Giovani designer

La moda inclusiva fa un passo in avanti grazie ai giovani designer dello IED

Accessori che profumano, occhiali che ‘guidano’, borse con cui giocare e prodotti che uniscono. Il progetto Inclusive&Adaptive Design punta a creare un’esperienza moda che risponda alle esigenze di ogni pubblico, senza limiti di età, genere, fisicità o cultura
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“Il sistema moda, come lo conosciamo, va rivisto; e chi può fare meglio in questo senso se non la prossima generazione di designer?” si chiede Alon Siman-tov, Coordinatore del Corso di Shoes and Accessories Design IED Milano, nel presentare il progetto Inclusive&Adaptive Design, a cui le studentesse e gli studenti sono stati chiamati a partecipare nel primo semestre di questo anno accademico. Ai giovani designer dell’Istituto Europeo di Design è stato chiesto di progettare in maniera ‘inclusiva’, e quello che è nato è un percorso inedito di moda pensata per incontrare le esigenze di ogni pubblico senza limiti di età, genere, fisicità o cultura.

Calzature della collezione Agender di REN 

Sono quattro - genere, disabilità, etnia, età - gli ambiti individuati nel corso di specializzazione condotto dai docenti Mia Vilardo e Riccardo Polidoro. Il percorso ha portato alla creazione di quattro collezioni, ma è partito innanzitutto da una approfondita ricerca sui materiali (la sostenbilità è stata raggiunta nell’80% delle proposte presentate), e poi sulla conduzione di interviste a persone direttamente coinvolte nelle tematiche trattate. Una particolare attenzione è stata rivolta al tema dell’appropriazione culturale, terreno scivoloso sul quale è importante educare e illuminare la nuova generazione di designer. “È importante comprendere che progettare una collezione moda non è solo un’azione estetica o personale, ma un processo più complesso che prende spunto anche da previsioni di cambiamento legate alle attuali condizioni sociali” commenta Siman-tov. “Da diverso tempo l’ingiustizia sociale, le diversità di genere, i diritti delle minoranze e le disabilità hanno iniziato a modificare il nostro modo di pensare e impattano sulle nostre scelte quotidiane e personali, soprattutto nell’ultimo anno di pandemia”.

Ecco dunque le innovative proposte inclusive degli studenti IED.

Moda genderless

La proposta di REN (Evelyn Bressan, Alessandro Martella, Sofia Peselli, Roberta Vagnoni) è Agender: si tratta di zaini, borse e scarpe pensati per chi non si identifica in uno dei due generi sessuali e per chi si sente unico attraverso quello che sceglie di indossare. I capi e gli accessori si adattano armoniosamente a qualsiasi corpo perché realizzati con materiali termo-restringenti ed elastici. Ogni modello di calzatura è previsto in ampie numerazioni, dal 35 al 45. Ancora, l'intercambiabilità di singoli elementi (dalle suole alle chiusure) consente di esprimere la propria personalità pur indossando lo stesso accessorio di base. La collezione parte da un concept che si rifà all'idea di corpo come casa, luogo in cui essere davvero sé stessi, liberi e nudi, per poter prendere qualsiasi forma.

Dettaglio della scarpa Agender 

Accessori per ipovedenti

Sul fronte disabilità si è scelto di focalizzarsi specificatamente sulla cecità e l’ipovisione. È nato quindi JFMP - Joy for mistaken people (Penelope Bazzani, Michela Polo, Jennifer Rossi, Federica Santangelo) che ha dato vita alla collezione By my eyes. Si tratta di una linea che non si apprezza con gli occhi ma con gli altri sensi, perché sono accessori percepibili attraverso il tatto, grazie all’utilizzo di materiali dalla superficie irregolare e dettagli in rilievo. Ma non solo: elemento straordinario, ad ogni tinta è associata un'essenza profumata che consente di comprendere facilmente l'abbinamento cromatico che si indossa (l'azzurro profuma di menta, il grigio di timo, il rosa di pesca). Inoltre, le indicazioni sui tessuti e i rispettivi colori sono scritti in linguaggio braille.

Chelse boots Be my eyes 

A rendere gli accessori ancora più inclusivi ci pensa la tecnologia: lo stivale Chelse, composto da materiali di diverse texture per ogni area, utilizza un GPS (removibile e intercambiabile) che comunica direttamente con un'app mobile, attraverso la quale vengono fornite indicazioni audio sul percorso ed eventuali ostacoli. Stesso principio vale per la linea di occhiali, a cui si aggiunge la possibilità di leggere libri ed etichette di prodotti tramite una telecamera anteriore che trasmettere il contenuto audio direttamente in cuffia.

Occhiali Be my eyes 

Inclusione etnica

Sotto il cappello di ‘inclusione etnica’ si è scelto di sviluppare il prgetto To.get.there – Rebirth. Il concetto è quello di unire quanto ciò che accumuna tutte le culture (tanto a livello fisico, quanto spirituale), da sempre interconnesse all’interno di un ecosistema che deve essere curato e difeso. Ciò si traduce nella scelta di tessuti realizzati a partire da elementi presenti in natura, ma anche nel riutilizzo di scarti industriali e produttivi per ottenere nuovi materiali. Il gruppo che si è dedicato a questo progetto è composto da Antonio Boffa, Greta Giampaolo, Alessia Molinari e Irene Molinari, e comprende accessori pensati per interconnettersi tra loro. Un codice allegato al prodotto consente infatti a ogni acquirente di avere un’idea di chi e da quale parte del mondo ha acquistato un prodotto simile. Scarpe, borse a cappelli si fanno veicolo di una simbolica unione tra esseri umani di diverse culture.

To get there 

Accessori senza età

Infine, il gruppo di lavoro che si è dedicato al tema ‘ageless’ (composto da Simone Ricetti, Alice Marchetti, Alessandra Natalino, Martina Sagliaschi) ha immaginato AMAS, una gamma di accessori per tutte le stagioni della vita. Cosa accomuna boomers, millennals e generazione Z? Secondo gli studenti IED l’idea del gioco è trasversale, ed è per questo che i pezzi realizzati hanno tutti una dimensione ludica.

Borsa a tamburello AMAS 
Ogni accessorio è pensato per essere venduto con una scatolina gioco, un mazzo di carte che ricorda il ‘Memory’ e allude al tema del ricordo e dei legami che è in grado di creare. Le scarpe – in similpelle vegana - presentano tacchi relativamente bassi per adattarsi a ogni camminata (e sono intercambiabili per diverse occasioni), inoltre sono animate da pedine che si ispirano al gioco del Forza 4, libere di muoversi nel tacco stesso. Le borse – anch’esse vegane - a tamburello, con la loro ironia, riprendono invece struttura e meccanismi dello yo-yo.
Scarpa Ageless con tacco intercambiabile AMAS