Orologi

Il senso di Ryan Gosling per la velocità

In pochi anni è diventato uno dei divi più amati. Ha girato molti film di successo, ma il suo nome rimane legato a quelli in cui i motori sono protagonisti. Per questo l’attore è considerato l’erede di Steve McQueen. E non solo al cinema
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Nel film che nel 2011 lo ha consacrato definitivamente, Drive di Nicolas Winding Refn, interpreta un pilota che sfreccia per le strade di Los Angeles al servizio di una banda di rapinatori. In Come un tuono, sul cui set ha conosciuto la moglie, Eva Mendes, è uno stuntman motociclista. Nonostante i tanti film di successo, da Blade Runner 2049 a La La Land, per il quale ha vinto un Golden Globe come migliore attore, l’immagine di Ryan Gosling rimane saldamente legata a quei ruoli in cui velocità, coraggio e motori sono coprotagonisti.

Forse è anche per questo che il 41enne canadese è considerato l’erede di Steve McQueen. Ora i due artisti si trovano ad avere un’altra cosa in comune: Tag Heuer. Se McQueen ha reso il modello Monaco, indossato sul set del film Le Mans nel 1969, un emblema dello stile ribelle, Gosling è da poco diventato ambassador della maison svizzera.

Come vive il paragone con un’icona come McQueen?
"Non saprei... Con lui condivido sicuramente la passione per i motori. La mia è nata quando, da bambino, un amico di famiglia ha tenuto la sua moto nel nostro cortile per alcuni mesi. Stava cercando di nasconderla alla madre. Non funzionava e io ero comunque troppo piccolo per guidarla, ma mi accontentavo di starci seduto sopra tutto il tempo. Fino a quel giorno, i momenti più felici della mia vita erano quando in sella alla BMX giravo nel mio quartiere. Quelle sono state le mie prime esperienze di indipendenza in cui non ero più solo un passeggero, ero il pilota".

Per Tag Heuer indossa il modello Carrera. Cosa le piace di quell’orologio?
"Amo il suo design chiaro e pulito. Durante la mia infanzia, io e la mia famiglia abbiamo vissuto con un budget piuttosto limitato. Sceglievo cose semplici e timeless così da non dover stare al passo con le tendenze. Il tempo è una cosa a cui penso molto ultimamente: le mie figlie stanno crescendo in fretta e io tengo d’occhio l’orologio come non ho mai fatto prima. La partnership con Tag Heuer significa anche questo per me".

Cos’altro l’ha portata a Tag Heuer?
"È stato facile. Tag Heuer è un classico, da oltre 160 anni un’assoluta eccellenza nel suo campo. Durante le riprese di First Man sono stato alla Nasa. Parlando con loro dei veicoli spaziali veniva fuori spesso la frase 'costruito come un orologio svizzero': era il loro gold standard. Ecco, Tag Heuer rappresenta ciò che la grande ingegneria e l’artigianato possono e dovrebbero essere".

Ha detto di scegliere ruoli che la spaventano, è ancora così?
"Non ho studiato per fare l’attore, tutto quello che so l’ho imparato lavorando. All’inizio ho passato la maggior parte del tempo a convincere le persone che sapevo cosa stavo facendo e il resto a cercare di convincere me stesso. Ero sempre in situazioni del tipo 'nuota o affonda'. Ho fatto la mia parte affondando, certo, ma mi sono abituato a lavorare sotto pressione e ho continuato a fare così perché era l’unica modalità che conoscevo".

Ha appena finito di girare The Grey Man e sta già lavorando a Wolfman, un film horror. Una novità...
"È con gli horror che ho iniziato a pensare a come si realizzano i film. Mentre li guardavo dovevo ricordare a me stesso che era finzione per non spaventarmi troppo. Immaginavo le persone degli effetti speciali che preparavano le scene sanguinolente o Freddy Kruger sulla sedia del trucco... è fantastico essere finalmente dall’altra parte".

Lei ha due figlie, una di sette e l’altra di cinque anni: quali suoi film fa vedere alle bambine? Forse solo La La Land
"Non ho nessuna fretta che li vedano. Mia moglie Eva però ha recitato in un film per bambini, Mamma mi sono persa il fratellino! (1999, ndr) che è stato un grande successo per le nostre ragazze. Lo consiglio vivamente: lei è fantastica in quel film".

Quali automobili le piace guidare?
"Ora guido soprattutto veicoli abbastanza grandi da ospitare due seggiolini e un doberman. Ma ho ancora l’auto di Drive e la moto di Come un tuono. Ogni tanto le porto fuori a fare un giro. Per fortuna nella famiglia di Eva ci sono molti collezionisti d’auto...".