare un percorso di coordinamento dei servizi. L'obiettivo: offrire risposte più efficaci ai bisogni di chi, in età avanzata, vive solo. Costruiamo ponti è il nome del progetto che la onlus Sinergie si appresta a varare con la collaborazione di Comune di Mantova e Club delle Tre Età e con il cofinanziamento della Fondazione Comunità Mantovana. «La popolazione invecchia, gli over 80 che vivono soli a Mantova sono più di 4.500 – spiega l'assessore al welfare Andrea Caprini – molti vivono in case o condomini con difficoltà di accessibilità e una condizione di isolamento: conosciamo i loro bisogni e nella stesura del Piano di zona abbiamo provato a trovare una risposta, coinvolgendo tutti gli operatori, per costruire una rete tra enti pubblici e del terzo settore che possa aiutare più persone a restare in salute nella propria casa».

Un primo passo da cui ha preso vita il progetto che vuole rendere concreto l'obiettivo. «Il Comune ha subito condiviso l’idea di un miglioramento delle prestazioni ai cittadini, attraverso le collaborazioni con enti accreditati per permettere una presa in carico integrata per i cittadini che si trovano in situazioni particolarmente complesse» spiega Claudio Bollani, presidente della cooperativa Sinergie che ieri ha illustrato il progetto nella sede dell'ex saponificio ristrutturato a Borgochiesanuova, diventato sede condivisa con la cooperativa Speranza. Da aprile di quest’anno a giugno 2024 si svolgeranno i corsi formativi con volontari e caregiver, e le campagne informative per i cittadini. «I laboratori partiranno con i cento dipendenti della cooperativa, operatori socio sanitari e infermieri, con i volontari del Club delle Tre Età, con le assistenti sociali del Comune – spiega Roberta Lorenzini, con Sara Bergamini responsabili del progetto – non saranno incontri teorici ma basati su situazioni da analizzare per costruire un ottimale modello di intervento di presa in carico che possa essere di aiuto anche ai familiari e alle badanti delle persone anziane».

Assieme a questa fase ponte tra operatori, ci sarà una campagna informativa, un ponte verso le famiglie: «Utile a far conoscere le opportunità di servizi che il territorio rende disponibili» spiega Lorenzini, annunciando la messa a punto di una sorta di bussola che aiuti le persone a trovare i servizi di assistenza a sapere come muoversi, a non perdere tempo per cercarli. La sperimentazione per ora parte in città, dove Sinergie è accreditata per l’erogazione dei servizi domiciliari Sad e Adi. Una prima sinergia è già operativa da quattro anni ed è l'ambulatorio infermieristico gratuito di quartiere, ospitato ogni mattina nella sede di via Rinaldo Mantovano: quattro infermieri professionali (erogano anche servizi a domicilio), psicologa, un medico (tel. 0376.262975).

«L'ambulatorio e questo progetto – sottolinea Luciano Tonelli del Club Tre Età – aiutano anche il mondo della sanità: l'anno scorso sono state seguite 500 persone, molte di loro avrebbero intasato il pronto soccorso». Controllo delle terapie, supporto e consigli su una corretta alimentazione, vicinanza quando un anziano perde il coniuge, sono alcuni tra i mille bisogni che questa rete può ascoltare.

«Proprio per questo, per le risposte che cerca di dare alla comunità, sosteniamo questi progetti e lo faremo in futuro» assicura Albino Portini, della Fondazione Comunità Mantovana. 

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