La creatività è un super potere, e se vivi un momento difficile ne avrai di più

Tendiamo a confondere la creatività con l’arte, mentre in realtà è uno “stato” che ci permette di accedere alle risorse più profonde della nostra mente, liberare le idee e tentare nuove strade cambiando prospettive e modo di pensare

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Un recente studio dell’University College of London certifica che la creatività è regina nel regolare le nostre emozioni. Perché ci aiuta a gestire lo stress, ad affrontare le sfide e a esplorare soluzioni per i problemi della nostra esistenza. E, infatti, il 18 per cento degli artisti intervistati nell’ambito della ricerca congiunta Childhood adversity and creative experience in adult professional perfoming artists (Avversità infantili ed esperienza creativa in artisti professionisti adulti) condotta dalla California State University e dalla York University di Toronto, ha riferito di traumi infantili. Ma questo è anche il gruppo che ha dichiarato di contare di più sulla fantasia, un fattore che mette benzina nel motore della creatività.

Non è un caso se artisti famosi come Nicki Minaj, figlia di un tossicodipendente, e lo stesso Beethoven, vittima di un padre violento, abbiano trovato nell’espressione creativa un meccanismo per fare i conti con l’ansia e la vergogna per il loro passato.

 

In che modo la creatività ci aiuta a rapportarci a un trauma?

“Quando una persona si trova sopraffatta da un evento angosciante, i livelli di stress che ne risultano sono così travolgenti che le emozioni associate non possono essere analizzate razionalmente. Il trauma, in pratica, è proprio questo: emozioni bloccate che non riusciamo a elaborare, ma la creatività ha il potere di sbloccare la situazione”, risponde Indu Khurana, counselor e life coach che usa tecniche creative con i suoi clienti. (www.wellbeingthroughcreativity.co.uk).

La creatività opera a due livelli. “A livello pratico, è una fonte di distrazione. Quando la esercitiamo, il nostro sistema nervoso si calma, interrompiamo il ciclo di pensieri su cui ruminiamo e la nostra mente non varca la soglia del “e se...” che può portare a una catena di considerazioni catastrofiche”. Dunque, in primo luogo ha una funzione anti-stress. A livello cerebrale, invece, la creatività ci situa nel momento presente e questo spiega perché ci sentiamo rinfrescati, ricollegati alla nostra capacità di affrontare gli eventi e ci riscopriamo resilienti dopo averla esercitata.

L’unica condizione perché la creatività possa aiutare nell’elaborazione di un trauma, però, è desiderare aiuto: “Se non siamo pronti ad andare avanti, se non approcciamo la creatività con la mente aperta, la creatività da sola - di solito - non può cambiare le cose per noi”.

 

Dalle onde Beta alle onde Theta

Quando qualcuno dice “creatività”, tendiamo a pensare a un lavoro artistico, ma è una visione riduttiva: “La creatività è ovunque e in ogni cosa che facciamo. Cucinare senza seguire una ricetta, prendere una strada diversa per andare al lavoro, tinteggiare una parete, impastare il pane”, osserva Khurana. Un modo per riconoscerla è bypassare il “cosa” e osservare invece il “come”. “Quando esercitiamo la creatività avvengono dei veri e propri cambiamenti a livello cerebrale. Le onde cerebrali, infatti, passano dallo stato Beta che caratterizza le attività logiche e di ragionamento alle onde Theta che accompagnano uno stato di profondo rilassamento”.

Quando siamo nello stato Theta possiamo accedere ai percorsi neurali nel cervello che sono fuori portata quando siamo in stati emotivi intensi o in modalità attacco-fuga. “Nello stato Theta, inoltre, sperimentiamo il pensiero 'Blue Sky', una sorta di brainstorming senza limiti in cui le idee fluiscono senza costrizioni da parte del principio di realtà. Questo processo permette alla nostra mente di disegnare nuovi percorsi e immaginare nuove prospettive”.

Se stiamo vivendo un momento difficile, dunque, la creatività ha i numeri per aiutarci ad affrontare la quotidianità. “È chiaro che, rispetto a un trauma, i livelli di ansia sono diversi: in caso di divorzio o di lutto, per esempio, ci troviamo in uno stato di preoccupazione o anche di depressione. Quale sia la nostra condizione, la creatività influisce positivamente sui sistemi fisiologici ed emotivi”.

 

Una relazione a due vie

Ma c’è dell’altro, perché proprio un momento difficile può promuovere la creatività. “A volte succede: una difficoltà ci regala una gemma sotto forma di idea. Quando siamo collegati a noi stessi nel momento presente, l’idea può essere come il filo di un gomitolo. Seguendo quel filo, si arriva a territori mai inesplorati prima. Ed ecco che lì si manifesta la creatività”.

L’idea che arriva sembra materializzarsi dal nulla. “Quel 'nulla' è il nostro subconscio. La parte della nostra mente che può connettersi al livello subliminale al nostro ambiente, all’universo, il luogo delle idee e delle potenzialità”.

Infine, c’è un’altra ragione per cui vale la pena di esercitarsi in attività creative di qualsiasi tipo: la nostra crescita personale: “Essere creativi ci apre a cose nuove, nuove persone, nuove attività. Iniziamo a notare cose diverse, cambiamo prospettiva e modo di pensare”. Insomma, la creatività è un portale che apre a nuove consapevolezze. “Da ogni nuova esperienza, possiamo solo imparare e crescere, perché questa è la nostra inclinazione naturale”, conclude Khurana.