Fendi e N° 21. Due marchi che raccontano i segreti delle donne

Cappotti cammello e sottovesti di pizzo nero. Due poli opposti che si conciliano nelle collezioni del prossimo inverno 

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Fendi 

 

Mantelli, pellicce e caban sui toni della caramella mou abbondano nella nuova collezione Fendi disegnata da Kim Jones. Invece da N° 21, Alessandro dell’Acqua riflette sui turbamenti sessuali della borghesia italiana. Sotto il cappotto, occhieggia un reggiseno. Due visioni della donna che, in qualche modo, riescono a ricongiungersi.

Fendi 

 

Tra le colonne romane

Il set di Fendi è colmo di colonne classiche,  a volerci ricordare il Foro Romano e più in generale la Città Eterna.  Al punto che, a metà del videoshow, la telecamera si sofferma su una borsona bianca con logo inequivocabile: FENDI ROMA. Le cinque sorelle che fondarono la Maison diventano fonte di ispirazione. Spiega lo stilista: «Donne intelligenti che lavorano sodo, una dinastia potente».

La collezione da business woman

Se si guardano i numeri della moda italiana ( -27 % ha annunciato ieri Carlo Capasa, Presidente della Camera della Moda ) pochi capi si sono salvati. E sono gli over perché servono per uscire di casa. Nel caso di Fendi si osservano, per il prossimo inverno, una profusione di cappotti doppi di cashmere, caban, mantelli, spolverini.  Il tutto condito da sciarpe tricot in visone o in lana con le frange. La business woman, nel suo quotidiano, passa del tempo in banca, dal notaio, dall’avvocato, dal commercialista. Indossa pantaloni a vita alta, abiti di seta marmorizzata, camicie di seta, gessati. Disposta a fare una follia per una giacca di visone spigata». Le tinte neutre abbondano e  poco per volta si scuriscono.

Gli accessori

I gioielli, lineari e minimal sono di Delfina Delettrez, la figlia di Silvia Venturini Fendi. Impressiona la varietà di borse: la First in cui il monogramma si trasforma nella chiusura della clutch. Proposta in varie dimensioni e pellami. Inoltre borse a spalla e Peekaboo. Parliamo di scarpe? Anche queste tra le poche cose che le donne hanno continuato ad acquistare durante la pandemia. Troviamo sandali invernali e stivali. Al ginocchio, come andavano di moda negli Anni Ottanta. Leggermente larghi. Una femminilità quotidiana che diventa un lusso.

N°21

 

Le donne di Carlo Mollino per N° 21 

Alessandro Dell’Acqua, con la sua linea N° 21, parte dalle Polaroid sensuali di Carlo Mollino. L’architetto e designer torinese (1905-1973) era anche un grande fotografo. Le sue visioni femminili incarnavano un erotismo eccentrico. Donne mai volgari, semi svestite. Questi scatti furono realizzati soprattutto tra il 1962 e il 1973.

Moda maliziosa firmata Alessandro dell’Acqua

E così seguendo un filo culturale si arriva agli abiti di chiffon. Nudi e impalpabili ma anche neri, drammatici, in stile Charleston. Modelli che ricordano certi personaggi interpretati da Lucia Bosé o Monica Vitti. I reggiseni sfuggono dal cardigan, occhieggiano da un golfino di mohair. Maliziosi al punto da far intravedere la lingerie, un niente che invece è tutto. Le gonne a matita hanno spacchi laterali. I contrasti tra i capi leggeri e le camicie «da boscaiolo»  a quadrettoni scozzesi (care a Dell’Acqua che le indossa spesso) sono una costante. Infine, una serie di cappotti maculati. Alcuni piccoli, femminili, con i bottoni dorati. La ragazza se li leverà. Rimarrà in sottoveste, in un attimo,  la immaginiamo nuda. Disinibita e un po’ ipocrita. Sensuale, pudica e segreta.