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Jumpsuit, la tuta 'tutta d'un pezzo' democratica e inclusiva

Dalla sua invenzione un secolo fa a oggi, continua ad avere una prerogativa importante: vestire senza discriminazioni di sesso, taglia, età. Ecco perché la jumpsuit non smette di essere un capo universale (oltre che estremamente fashion)

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Il "vestito universale tutto di un pezzo". La jumpsuit ha compiuto un secolo di storia ed è attuale tanto quanto all'epoca della sua concezione. In Italia, il lancio della tuta è attribuito a Ernesto Michahelles, in arte Thayaht. Il poliedrico inventore di sensibilità futurista, forte dell'esperienza al fianco della grande stilista francese Madeleine Vionnet, all'albore degli anni Venti del Novecento affina le sue capacità nella moda con il capo a forma di T destinato a un imperituro successo. L'intuizione di Thayaht sull'universalità della sua creazione, in fondo così semplice eppure così vincente, è valida tutt'oggi.

 

Chanel, primavera estate 2021. 

 

Passerelle e star di tutti i tempi

Da Chanel a Fendi, passando per Isabel Marant e Alberta Ferretti, sono tante le griffe che immaginano la jumpsuit per la primavera estate. Già ai tempi dell'invenzione di Thayaht, la "combinazione" tutta d'un pezzo (in francese si è mantenuto il termine combinaison) è una moda irresistibile. La tuta si dimostra velocemente un capo democratico, nel senso che mette tutti d'accordo: veste rapidamente aristocratici di sensibilità dandy e operai, uomini e donne, grandi e piccini, poi motociclisti, astronauti, subacquei. Nei decenni successivi se ne appropriano idoli della musica, da Elvis Presley a David Bowie. Capitolo icone femminili moderne, da Lady D in giallo pastello, con William e Harry ancora bambini, a Letizia Ortiz per gli impegni istituzionali, a star che la indossano sul tappeto rosso, come Amal Clooney e Victoria Beckham (scoprite le foto nella nostra gallery qui sotto).

La praticità si unisce alla scenografia. Divertimento per gli stilisti, la jumpsuit può essere lavorata in un'incredibile varietà di tessuti, avere vestibilità comoda o super aderente, giocare a tutto colore o come base neutra da arricchire con gli accessori, eccedere con texture scintillanti. I pantaloni scendono talvolta dritti e stretti sulle caviglie, svasati possono fermarsi al polpaccio o toccare terra con modelli palazzo. Maniche, libero sfogo alla fantasia: lunghe su jumpsuit corte (in questo caso chiamate in inglese romper), a palloncino o con spalle in evidenza, spariscono su scolli a fascia. Una cintura accentua spesso il punto vita. In stile safari, a righe, a pois, a fiori, per la spiaggia (magari con un bel cappello di paglia), da cerimonia: la jumpsuit è un abito per tutti i giorni e per grandi eventi.

 

Un capo inclusivo

Il vestito che nasce con forma a T non fa discriminazioni: oltre che gender neutral e per tutte le età, la jumpsuit può essere portata senza limitazioni di taglia. È ampia l'offerta di marchi che concepiscono tute per ogni tipo di corporatura. Elastiche e senza costrizioni, coniugano gusto, moda e inclusività. Lo confermano alcune stylist paladine del body positive molto seguite in Rete. La modella e icona curvy Sharonda Grandberry, oltre 40 mila follower su Instagram, incoraggia "tutte le plus size ad aggiungere una jumpsuit al proprio armadio".

Marielle Elizabeth, attivista dello slow fashion a basso consumo e contro la "grassofobia" dal red carpet alla vita quotidiana, raccomanda brand che prevedano misure dalla XS alla 5XL (per uno shopping condiviso!) e modelli in lino in vista dell'estate.

 

 

Complice la sua adattabilità, la tuta fa anche al caso della dolce attesa e integra a pieno titolo la moda premaman. Da indossare con scarpe comode, dalle sneakers alle espadrillas ai sandali con suola compensata.