Una relazione riciclata può funzionare?

Giulia, quarantaquattrenne di Milano, descrive la sua "seconda volta" con Massimo come migliore della prima: tornati assieme dopo tanti anni, sono oggi profondamente uniti e felici. Il loro non è un caso isolato, e sebbene non ci sia una ricetta valida per tutte le coppie scoppiate che tornano assieme, avverte lo psicologo Michele Spaccarotella, esistono parametri utili a capire se ricominciare sia la scelta giusta o meno
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Di coppie "riciclate" tornate sotto i riflettori dopo tanto tempo ne abbiamo viste parecchie, prima tra tutti quella formata da Jennifer Lopez e Ben Affleck, i Bennifer, di nuovo assieme dopo 17 anni. E i casi non mancano nella vita vera: dare una seconda chance all’ex sembra un’impresa che, invece di spaventare, alletta tante persone, che anche a distanza di tempo scelgono di riprovarci per provare a scrivere una trama felice della loro relazione. Una ricerca pubblicata su ScienceDaily conferma che le relazioni riciclate e “on/off” sono più comuni di quanto si immagini, soprattutto tra giovani adulti: la quantità di coppie che si separano per poi tornare assieme arriva a sfiorare il 50% del campione.


“È successo anche a me e Massimo”, racconta Giulia di Milano, che gestisce un ristorante. Ha 44 anni, non esattamente una giovane adulta quindi, eppure rientra appieno nella casistica. “Eravamo fidanzati ai tempi dell’università, poi mi sono trasferita a Parigi e la relazione a distanza non ha retto. Due anni fa ci siamo incontrati per caso, entrambi single, e abbiamo capito che nessuno dei due aveva dimenticato l’altro, anche se non ci vedevamo da 15 anni. Abbiamo voluto riprovarci perché ci siamo riscoperti, abbiamo avuto la possibilità di vivere una relazione nuova e adulta molto rispetto a prima. In condizioni di vita altrettanto diverse da allora. Prenderci questa lunga pausa è stata una benedizione, perché in questo momento entrambi sappiamo amare meglio l’altro visto che durante questa lunga separazione abbiamo imparato ad amare bene noi stessi”. E se fosse il tempo, quindi, l’ingrediente da dosare in abbondanza per far funzionare una relazione riciclata? Ne abbiamo parlato con il Dott. Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta dell'IISS Istituto Italiano Sessuologia Scientifica di Roma, autore del libro "Il Piacere Digitale #sexandthesocial" (Giunti).

Come, quando e come ripartire da zero: a dialogo con lo psicologo

Perché si ha voglia di tornare con un ex a distanza di anni? Quali sono le motivazioni che spingono a riprovarci?
“Ritornare sui propri passi non è mai semplice, specie quando si tratta di relazioni. La decisione di riprovare a vivere un rapporto d'amore con un ex può scaturire da una riflessione sui propri ed altrui errori del passato, o su ciò che non ha funzionato e ha portato la coppia a sfaldarsi. In alcuni casi, anche dalla volontà di riprovare sensazioni piacevoli a livello affettivo ma con una persona di cui si conosce già molto, oppure dal sentirsi più maturi nell'affrontare insieme alcuni progetti lasciati in sospeso. A volte i momenti di sbandamento o di rottura della coppia possono anche semplicemente suggerire che la fine del rapporto non era davvero tale, ma solo una fase di crisi da superare, perché la diade ha ancora tanto di buono da costruire e condividere. Due persone dopo un periodo di allontanamento possono riscoprirsi più unite proprio perché hanno avuto la possibilità di riflettere sulla natura e la profondità dei sentimenti provati l'uno per l'altro”.

Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi di queste relazioni riciclate?
“Spesso, quando si parla di due persone che tornano insieme, si utilizza il termine minestra riscaldata, che a mio avviso propone un'immagine svilente e poco legata ad amori che invece possono trovare nuova linfa e tornare ad ardere. Anche l'aggettivo riciclata può far pensare a un presente che si è ricevuto e che non si desidera, a tal punto di disfarsene. Mi piace invece pensare che quel riciclare rappresenti una situazione che torna alla vita sotto una nuova forma, situazione che può riguardare quelle coppie che sanno tornare insieme più forti e più salde di prima. Le coppie che si riuniscono per scrivere nuovi capitoli insieme sono molto varie tra loro, così come i motivi che le spingono a ricomporsi; l'importante è che il passo venga fatto sempre in maniera ragionata e non come riflesso di una situazione di noia, solitudine o incapacità di aprirsi al nuovo, da parte di uno dei due”. 

Cosa domandare a se stessi prima di rimettersi con l’ex?
“Bisogna sempre ripartire dai motivi per cui la relazione si era interrotta. Ci si deve chiedere se ciò che ha portato alla rottura o alla separazione è ancora un fattore presente e se può costituire un presupposto per nuove incomprensioni. Altre domande da porsi sono: 'Cosa cerco in questo rapporto?', 'Che tipo di relazione voglio costruire questa volta?', 'Stiamo ripartendo da basi solide?'. Nel caso in cui la coppia abbia subìto una rottura a causa del tradimento di uno dei due, bisogna interrogarsi anche se quella vicenda è stata definitivamente lasciata alle spalle o se rischia invece di minare ancora il rapporto in termini di fiducia”. 

Nelle relazioni riciclate che ruolo gioca il tempo?
“Il tempo può rappresentare un fattore importante se lo si è utilizzato per maturare, per ripensare al proprio atteggiamento nella coppia, per comprendere meglio alcune dinamiche disfunzionali che hanno portato i componenti ad allontanarsi e a chiudere. Se sono trascorsi parecchi anni tra la fine della storia e un suo nuovo inizio, il tempo può far ricucire o addirittura dimenticare situazioni scomode e far rivalutare i propri sentimenti nei confronti della vecchia fiamma”.

Qual è l'atteggiamento giusto per far funzionare una relazione assopita?
“Se una relazione può considerarsi spenta da tempo ed entrambi i componenti la valutano tale, penso che l'unica direzione possibile per ricostruire qualcosa di sensato sia quella di ripartire da basi nuove, come se ci si dovesse conoscere, scoprire e corteggiare daccapo. Altrimenti il rischio è quello di provare a rianimare un rapporto che si è già consumato del tutto e che non lascia spazio ad altro che all'accettazione della chiusura definitiva”. 

Il passato è un bagaglio da portarsi dietro o una zavorra da lasciare indietro?
“Il passato può fornire tante considerazioni e spunti su cui riflettere, sia in ambito personale che di coppia. Anche nella stanza di terapia, una parte importante del processo di conoscenza dei due partner è rappresentato dal ripercorrere le fasi di conoscenza della coppia e della costruzione del legame. Questo lavoro permette di comprendere qual è il patto (dichiarato o meno) su cui si fonda la loro relazione, quali erano le aspettative, cosa li ha uniti e tenuti insieme per tanto tempo. Passato dunque da accogliere non come qualcosa di chiuso ed archiviato, ma come elemento che se correttamente utilizzato può divenire fonte di conoscenza e rigenerazione”.

Quali sono gli errori da non commettere di nuovo?
“Prima di ripartire insieme bisogna fare piazza pulita di tutto ciò che era rimasto in sospeso, liberarsi dei non detti e delle incomprensioni che erano rimaste in bilico dalla precedente esperienza. Conoscere le vecchie dinamiche disfunzionali concede proprio la possibilità di non replicarle e non metterle di nuovo in atto, anche in maniera inconsapevole. Un altro elemento importante è il non aspettarsi che rimettersi con l'ex equivalga a ritrovare automaticamente lo stesso feeling degli inizi solo perché in passato si è stati una coppia unita. Ci tengo a sottolineare che le coppie che si ricompongono sono molto diverse tra loro ed ogni situazione può costituire una storia a sé: è quindi importante evitare di pensare che queste indicazioni possano essere applicate a tutti indistintamente”.