Parenting

È vietato sculacciare i bambini: la nuova legge del Galles

Photo by @willfrancis on Unsplash    
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Una legge gallese vieta ai genitori di sculacciare i figli aggiungendosi alla lunga lista di Paesi che hanno accolto le istanze di pedagogisti e ricercatori. E in Italia? Un magistrato spiega perché le nostre vecchie norme sono ancora più restrittive in quanto paragonano le violenze fisiche a quelle psicologiche 
2 minuti di lettura

Da lunedì 21 marzo in Galles non sono più ammesse le “punizioni ragionevoli”. Così vengono definiti schiaffi e sculacciate, che ora sono vietati per legge. Sembra un provvedimento anacronistico? Stando ai dati raccolti dalla linea di supporto telefonico per i minori dell’associazione Nspcc (National Society for the Prevention of Cruelty to Children) non è così, visto che lo scorso anno sono state avviate 500 sessioni di supporto in seguito a chiamate di bambini che lamentavano di essere stati picchiati dai genitori.

Gli studi sugli schiaffi

Eppure ormai sono numerose le evidenze scientifiche che dimostrano una correlazione tra violenza e disturbi psicologici nei bambini che la subiscono. Uno studio condotto dai ricercatori dell'University College di Londra lo scorso anno, per esempio, ha scoperto che i bambini picchiati all'età di tre anni hanno maggiori probabilità di soffrire di avere problemi comportamentali; mentre un’indagine dell'Università di Harvard dimostra che picchiare un piccolo può influenzarne lo sviluppo cognitivo. E per chi pensa che uno sculaccione non abbia nulla a che fare con la violenza, resta la certezza che l’esempio insegna più di mille parole, nel bene e nel male. Ecco perché i bimbi che mostrano atteggiamenti aggressivi con i coetanei, spesso, sono quelli che li hanno visti in casa.

Le leggi negli altri Paesi

Di leggi simili a quella appena entrata in vigore in Galles ce ne sono già in circa una cinquantina di Paesi, tra cui la Svezia e la Tunisia, mentre in Inghilterra e Irlanda non esistono norme equivalenti. La Francia, per dire, si è adeguata nel 2019 dopo che un primo tentativo di bandire le “abituali violenze educative” era stato bocciato nel 2006 e dopo che un sondaggio di Childhood Foundation aveva scoperto che l’85% dei genitori francesi ricorreva ancora alla sculacciata o agli schiaffi.

I diritti dei bambini italiani

“In Italia non abbiamo bisogno di alcuna nuova legge”, chiarisce il professor Giuseppe Magno, ex magistrato e membro del Direttivo della Fondazione Sos il Telefono Azzurro Onlus. “Già con l’articolo 412 del Regio Decreto del 26 Aprile 1928 sono state vietate le punizioni corporali in ambito scolastico, pratica che nei paesi del Nord Europa non è ancora del tutto scomparsa”.

E in famiglia?

“A normare la questione ci pensa l’articolo 571 del Codice Penale, che è in vigore dal 1930. La norma parla di abuso dei mezzi di correzione e disciplina da cui derivi il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente. Quindi, a differenze della norma gallese, quella italiana non fa distinzione tra aggressioni fisiche o psicologiche, riconoscendo anche la pericolosità di queste ultime”. Le parole, certo, possono fare molto male. È importante sottolineare che non basta escludere le punizioni corporali e che bisogna intendersi sul significato dei mezzi educativi: anche il disinteresse, l’assenza, la rabbia possono danneggiare molto i bambini”.

Quindi un genitore italiano può essere denunciato per una sculacciata?

“Diciamo che è consentita solo se motivata da un evento eccezionale, per esempio, se il figlio si dovesse trovare in una situazione di pericolo allora l’adulto può strattonarlo. Questo atteggiamento però, non deve diventare un metodo educativo”.

Dal suo osservatorio pensa che in Italia siano molti i genitori che ancora ricorrono a questi metodi?

“Direi proprio di no, i dati di Telefono Azzurro denunciano che la maggior parte delle violenze si verificano all’interno delle famiglie, ma non parliamo di quelle a scopo educativo, quanto piuttosto legate a disagi diversi. Insomma, non abbiamo notizia del fatto che le famiglie in Italia siano propense a schiaffeggiare i figli, oggi il problema è quasi agli antipodi: l’eccesso di accudimento. Ma questa è un’altra storia”.

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