L'iniziativa

Bottega Veneta, pasta e biscotti in vetrina per celebrare l’eccellenza

Bottega Veneta, pasta e biscotti in vetrina per celebrare l’eccellenza
Il marchio cede la visibilità dei suoi siti, spazi pubblicitari e negozi per far scoprire al mondo i migliori artigiani italiani, dal cibo alle ceramiche
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Dal 1966, anno di nascita di Bottega Veneta, è passato più di mezzo secolo. Ma il marchio fondato a Vicenza da Renzo Zengiaro e Michele Taddei non ha mai dimenticato le proprie origini. Quella parola “bottega”, scelta per sottolineare il lavoro artigianale alla base di borse, pelletteria, abbigliamento e molto altro ancora, è sempre il cuore del brand, ora nella holding francese del lusso Kering.

E lo è al punto che il marchio ha deciso di donare la visibilità dei suoi spazi pubblicitari, del sito, delle newsletter fino alle vetrine dei negozi di Milano (via Montenapoleone), Roma (via dei Condotti) e Venezia, alle eccellenze dell’artigianalità italiana. Bottega for Bottegas, così si chiama il progetto, è un “regalo” per far conoscere e celebrare in Italia e soprattutto all’estero le botteghe che rappresentano il meglio della creatività del nostro Paese.

“In tempi come questi”, si legge nel comunicato dell’azienda veneta, “pensiamo che il legame con la comunità locale e la condivisione di queste realtà abbia assunto una nuova importanza”.

I 12 maestri delle mani selezionati sono la famiglia Amatruda, produttrice di una carta speciale a base di cotone da quasi 750 anni; la cantina Bisson di Pierluigi Lugano, un talento nel far rivivere i vini liguri autoctoni; Enza Fasano che ha ereditato l’amore per la ceramica dal padre Nicola, il più stimato maestro d’argilla di Grottaglie; le prelibatezza cioccolataie del napoletano Gay-Odin a partire da tecniche immutate dall’Ottocento; il gin biologico con materie prime del territorio toscano distillato dal Ginepraio di Enzo Brini e Fabio Mascaretti.

E ancora, Krumiri Rossi, l’azienda famosa per i biscotti amati da Bill Clinton che la leggenda racconta siano nati da un errore del pasticcere piemontese Domenico Rossi poco dopo l’Unità d’Italia; il Pastificio della famiglia Martelli, nell’antico paese di Lari, che attraverso gesti calmi e macchinari antichi impiega un anno per confezionare una specialissima pasta di semola; i mosaici in vetro di Orsoni, l’ultima fornace storica e a fuoco vivo di Venezia, fino alle risaie del Pavese dove opera Riso Pozzi, con un “saper fare” che si tramanda di generazione in generazione dal 1822 e dove i chicchi si raccolgono seguendo il ritmo delle stagioni. O i tamburi di Respighi Drums che, con la stessa perizia di sarti che cuciono abiti su misura, costruisce batterie che risuonano da una parte all’altra del pianeta. Senza dimenticare l’olio d’oliva Vanini dal Lago di Como e il Saponificio Varesino che utilizza solo materie prime naturali.

Questa promozione natalizia è solo il primo capitolo di una bella storia destinata a durare nel tempo: d’ora in poi, ogni anno, Bottega Veneta farà scoprire nuovi indirizzi grazie alla propria visibilità. Da bottega a bottega.
 

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