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La gonna a pieghe e il fascino senza tempo del plissé

Le gonne a pieghe rappresentano il capo must have di questo inverno e danno il via al ritorno di uno stile senza tempo: quello di abiti e capi plissettati. Una lavorazione complessa ma dall'eleganza sicura, che qui raccontiamo

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In versione extra-long, midi o mini, le gonne a pieghe rappresentano il capo must-have dell’autunno/inverno 2021-22. L’effetto origami, più o meno evidente, ha animato le creazioni di tantissimi marchi moda come Cividini, Dior, Ami, Chanel, Chloé, Erdem, Ermanno Scervino e, ancora una volta, Missoni, la cui maestria nella plissettatura del tessuto in maglia è senza dubbio parte integrante del DNA del brand.  Versioni e stili diversi per un’unica grande protagonista. La femminilità questa stagione si rivela in modo discreto, tra una piega e l’altra, di abiti - ma soprattutto gonne - leggiadre e romantiche, che sfiorano le caviglie, come abbiamo visto sulla passerella di Chloé, oppure in versione corta stile preppy, da perfetta collegiale, come proposto da Philosophy by Lorenzo Serafini.

C’è poi chi si è divertito, un po’ come va tanto di moda fare tra gli chef che rivisitano ricette tradizionali proponendole in versione ‘decostruita’, ossia stessi ingredienti ma diversa composizione, a reinterpretare la classica gonna a pieghe piatte dandole un’allure più punk se vogliamo. È come se il capo fosse stato fatto letteralmente a pezzi con il risultato di ottenere larghe strisce di tessuto ‘effetto frangia’ che fluttuano libere. Antesignana di questo trend è Miuccia Prada che già l’anno scorso aveva fatto sfilare, in occasione della collezione donna A/I 2020-21, questo nuovo concetto di gonna. Per l’A/I 2021-22 ecco Max Mara e Louis Vuitton.

Come si evince osservando le passerelle, così come le proposte di stagione dei grandi brand ‘fast fashion’, si fa presto però a dire gonna a pieghe… il modello, il tessuto che viene impiegato e soprattutto il tipo di plissettatura impiegata fanno sì che l’effetto finale sia sempre diverso; esiste infatti il plissé soleil, ossia a raggiera, il lampion, che riprende la forma delle lanterne veneziane, l’accordéon, che imita le pieghe a soffietto della fisarmonica… senza dimenticare ‘il primo e unico’ ‘plissado’ firmato Mariano Fortuny.

Sì perché sebbene l’origine del plissé risalga alla notte dei tempi, se parliamo di storia della moda questa tecnica sublime e raffinata è da sempre legata al nome di Mariano Fortuny, geniale artista a tutto tondo. La sua creazione più celebre, l’abito ‘Delphos’, nato nel 1909 da una personale reinterpretazione delle tuniche tipiche delle sculture greche,  non fu solo un modello innovativo nella forma, ma rappresentò un moderno e rivoluzionario modo di vestire per le donne europee del XX secolo.

Un dettaglio di un abito di Issey Miyake del 1993-1994 

Da lì, tanti designer si sono cimentati nell’arte del plissé. Da Vionnet, a cui si deve la nascita del taglio sbieco, a Issey Miyake - la creazione della sua linea Pleats Please nel 1993 ebbe un successo strabiliante e ancora oggi è in produzione - fino a Roberto Capucci e Krizia, autentici maestri di questa tecnica di lavorazione e ancora oggi fonte d’ispirazione per i più prestigiosi brand di moda.