Tradimento
Photo by Chi?n Ph?m on Unsplash 
Tradimento

Laura: "A un passo dall'altare l'ho tradito per il mio primo amore"

Con Luca vivono una routine rassicurante ma ormai senza emozioni. E proprio quando lui le chiede di sposarla e lei accetta, ecco che si fa vivo Giovanni, il grande amore che le aveva spezzato il cuore. Quando i due si rivedono la scintilla si riaccende. "In questa storia il tradimento è salvifico per tutti", commenta l'esperta. "Permette a Laura di capire cosa non vuole, consente a Giovanni di vivere la storia con Laura e libera Luca da una relazione che non è più nutriente"

Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere alla mail a tradimenti@gedi.it

6 minuti di lettura

"A un passo dalle nozze ho mandato tutto a monte e non so ancora dove ho trovato la forza e il coraggio per farlo. Ma non potevo più mentirmi e, dopo aver tradito Luca, era arrivato il momento di non tradire più me stessa.

Una routine rassicurante

Con il mio quasi marito la vita scorreva semplicemente e senza troppi ostacoli. Entrambi con un buon lavoro, vivevamo assieme da due anni e avevamo trovato una sorta di equilibrio di coppia, circondati da buoni amici e da entrambe le famiglie che a tratti ci chiedevano: 'Ma perché non vi sposate?'. A me sinceramente le cose andavano bene così, eppure l’idea di fare un bel matrimonio e di ufficializzare la nostra unione mi sembrava un passo che potevamo fare per rafforzare il nostro amore e anche per dargli una marcia in più. Luca preferiva scherzarci su e tutte le volte che tiravano fuori l’argomento, faceva di tutto per virare il discorso su altro con battutine e grasse risate. Certamente non sarei stata io a spingerlo a fare un passo che non sentiva di compiere.

Ora che mi guardo indietro tutta quella quotidianità che appariva così armoniosa era in realtà una routine che non aveva voglia di essere messa in discussione e che ci aveva portato a fare sempre le stesse cose, con una ciclicità che a noi forse rassicurava ma sicuramente non dava più stimoli. Almeno a me, perché sennò non avrei risposto alla mail di Giovanni e non avrei mai accettato quell’invito.

"Un messaggio dal mio primo, vero amore"

Mi ha cercato su Facebook un anno fa con mia grande sorpresa. È stato un tuffo al cuore leggere le sue parole: mi diceva che in questi anni si era spesso ricordato di me e di noi e che solo adesso aveva avuto la leggerezza e la sfacciataggine di contattarmi. Perché usciva fuori da un periodo buio, aveva perso da poco la mamma e stava rimettendo insieme i pezzi della sua vita. Desiderava fare ordine e soprattutto sistemare quello che aveva lasciato in sospeso. E in cima a questa lista c’ero io e il bisogno di chiedermi scusa, con tutto il suo cuore.

Giovanni ed io siamo stati dieci anni assieme, quelli più divertenti e caotici, dai tempi del liceo fino a poco dopo l’università. Ci siamo lasciati e ripresi mille volte, perché lontani non sapevamo stare. Ognuno di noi faceva delle “escursioni” in solitaria, frequentando altre persone e altri ambienti, ma a casa tornavamo sempre, non potevamo stare senza l’abbraccio e il supporto dell’altro. Siamo cresciuti assieme e sono innumerevoli le “prime volte” che abbiamo condiviso. Anche il sesso lo abbiamo scoperto insieme e insieme ci siamo lanciati in esperienze erotiche che non ho mai provato con nessun altro partner.

È stato per anni il mio migliore amico, il mio amante, il mio compagno di lotte e di vittorie. Ci capivamo al volo e sembravamo destinati a stare assieme per sempre. Ma la realtà è stata diversa: dopo la laurea Giovanni ha perso la testa per una donna più grande di lui, conosciuta sul posto di lavoro. Era il suo primo impiego e lei gli faceva da mentore. L’ho conosciuta anche io Giulia e devo ammettere che aveva un gran fascino e quella sicurezza che solo una donna adulta ha. Io al tempo ero ancora imbrigliata nelle mie incertezze, nelle mie inquietudini e nel capire chi fossi e dove volevo andare. Giovanni invece aveva le idee più chiare delle mie e nel giro di pochi mesi il lavoro lo aveva fatto diventare più sicuro e più deciso. Ho capito che se ne stava andando da me quando ha iniziato a parlare al singolare, a elencarmi i suoi obiettivi, pronto sulla pista di lancio per realizzarli tutti.

Lo sentivo lontano e continuavo a pressarlo di domande, ma lui le eludeva e mi diceva di non preoccuparmi. Un giorno non mi ha più cercato e ha smesso di rispondere al telefono. Sono andata a casa sua e si è fatto negare. Ho tentato per mesi di parlare con lui, sono andata anche sotto il suo ufficio e quando l’ho visto uscire con lei gli ho fatto una scenata. Mi ha lasciato in mezzo alla strada in balia delle mie lacrime, dicendomi che non era il momento, mi avrebbe chiamato. Sapevo che non l’avrebbe fatto e dopo essermi disperata, poi rassegnata, ho tirato fuori la mia dignità e con il passare degli anni l’ho messo da parte.

"All'inizio, un grande abbraccio e nulla di più"

Quando è arrivata la sua mail le emozioni sono riesplose, saltate fuori dal cassetto del tempo in modo confuso. Ho pensato che il suo invito a incontrarci per parlare fosse giusto e salvifico, per me, per lui, per quello che era stato. Ci siamo incontrati in un bar di pomeriggio, era bello come sempre anzi i suoi capelli ora brizzolati lo rendevano ancora più seducente. Ha voluto iniziare a parlare lui per primo. Mi ha spiegato che quel ragazzo di 27 anni che io vedevo deciso e adulto era in realtà così terrorizzato dalla vita da finire nelle braccia di una donna che in quel momento voleva guidarlo, consigliarlo, tranquillizzarlo. L’opposto di sua madre che invece lo aveva sempre criticato. Sapeva che c’era uno scotto da pagare, cioè perdermi, e non aveva mai avuto il coraggio di dirmelo chiaramente, perché sarebbe stata l’azione che rendeva tutto reale. Così ha preferito essere spietato invece che sincero, anche se negli anni gli sono sempre mancata. Sapeva di me e di Luca, si vergognava a tornare, si sentiva scorretto a ripresentarsi. E una parte di lui la viveva in questo modo. Ma il lutto della madre gli aveva fatto capire che non bisognava perdere tempo e doveva assolutamente chiedermi scusa, senza aspettarsi il mio perdono. L’ho ascoltato con empatia e amore, non dal punto di vista della ragazzina che ero ma dalla donna che sono ora, provando a capire.

Ci siamo salutati con un grande abbraccio e nulla più. Ma la connessione tra di noi si era riattivata, ci pensavo e lui pensava a me, visto che mi mandava messaggi in continuazione. Ho resistito rispondendogli in modo sbrigativo, però è durato poco. Ci siamo ritrovati a parlare per ore, a ritagliarci appuntamenti all’ultimo minuto pur di vederci e dopo due mesi abbiamo fatto l’amore. Da quel giorno tutto è cambiato e io non sapevo più cosa fare. Con un tempismo inaspettato Luca qualche giorno dopo il mio incontro con Giovanni mi aveva chiesto di sposarlo. E io avevo detto sì: volevo mettere da parte il passato e andare avanti. Così sono iniziati i preparativi di questo matrimonio intimo, l’ancora a cui mi sono aggrappata per togliermi dalla mente Giovanni. Lui insisteva con mail e messaggi e tutte le mie resistenze e la voglia di sposarmi man mano si sono sciolte al sole. Ero più entusiasta di parlare con lui che del mio abito da sposa, solo questo mi avrebbe dovuto far capire come stavano le cose. Ora ero io che dovevo essere onesta con me stessa, ma non ce l’ho fatta finché non sono finita al letto con il mio primo amore.

La confessione: "non posso più sposarti"

Lì ho capito che dovevo agire subito e prendere una decisione per non farmi più male e per non farlo agli altri. Dopo aver fatto sesso con Giovanni, ho deciso di parlare seriamente con Luca. Gli ho detto che non ero più convinta di niente e che non potevo sposarlo. Avevo bisogno di riflettere, perché avevo rivisto Giovanni e provavo ancora qualcosa per lui. Gli ho detto tutta la verità, gli ho raccontato anche che eravamo stati a letto, pronta a prendermi i suoi insulti, la sua disperazione e tutta la responsabilità della fine di questo rapporto stanco. Lui ha reagito malissimo, gli è crollato il mondo addosso e mi ha detto che non mi voleva più vedere. Taglio netto: lui è fatto così e io ho rispettato la sua decisione.

Sono andata a dormire a casa di una mia amica e dopo qualche settimana ho preso in affitto una casa, la prima che ho trovato che mi sembrava adatta a me. Ho chiesto a Giovanni di darmi del tempo, di non sentirci per un po’, non potevo entrare in una storia immediatamente dopo aver chiuso la relazione con Luca. Lui ha capito e mi è stato accanto a debita distanza, discretamente, dimostrandomi che c’era e che non se ne sarebbe andato. Così è stato.

È passato un anno dalla fine della storia con Luca e ora con Giovanni vivo una relazione che mi rende felice e appagata. Non è il remake di quando eravamo due giovani, ora siamo due adulti che si conoscono da tempo e hanno voglia di viversi per quello che sono.

Laura, 38 anni di Milano

 

Il commento dell’esperta

Stefania Lambiase, psicologa e psicoterapeuta

In questa storia il tradimento è salvifico per tutti: permette a Laura di capire cosa non vuole e poi scegliere in base ai propri desideri, consente a Giovanni di vivere finalmente la storia con Laura e libera Luca da una relazione che non è più nutriente.

A mettere in moto tutto è Laura con la sua decisione di correre il rischio di cambiare. Non solo trova il coraggio di sottrarsi al matrimonio con Luca e anche alle aspettative degli altri, della famiglia e degli amici, e a qualcosa di conosciuto e certo, ma si prende anche la responsabilità di raccontare del tradimento con Giovanni, lasciando il certo per l’incerto.

Quando comprende che il matrimonio con Luca non è ciò che desidera pienamente, torna sui suoi passi. Del resto, probabilmente, la loro unione sarebbe stata destinata al fallimento e all’infelicità: era solo una questione di tempo. Come lei stessa ammette, si trattata di “una routine rassicurante che non si aveva voglia di mettere in discussione”. È anche vero che una relazione ha bisogno quasi costantemente di nuovi stimoli e motivazioni per restare tale, ma la loro coppia non sembra pronta a mettersi in gioco in questa direzione.

Quando Laura si lascia con Luca, decide di prendersi del tempo prima di iniziare la storia con Giovanni. Lo fa per stare da sola, una strada giusta per elaborare il lutto della separazione e per comprendere meglio cosa vuole e cosa è successo. Non “sostituisce” Luca con Giovanni, ma capisce, grazie al suo ex, che il rapporto con Luca non la appaga più.

La storia di Laura e della relazione con Giovanni evidenzia un aspetto molto importante: spesso se una coppia funziona, non è solo una questione di “compatibilità”, ma anche e soprattutto di incontro in un preciso momento della vita di entrambi. Anni prima, Giovanni era ancora imbrigliato nel rapporto con la madre e cercava una figura che fosse l’opposto, mentre Laura doveva ancora individuarsi. Lì e allora non era il momento giusto, non era il  “tempo” giusto. A quanto pare, entrambi dovevano ancora fare quei passaggi evolutivi prima che potesse avvenire un vero e proprio incontro basato sulle loro caratteristiche e desideri e non sulle loro paure e bisogni di riscattarsi da esperienze passate strettamente legate alle loro figure di attaccamento.