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Chi sono i ragazzi di oggi? Il 'selfie di una generazione' che può aiutare i genitori a capire meglio i figli

Credono in Chiara Ferragni e Harry Styles, ma anche in Greta Thunberg e... nella mamma. Così si descrivono i giovanissimi della generazione Z in un libro che può diventare un simpatico manuale di istruzioni per decodificarli

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I ragazzi sono più saggi di quanto tendiamo a immaginare. O, perlomeno, è quello che risulta dalla lettura del libro “Chi sono? Io. Le altre. E gli altri” edito da DeAgostini: non si tratta di un romanzo, né di un vero e proprio saggio, piuttosto è un grande, semplice, chiaro ritratto collettivo della generazione Z (per la precisione, dei più giovani di essa), che gli autori Federico Taddia e Daniele Grassucci hanno tratteggiato chiedendo direttamente ai diretti interessati di esprimersi su alcuni argomenti di fondamentale importanza.

Quello che emerge è uno spaccato della loro vita e dei loro pensieri, il “selfie di una generazione”, dicono gli autori che, grazie alla collaborazione di Skuola.net - portale di riferimento degli studenti, hanno rivolto 100 domande e raccolto tantissime risposte a oltre 30 mila ragazze e ragazzi, tra i 12 e i 17 anni, riuscendo a tratteggiare l'affresco di una generazione che spesso agli adulti sembra imperscrutabile. Risposte, sondaggi, infografiche e belle illustrazioni – di Antonio Zeoli – per raccontare pensieri, e punti di vista sul mondo, ma anche su loro stessi, sull’amore, sull’amicizia, sulla felicità, sugli adulti, sul futuro.

Il risultato è interessante sia per i ragazzi che vogliono ‘guardarsi allo specchio’, sia (ma forse è il caso di dire specialmente) per i genitori che faticano a comprende i loro figli. Ed è anche incoraggiante, perché nonostante le mille preoccupazioni su come i nativi digitali stiano crescendo tra social e vita da remoto, a giudicare dalle loro risposte sembrano essere più saggi e consapevoli di quanto le generazioni adulte tendano ad immaginare. D’altronde, il vecchio adagio sui ‘giovani d’oggi’ è duro a morire, e spesso ci si dimentica che difficilmente i ragazzi vengono compresi se osservati attraverso una lente valida due o tre generazioni prima. Occorre far parlare loro, e soprattutto ascoltarli, perché il contesto in cui stanno crescendo è profondamente cambiato rispetto ad alcune decadi fa. Questo libro offre delle utili indicazioni per farlo.

La consapevolezza

Quanti amici hanno? Cosa ha valore nell’amicizia? E nell’amore? In cosa credono? Leggendo le risposte alle domande scopriamo, per esempio, che per piacere a qualcuno non sarebbero disposti a fare nulla di particolarmente esagerato, perché sanno di dover piacere così come sono. Detestano i fidanzati/le fidanzate possessivi, ma anche l’invadenza dei genitori rispetto all’argomento amoroso. A proposito di genitori, non sono sempre il modello d’amore che vorrebbero riproporre nella loro vita privata: un dato che dovrebbe far riflettere.

Rispetto all’accettazione di sé, sono sulla buona strada, forse sono anche più consapevoli delle generazioni che li hanno preceduti, bombardate da standard irraggiungibili di bellezza in tutta la fase formativa. Il 42% giovanissimi intervistati oggi si piace (abbastanza), e ben il 54% afferma di non ritoccare le proprie foto per sembrare più bello/bella. Ovviamente ci sono parti del loro corpo che non amano (il 60% ne ha più di una) e hanno insicurezze, ma oltre la metà degli interpellati non ricorrerebbe mai alla chirurgia estetica, se non fosse per problemi legati alla salute.

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Gli adulti

Dal ritratto che emerge grazie alle risposte che Taddia e Grassucci hanno raccolto, si scopre che i ragazzi si fidano abbastanza degli adulti e dei loro professori, ma non dei politici, mentre confidano molto negli scienziati. Rispetto alle influenze del web, ‘credono’ solo ad alcuni influencer, ma sanno molto bene che non tutti sono meritevoli di stima – alcuni non li trovano nemmeno intelligenti – e non prendono per oro colato tutto ciò che dicono. Fra l’altro, non amano chi si mette troppo in mostra. Sanno che il mondo virtuale va esplorato usando l’intelligenza, e sono in grado di discernere le fake news (meglio degli adulti, rilevano diversi studi). Non amano chi vive coi paraocchi, i negazionisti e chi non crede nella scienza. Ma anche chi crede di sapere sempre tutto, chi dice che ‘andrà tutto bene’, chi semplifica troppo le questioni importanti. I personaggi famoso in cui credono sono Chiara Ferragni, Harry Styles, Ariana Grande, Billie Eilish, Emma Watson, Fedez. Mentre nella vita di tutti i giorni (preparatevi a commuovervi), credono nella mamma, sempre e comunque.

La visione del futuro

Vogliono avere successo, ma solo se questo si traduce in realizzare i propri sogni: guadagnare tanto non è una priorità, basta l’occorrente per vivere dignitosamente, dichiara il 45% di loro. Tra i loro idoli di riferimento ci sono persone che hanno rivoluzionato il mondo nel loro settore, o che sono conosciuti per l'impegno in tematiche importanti: sono, tra gli altri, Rita Levi Montalcini e Marie Curie, Samantha Cristoforetti e Stephen Hawking, Steve Jobs e Leonardo di Caprio.

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Un dato da sottolineare, è che credono che la loro generazione possa cambiare le cose (il 71% lo pensa), sanno che è importante fare volontariato e impegnarsi politicamente. Stimano Greta Thunberg, per molti è un modello (avete presente l’odio contro Greta che sprizza dai pori di molti boomers? Ecco, solo il 5% dei ragazzi pensa che sia una ‘montata’, tutti gli altri, con diverse gradazioni, ne apprezzano l'impegno), e sanno che l’ecologia e la crisi climatica sono delle tematiche di fondamentale importanza per tutti.

Cosa li fa arrabbiare

I vostri figli adolescenti sono sempre arrabbiati? Sapere cosa li fa arrabbiare e tenerlo in considerazione potrebbe essere un buon modo di trovare una nuova strada verso il dialogo. Uno spoiler: sentirsi dire che la loro generazione è la peggiore non è un buon punto di partenza per far sì che si aprano. Anche essere sottovalutati li ferisce, così come sentirsi giudicati quando, in realtà, sono convinti che i genitori li conoscano poco.

 

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