Perché insistiamo ad amare una persona irraggiungibile?

Desiderare qualcuno che non ci desidera ci rende ostaggio di una passione totalizzante della quale, tutto sommato, non sappiamo fare a meno. La scienza dice che il rifiuto porta ad una sorta di dipendenza, ma la psicologa ci spiega che un'uscita c'è

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Beate noi monotematiche, mono-ossessive, imperterrite nel perseguire il nostro amore non corrisposto. Nelle mani di dei capricciosi che si divertono a combinare incontri sbagliati, a dare vita a sentimenti improbabili mettendo sulla nostra strada persone irraggiungibili, imprevedibili, instabili. Oppure disponibili con tutte, e noi perse nella fila.
Beate perché abbiamo sempre e solo lui indisturbato nel nostro cuore, nessun altro può entrarci. Una persona alla quale abbiamo consegnato lo scettro della nostra vita emotiva. Un'immagine riassuntiva dei nostri sogni, desideri, bisogni. Un personaggio del mondo interiore incantato dalla polvere magica.
 
Come sono banali invece tutti quelli che non hanno mai vissuto un amore a senso unico, che non sanno cosa vuol dire essere rifiutati. Coloro – quanti sono?- dalla vita sentimentale piatta e prevedibile, che hanno conosciuto una persona speciale, magari ai tempi del liceo, con la quale hanno condiviso da subito qualcosa di speciale, e sono ancora insieme in modo speciale. Oppure hanno annoverato nel tempo storie facili, comode, si sono in ogni caso sentiti dire "Sì, mi piaci, ti aspetto, ti voglio". Gente scontata e insignificante, ignara degli stravaganti meccanismi del cuore.
 
Noi invece sì che li conosciamo, tormentate da un amore irrisolto, impegnate H24 7/7 a pensare a chi non ci pensa, a immaginare cosa fare, cosa dire, a cercare significati profondi alla casualità. Strateghe dell'amore. Certo che abbiamo colto le bandiere rosse, i segnali di rifiuto ma siamo testarde, ostaggio di una passione totalizzante della quale, tutto sommato, non sappiamo fare a meno. La forza dell'amore non sarebbe così intensa se lui ci volesse.
 

Desiderare qualcuno che non ci desidera è l'inizio di un bel trambusto, di un dramma personale. Ma anche l'antidoto perfetto alla noia. Senza, in effetti, cosa saremmo? Ci assalirebbe il vuoto, finiremmo in un'esistenza banale. Saremmo costrette a confrontarci con noi stesse. Vuoi mettere invece giostrare la vita su qualcuno che non ci vuole, per il quale non rientriamo nemmeno nella top-ten degli interessi, aspettare in eterno il momento di vederlo, ripassare i suoi messaggi per decifrarne chissà quale significato, Ti va di vedermi? E sentir rispondere "Non penso", collezionare disdette perché sceglie qualcun altro o, meglio ancora, preferisce stare solo. E poi inseguimenti, attese, ripensamenti. C'è un gran daffare.
Riusciamo ad essere magnificamente esagerate. Ridicole, buffe e patetiche. Anche imbarazzanti a volte. Ma ci sentiamo innamorate, il nostro sentimento è incredibilmente unico, speciale. Nessuno può capirlo davvero. Un traffico di neurotrasmettitori anima la chimica del nostro cervello. Fissazioni, ossessioni, deliri ravvivano allegramente la vita psichica. Siamo pronte a fare follie.
 

La scienza dice che il rifiuto porta ad una sorta di dipendenza, sviluppiamo assuefazione a quello che immaginiamo potrebbe essere ma non è. Sempre per confortarci, gli studi suggeriscono che insistiamo con persone che non ci vogliono quando il nostro stile di attaccamento è di tipo dipendente ed essere respinti è una sensazione familiare, rievoca rifiuti emotivi precoci. Oppure ripetiamo certe esperienze, per quanto dolorose, sperando di trovarvi un finale diverso. 
 
Allora dov'è l'uscita di emergenza? Esiste il tasto di riavvio del nostro mondo emotivo? Probabilmente non ci interessa saperlo. Perché pur soffrendo così siamo al sicuro, protette dalla possibilità di un vero coinvolgimento, riparate inoltre dalla possibilità che altri si avvicinino troppo, indaffarate come siamo con la nostra storia impossibile. Un amore non sperimentato è virtualmente senza limiti, senza confini proprio perché mai iniziato, mai realizzato veramente. Un oggetto idealizzato e indefinito, egocentrico e ingombrante.

 
Questo strazio però alla fine serve a qualcosa. Non gli interessiamo abbastanza, non possiamo convincerlo ad amarci, non esistono incantesimi, trucchi, miracoli. Ma l'amore non corrisposto ha un grande potere trasformativo. Ci aiuta a stare in compagnia del dolore, ad accettarlo, a capire cosa ci sta dicendo, cosa vogliamo veramente e come possiamo ottenerlo, quali modi esistono per raggiungere quello di cui abbiamo bisogno. Ci segna, è vero, con un solco profondo ma ci fa capire quanto siamo resistenti, nella nostra fragilità. Lui non ci ha curato, ci ha ferito e deluso ma sopravviviamo. Riusciremo a sistemarci da sole. Abbiamo i nostri tempi ossessivi da rispettare, un po' di pazienza ma spazzeremo via la nostra illusione e saremo libere. Rimaniamo in attesa del momento della rottura, quando sentiremo che, tutto sommato, abbiamo amato abbastanza.