La moda sotto choc, muore Alber Elbaz

Lo stilista, 59 anni, si è spento a Parigi, dove era ricoverato in ospedale per Covid19. Il settore perde così una delle sue voci più riconoscibili e soprattutto universalmente amate. Il designer aveva lanciato solo pochi mesi fa la sua nuova collezione, AZ Factory. Molti gli omaggi su Instagram dei colleghi
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Alber Elbaz, uno dei creativi più amati e rispettati, è morto sabato 24 aprile a Parigi, in ospedale, dove era ricoverato per Covid19. Aveva 59 anni. Il decesso è stato confermato in un comunicato da Richemont, il gruppo cui faceva capo AZ Factory, il marchio lanciato dallo stilista nei mesi scorsi dopo 5 anni passati lontano dalle passerelle. In precedenza Elbaz è stato il fautore della rinascita di Lanvin, tornato a essere nelle sue mani uno dei nomi di riferimento della moda parigina. 

Un modello disegnato per Lanvin nel 2008 

"Non ho perso solo un collega, ma anche un carissimo amico", ha commentato Johann Rupert, fondatore e presidente di Richemont. "La reputazione di Alber come una delle personalità più brillanti e amate dell'industria era pienamente meritata. Sono sempre stato colpito dalla sua intelligenza, sensibilità, generosità e creatività. Era un uomo di eccezionale gentilezza e talento, e la sua visione così particolare, il suo senso estetico e la sua empatia hanno lasciato un'impronta indelebile. È stato un grande privilegio poterlo osservare nella sua ultima impresa, mentre realizzava il suo sogno di una moda smart e attenta. La sua visione inclusiva della moda ha fatto sentire le donne belle e comode, e così facendo ha ridefinito il sistema".

Nel 2016 Insignito della Legion d'onore posa con le amiche Demi Moore e Kristin Scott Thomas e la ministra della cultura Audrey Azoulay 

Nato in Marocco e cresciuto in Israele, a Holon, Elbaz muove i primi passi come designer negli USA, prima di sbarcare a Parigi nel 1996 come designer di Guy Laroche. Lì si fa subito notare, tanto che viene scelto per succedere a Yves Saint Laurent alla guida della collezione di pret-à-porter della sua leggendaria maison. Ma il lavoro è di breve durata, termina all'arrivo di Tom Ford. Elbaz lavora allora per qualche tempo a Milano, per Krizia, ma nel 2001 torna a Parigi: gli è stato offerto il ruolo di direttore creativo da Lanvin, maison dal passato glorioso ma ormai quasi dimenticata. 

 

Elbaz al lavoro nel backstage di una sfilata 

Con lui il brand torna a vivere: la visione di Elbaz, concentrata sul far sentire belle le donne e farle stare bene e comode (concetto sempre troppo poco considerato da chi fa il suo mestiere) irrompe sulla scena trasformandolo in una delle voci più ascoltate e ammirate. Gentile, affabile, spiritoso, Elbaz si è saputo conquistare nel tempo i cuori di chiunque abbia avuto a che fare con lui. È per questo che il suo brutale licenziamento nel 2015, a causa di contrasti con la proprietà (all'epoca il marchio era dell'imprenditrice taiwanese Wang Shaw-lan) lascia tutti di sasso.

Lanvin 2003 

Seguono 5 anni di silenzio, intervallati da pochissime uscite; tra queste, una collaborazione con Tod's. Poi, lo scorso gennaio, il ritorno in grandissimo stile con AZ Factory, una collezione completamente trasversale con taglie dalla xxs alla xxxxl, costruita per essere il più comoda possibile e allo stesso tempo il più allegra e glamour. A questo punto il futuro del marchio è molto in bilico, visto che è stato costruito sulla personalità gioiosa di Elbaz, oltre che sulla sua visione stilistica: prova ne è la prima presentazione, risalente allo scorso gennaio, e pensata come un ironico programma televisivo. Solo lui poteva far funzionare un'idea del genere applicata alla moda. Superato lo choc del momento, il compito per chi rimane pare estremamente arduo.