Tradimenti

Federica: "A 26 anni sono stata amante già due volte. E l’ultima ho perso la testa"

"Inizia come una storia comune di tradimento in ufficio. Lui è intelligente e carismatico, e io mi sento una privilegiata". Ma la storia ha una svolta improvvisa, e a farne le spese è solo lei. "Lui si percepisce più giovane ed energico, lei più forte e adulta", commenta l'esperto. "Ma quando termina la magia dell'idea della crescita, si torna con i piedi per terra e finisce anche la relazione"

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“Ci sono amori che non hanno alcuna chance. Perché fin dall’inizio lo sai già che direzione potrebbe prendere la storia. Ma ciecamente speri che invece imbocchi la strada che vuoi tu. Così quella voce dentro di te non l’ascolti e ti butti con tutto il cuore in questa nuova avventura amorosa. Ho fatto così con Daniele: un salto nel vuoto, sapendo che non c’era nessuna rete di protezione ad attutire il colpo in caso di probabile caduta.

Tra me e Daniele comincia come tante altre storie di tradimento nate in ufficio. Ho 24 anni e iniziare questo nuovo lavoro in un’agenzia pubblicitaria mi entusiasma e allo stesso tempo mi terrorizza: mi sento piccola e impaurita dal 'mondo dei grandi'. Ma c’è lui che mi prende sotto la sua ala protettiva. Lavora lì da tempo, conosce tutti i trucchetti del mestiere e mi guida come un mentore. A impressionarmi è la sua intelligenza, il suo carisma e la stima che suscita negli altri. Credono in lui e io mi sento privilegiata ad avere la sua fiducia e le sue attenzioni.

È un uomo che mi infonde coraggio e tranquillità, così colgo ogni occasione per passare più tempo assieme. Inizio a dire sì a ogni aperitivo con i colleghi e sento che tra me e Daniele c’è sempre più feeling anche fuori dalle pareti dell’ufficio. Una sera mi chiede di cenare assieme, solo noi due: dico di sì, non aspettavo altro. Non succede nulla, ma il sabato dopo ci rivediamo e questa volta finalmente mi bacia. Passiamo la notte assieme e per tutta la domenica ci siamo solo io e lui.

Casa sua diventa il nostro “buen retiro”. Se in ufficio sappiamo mantenere le giuste distanze, nessuno deve accorgersi della nostra intesa, nel suo appartamento siamo soltanto noi due, spogliati da ogni ruolo professionale. Io inizio a idealizzarlo e già nella mia testa immagino dettagliatamente un futuro assieme. Per lui invece sono una boccata di spensieratezza, il ritorno a una vita più giovane priva di responsabilità. Ma questo l’ho capito solo dopo. Ero troppo concentrata a voler credere che per noi ci sarebbe stato un domani. E per questo non vedevo nulla, neanche l’ostacolo principale che avrebbe dovuto far tirare il freno a mano alle mie fantasie.

Daniele ha una storia a distanza con Gaia. Lei vive a Parigi. È un avvocato in carriera e un anno fa le hanno proposto un lavoro a cui non poteva dire di no. Stanno assieme da cinque anni e ora per la distanza si vedono solo due weekend al mese. Quando lui parte sto male: mi chiudo in casa e non voglio vedere e sentire nessuno. Provo a dormire il più possibile perché non posso pensarlo assieme a lei. Rivederlo in ufficio il lunedì mi fa tornare a vivere e la sera è di nuovo tutto per me. Come potrebbe vincere la loro distanza contro la nostra quotidianità?

Siamo andati avanti così per due anni. Prima di lui avevo già avuto un’altra storia in cui ero l’amante, ma con Daniele speravo di diventare la compagna ufficiale. E nel mio mondo già lo era: per i miei amici e la mia famiglia lui era il mio fidanzato. Nella sua vita invece dovevo restare nell’ombra: bisognava aspettare il momento buono per uscir fuori alla luce del sole. E quando io gli chiedevo quando, Daniele mi rispondeva: 'Sii paziente piccola mia. Tra il lavoro e Gaia non so da che parte iniziare e voglio fare tutto senza danneggiare nessuno, noi compresi. Ma non sei felice così anche ora?' Sì ero felice, ma avevo la sensazione che quel tempo che mi chiedeva era un limbo in cui sarei potuta stare per lungo tempo. Diventiamo routine, una coppia clandestina che si spartisce le piccole cose della vita come se la nostra relazione fosse ufficiale.

Poi da un giorno all’altro, arriva il colpo di scena, ma non quello che mi aspettavo nella favola che avevo scritto nella mia testa. Gli hanno offerto un nuovo incarico molto prestigioso, un importante punto di svolta della sua carriera. A Parigi. Da Gaia.

Daniele prova a indorare la pillola mettendo davanti il lavoro. Ma la realtà è un’altra. Ha scelto lei e ha fatto di tutto per trovare un impiego nella sua stessa città. E grazie alle conoscenze di Gaia, il suo curriculum è arrivato sulla scrivania giusta e il destino ha fatto il resto. Provo rabbia, tutto crolla e mi risveglio di botto alla realtà. La testa si affolla di ricordi: come un trailer penso a tutti gli step della nostra storia. Eravamo così presi e appassionati all’inizio quando ci corteggiavamo, eravamo così gioiosi quando la mattina ci svegliavamo assieme. Non doveva andare così. Penso alla sua fidanzata che ha vinto, a lei che mi dovrebbe ringraziare perché le ho fatto ottenere quello che lui non le ha dato per anni. Perché nessuno me lo toglie dalla mente che Daniele, una volta fatto questo bagno di gioventù, di divertimento e di leggerezza con me, si sia sentito pronto a mettere la testa a posto e a impegnarsi seriamente con lei.

E io? Mi ritrovo al punto di partenza: incapace di innamorarmi di chi mi vuole e appesa dietro a chi mi desidera solo a tempo. Perché amante per ben due volte a soli 26 anni? Me lo sono chiesto parecchio anche io. E ho capito che fino ad adesso, per me, essere l’amante ha significato essere scelta, anche se non fino in fondo, anche se non in modo ufficiale. Sono diventata una tentazione a cui non si riesce a dire di no, mai una scelta voluta fino in fondo. Non voglio essere questo però. Mi chiedo se sarò in grado di rinunciare a quei momenti, in cui mi sento voluta, in cui mi sento irresistibile. Spero di sì, spero di riuscire a capire che l’amore e la voglia sono cose ben lontane. Tanto quanto lo erano loro, prima di me”.

Federica, 26 anni di Napoli

 

Il commento dell’esperto

Dott. Matteo Merigo, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo

“Nella storia di Federica, il tradimento viene vissuto come 'lotta' tra infatuazione e amore vero. Diventare amante è la spinta a crescere, a cercare uno spazio dove ci si sente scelte contro la logica nella relazione vissuta con Daniele, nello stare sotto l'ala protettiva di un uomo più grande ma che vive anche un'altra relazione a chilometri di distanza. È anche una lotta contro sé stessa: dimostra che è talmente forte da riuscire a ottenere quello che vuole e far in modo che l'altro cambi idea e scelga lei.

Queste relazioni emotivamente funzionano perché nell'infatuazione ci si sente di evolvere: Daniele si percepisce più giovane ed energico, lei più forte e adulta. Ma quando termina la magia dell'idea della crescita, si torna con i piedi per terra e finisce anche la relazione.

Federica, man mano, sentiva l'idea di vivere la quotidianità del lavoro, della continuità del giorno che proseguiva anche la notte, la condivisione del tempo e dello spazio. In sostanza, viveva l'idea di crescere e di costruire una vera relazione, ma è una crescita effimera, dove il gioco è bello finché dura.


Ora nel suo vissuto non ci sono grandi rimpianti, se non il periodo del corteggiamento dove tutto sembra magico, vivo e in movimento. Ma rimane poi la sua riflessione amara di fondo che si pone: voler essere solo una tentazione o riuscire a vivere l'amore?


Questo può aprire delle profonde riflessioni sul valore che attribuisce non tanto al tradimento e all'essere amante, ma alla tipologia di amore che ha vissuto, che Robert Sternberg denominava “infatuazione”, cioè quella tipologia di relazione estremamente passionale con condivisioni intime ma che pecca nell'impegno evolutivo ed è destinata a trovare un ostacolo che interrompe tutto. E non sempre l'ostacolo viene dall'esterno. A volte, siamo noi i primi a desiderare fortemente qualcosa per poi metterci i bastoni tra le ruote una volta ottenuta. L'evoluzione di Federica passa dal vivere le relazioni in modo preadolescenziale, dove si desidera fortemente qualcosa e nel momento in cui lo si ha, non lo si vuole più, alla sua riflessione finale dove cerca di scindere tra 'amore' e 'voglia'.

La sua lotta interiore tra infatuazione e amore vero, potrà risolversi solo quando capirà che amore e voglia possono coesistere nella stessa persona”.