Parenting

Coppie miste: Raissa e Momo, star di TikTok, spiegano la diversità culturale ai ragazzi

Spiegare ai ragazzi la diversità. Come? Ci sono libri che aprono mondi e combattono l’intolleranza. E poi ci sono video ironici capaci di spezzare pregiudizi in 60 secondi. Come quelli di Raissa e Momo che su TikTok sono delle celebrità. Ne abbiamo parlato con loro e con due grandi scrittori italiani perché, unendo le forze, si può fare la differenza

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Raissa Russi non ci voleva uscire con Momo, che poi è un soprannome carino che sta per Mohamed Ismail Bayed. “Ero piena di pregiudizi e c’è voluto del tempo per farli sparire”, ammette la 25enne torinese che, insieme al fidanzato arrivato in Italia dal Marocco all’età di sei anni, racconta con ironia su TikTok la vita di una coppia mista. Hanno postato il primo video per gioco durante il lockdown, oggi si rivolgono a 600 mila follower e hanno appena pubblicato la loro storia, Di mondi diversi e anime affini (Deagostini). “Mia figlia ha undici anni”, ha raccontato lo scrittore Sandro Veronesi, “e io non ho bisogno di spiegarle i fondamenti dell’antirazzismo, perché segue su TikTok Raissa e Momo”.

 

Messaggi potenti

Quando vi siete resi conto che i vostri video, oltre a far ridere, potevano fare riflettere i ragazzi sulla diversità culturale? “Appena abbiamo iniziato a ricevere commenti: c’è chi ci ringrazia perché ha trovato il coraggio di parlare della propria storia d’amore ai genitori, chi ci scrive che avrebbe voluto conoscerci quando era più piccolo, perché gli avremmo reso la vita più facile… Ora siamo curiosi di vedere le reazioni che avrà il libro, perché per la prima volta cambiamo tono e non usiamo l’ironia”. E in effetti scriverlo è stato un po’ come andare in analisi perché il testo - che ha una struttura a specchio ponendo sempre i due diversi punti di vista dei fidanzati – scava nel passato di entrambi e di entrambe le loro famiglie. Momo, per dire, a un certo punto scrive di quella volta in cui è stato lui a prendere in giro un compagno cinese. “Zhou è stata la prima e ultima persona che ho criticato in pubblico. Non l’ho mai più fatto e mai più lo farò. E mi chiedo come, avendo provato quella sofferenza sulla mia pelle tante volte, non me ne sia reso conto”.

La cover del libro Di mondi diversi e anime affini 

Raissa invece, tra le altre, pone una questione comune a molte famiglie italiane, quella sulla scelta della scuola per i propri figli. “Questi bambini che non sapevano l’italiano avrebbero di certo rallentato il nostro apprendimento e creato chissà quali problemi. Ogni genitore desidera il meglio per i propri figli, no?”. Insomma, Di mondi diversi e anime affini non è una storia edulcorata, Raissa e Momo raccontano quella vera, con tutti i problemi e i pregiudizi contro cui si sono scontrati crescendo e che, insieme, hanno imparato a superare.

 

Di libro in libro

Che la letteratura abbia un potere grande, d’altronde, Momo l’aveva imparato sulla sua pelle. “Ho letto Il razzismo spiegato a mia figlia di Tahar Ben Jelloun (La nave di Teseo, ndr) al liceo, ed è stato come se quel libro fosse stato scritto per me”. Che poi succede di frequente quando si leggono testi potenti. Lo scrittore Antonio Ferrara racconta spesso che un ragazzo di una scuola media – “di quelli che mai ti immagineresti con un romanzo in mano” – durante un incontro organizzato dai professori gli disse: “Il tuo libro mi ha capito”. Si riferiva a Ero cattivo (edizioni San Paolo), storia di Angelo, costretto a vivere in una comunità di recupero. “Un libro non dovrebbe mai lasciarci uguali a prima, dopo averlo letto”, spiega l’autore. “I ragazzi rimangono sorpresi quando trovano un adulto che gli parla di certe cose: si buttano nella lettura e poi si aprono in modo sorprendente”.

 

Lo sa bene anche Gabriele Clima, scrittore italiano spesso “accusato” di scrivere sempre di diversità. “Ma io non conosco un altro modo di narrare la realtà perché un romanzo la deve mostrare in tutta la sua molteplicità la vita”.

E che cosa dovrebbe fare, poi, un buon libro? “Aprire i lettori alla diversità: raccontando storie in cui si possono immedesimare, ma anche dandogli parole per descrivere sentimenti e conflitti che loro ancora non conoscono. Attraverso la letteratura, per esempio, posso scoprire la paura, riconoscerla, addomesticarla, accettarla. E questo non è poco visto che l’intolleranza verso il diverso nasce proprio dalla paura”.

Ritiene che al giorno d’oggi un messaggio del genere possa arrivare più forte dai social o da un libro? “Penso che tutti questi mezzi debbano essere alleati, perché insieme sono armi potentissime contro chi la diversità non la accetta”.

 

Consigli d’autore

Non tutti i romanzi sono uguali: è la qualità della scrittura a fare la differenza. In occasione della Giornata Mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo promossa il 21 maggio dall’Unesco, gli scrittori Gabriele Clima e Antonio Ferrara hanno condiviso con noi alcuni consigli di lettura, per aprire i ragazzi al mondo della diversità a 360°.

Io vengo da di Daniele Aristarco (Einaudi ragazzi): l’autore ha raccolto da un gruppo di studenti esperienze vere per ripercorrere la storia dei diversi flussi migratori che, negli ultimi anni, hanno interessato il nostro Paese. (+10 anni)

Con le ali sbagliate di Gabriele Clima (Uovonero): ispirata da un reportage del giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli, questa è la storia di Nino, un ragazzo omosessuale che viene mandato in una “clinica per guarire”. (+14 anni)

Il nido di Kenneth Oppel (Bur): è nato “con problemi“ il protagonista di questo romanzo appassionante che si trova ad affrontare un’avventura tra il reale e il fantastico. Ma le relazioni all’interno della famiglia invece sono assolutamente reali, genuine, senza mai diventare forzatamente stereotipate o sentimentali. (+13 anni)

Mia di Antonio Ferrara (Settenove): una storia in cui il possesso viene scambiato per amore, raccontata con una scrittura coinvolgente ma senza mai dare giudizi, lasciando il lettore libero. (+10 anni)

Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd (Uovonero): un giallo che tiene incollati alle pagine, racconta di un ragazzo che sparisce e di un coetaneo autistico che riuscirà a risolvere un importante enigma. (+11 anni)

Stargirl di Jerry Spinelli (Oscar Mondadori): come si fa a essere diverse in una società omologata? La protagonista di questo bellissimo romanzo (da cui poi è stato tratto l’omonimo film) è l’esempio di come tutto possa essere possibile. (+12 anni)

Il sole fra le dita di Gabriele Clima (Edizioni San Paolo): racconta la storia di un ragazzo difficile costretto dal preside della scuola a occuparsi, per punizione, di fare assistenza "volontaria" a uno studente disabile. Ma questo è solo l’inizio. (+12 anni)

Garrincha. L'angelo dalle gambe storte di Antonio Ferrara (Uovonero): un graphic novel che ripercorre la storia di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, Manoel Francisco dos Santos, detto Garrincha, che però aveva una gamba più corta dell’altra di 7 centimetri. (+15 anni)

Calvin l’invisibile di Neal Shusterman (Il Battello a vapore): dicono molte cose su Calvin Schwa ma solo una è certa, nessuno lo nota, nessuno si ricorda di lui. Questa volta, però, almeno per una volta, il mondo saprà che Calvin è stato qui. (+11 anni)

Un pinguino a Trieste di Chiara Carminati (Bompiani): un romanzo di formazione che intreccia la storia di un ragazzo in cerca di risposte, ma anche quella dei triestini, un popolo “che nelle vene ha il sangue spremuto dalle vigne di mezzo mondo”. (+12 anni)

 

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