Agenda 2022: nomi, eventi, tendenze, la moda si mette in gioco

In attesa che la pandemia conceda una tregua al settore, tra nuovi designer, il ritorno della sensualità (soprattutto curvy), la meta mania e testimonial inattesi, si annuncia un anno rivoluzionario

In apertura Irina Shayk per Versace

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Con la variante Omicron che imperversa, non è facile capire che 2022 attenda la moda. Avrebbe dovuto essere infatti l’anno del ritorno alla normalità, e invece le cose vanno per le lunghe: Giorgio Armani ha rinunciato a presentare sia le sue linee maschili a Milano (dove le sfilate uomo per l’autunno-inverno 2022 sono dal 14 al 17 gennaio), che la haute couture a Parigi a fine mese, e la stessa decisione l’ha presa Brunello Cucinelli, che non sarà al Pitti Uomo al via a Firenze martedì. Sia la Camera della Moda che la fiera fiorentina hanno confermato il loro svolgimento: il sistema moda non può permettersi il lusso di attendere la fine dell’emergenza, perciò è da tempo al lavoro su appuntamenti e novità. Questo sarà un anno cruciale per il suo futuro.

Saint Laurent 

Si scommette innanzitutto sulla voglia di vivere. Non si spiega altrimenti come mai molti brand puntino così tanto su un ritorno alla sensualità che passa dalle lunghezze ridotte, dalle scollature e dalle aderenze più rivelatrici viste da molto tempo a questa parte. Tornano la carnalità, il corpo esibito, e la ragione è evidente: dopo mesi di esistenza virtuale via remoto, si desidera fisicità. Dai vestiti al sesso.

È in linea con questo sentimento il massimalismo che domina in passerella, l’opposto di tute e felpe che hanno segnato 2020 e 2021. Colori, stampe, decori: tutto tende all’eccesso. E conseguenza della pandemia è anche l’atteso boom nelle vendite degli abiti da cerimonia, frutto della precedente valanga di cancellazioni di matrimoni e celebrazioni a causa dei vari lockdown; l’industria era allo stremo, dunque è una buona notizia. Come lo è il costante impegno dei marchi sulla sostenibilità: chiunque oggi faccia abiti deve affrontare la questione. Non si può poi ignorare la crescente importanza dei metaversi, i piani d’esistenza digitali, visto anche che il legame tra moda e videogame è sempre più saldo: quest’anno si stima che un nuovo giocatore su cinque si avvicinerà al gaming proprio attraverso le collaborazioni con i designer, tipo Moncler e Balenciaga con Fortnite.

Per chi pensa che la moda abbia senso prima di tutto in presenza, invece, imperdibile e senza precedenti è la mostra che aprirà il 29 gennaio a Parigi: Yves Saint Laurent aux Musées celebra i sessant’anni dalla prima sfilata della maison con un’esposizione diffusa che si snoda in 6 musei della capitale, Louvre e Musée D’Orsay compresi, dove le creazioni del couturier affiancheranno le opere d’arte. E pensare che in Italia ancora si discute sull’opportunità di portare la moda nei musei. A Londra saranno tre le mostre dedicate agli abiti e ai gioielli di Elisabetta II, in onore dei suoi 70 anni di regno.

Il ruolo dell’abito nella società sarà protagonista anche sul piccolo e sul grande schermo. L’11 febbraio arriva l’attesissima Inventing Anna, serie Netflix su Anna Sorokin, la finta ereditiera che tra il 2013 e il 2017, sfruttando l’ascesa degli influencer, ha truffato il fashion system, esponendone la superficialità. Grazie anche ai costumi firmati Chanel, terrà banco Spencer, film su Lady D con Kristen Stewart in sala il 20 gennaio. E a proposito di Diana, quest’anno ricorrono i 25 anni dalla sua morte, il 31 agosto a Parigi, e da quella di Gianni Versace, il 15 luglio a Miami: vista la portata delle due figure, le date saranno di sicuro ricordate adeguatamente. Lo stile italiano sarà invece in festa l’11 maggio, per i 90 anni di Valentino Garavani.

Una scena di Inventing Anna 

Pure in passerella il 2022 promette rientri e debutti rilevanti: manca solo la data al lancio del brand di Phoebe Philo, idolatrata profetessa dell’eleganza sofisticata, di ritorno sulle scene dopo 4 anni (fino al 2018 era da Celine); pare che la collezione sarà molto lussuosa, molto lineare e molto green. L’esordio da monitorare è quello di Matthieu Blazy da Bottega Veneta al posto di Daniel Lee, autore del rilancio del marchio e licenziato a novembre, si dice per il carattere difficile. Visto che è chiaro a tutti che il successo di un brand è dato tanto da chi lo disegna quanto da chi lo gestisce, va citato l’arrivo da Salvatore Ferragamo, un simbolo del Made in Italy oggi in cerca di una nuova identità, del nuovo amministratore delegato, Marco Gobbetti, già autore della rinascita di Givenchy, Celine e Burberry.

Phoebe Philo 

Tutto cambia, pure i testimonial: Dior Men abbandona attori e cantanti per Kylian Mbappé, giocatore del Paris Saint-Germain, confermando che i calciatori sono un bel veicolo di promozione anche per la moda più alta. Nella lingerie trionfa invece la normalità: Victoria’s Secret, brand celebre per i suoi show con modelle magrissime e perfettissime, prova a rendersi più democratico e accessibile puntando su una top curvy, Paloma Elsesser. D’altronde, accessibilità è la parola d’ordine del momento. Anche se, e non è una buona notizia, per far fronte ai mancati ricavi degli ultimi due anni e al rincaro delle materie prime, si prevede un aumento dei prezzi di abiti e accessori fino al dieci per cento.

Kylian Mbappé per Dior 

Paloma Elsesser per Victoria's Secret