Sheryl Sandberg, il diritto all'aborto e la Roe v. Wade dietro le dimissioni da Meta

Sheryl Sandberg, il diritto all'aborto e la  Roe v. Wade dietro le dimissioni da Meta
(afp)
In un'intervista a "Fortune", l'ex numero 2 di Facebook spiega di aver deciso di lasciare la carica quando la storica sentenza che ha legalizzato l'interruzione di gravidanza negli Usa è stata messa in dubbio dalla Corte Suprema. Ma fonti del "Wall Street Journal" rivelano: "Era sotto inchiesta per aver usato fondi aziendali per il suo matrimonio"
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Cosa spinge una delle manager più potenti al mondo a fare un passo indietro e lasciare la sua posizione? Se lo sono chiesto in tanti dopo che Sheryl Sandberg ha annunciato nei giorni scorsi le dimissioni da chief operating officer di Meta Platforms. La numero due di Facebook lascia così l'azienda dopo 14 anni nei quali ha contribuito a rivoluzionare il concetto di social network, imponendosi come una delle poche donne riuscite a entrare nel piccolo club degli uomini della Silicon Valley. 

Ed è proprio per le donne, per difendere i loro diritti in un momento cruciale come quello che stanno attraverso gli Stati Uniti, che Sandberg ha spiegato - in un'intervistaFortune - di aver preso questa decisione. Sarebbe stata proprio la posizione della Corte Suprema sull'aborto, con l'intento di ribaltare la Roe v. Wade, la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato le interruzioni di gravidanza negli Stati Uniti, a spingerla a lasciare la carica. 

 

"Il mio tipo di lavoro non lascia molto spazio ad altre cose della vita. Questo è un momento importante per le donne, e per me è giusto fare di più nella filantropia e con la mia fondazione", ha spiegato nelle prime dichiarazioni a caldo la manager. Un impegno, quello per le cause femminili da sempre portato avanti ma che ora potrebbe diventare il suo lavoro a tempo pieno. Al punto che c'è già chi pensa a un futuro in politica: prima di Meta Sandberg era stata al Dipartimento del Tesoro e Hillary Clinton nel 2016 l'aveva considerata proprio come ministro dell'economia. 

Le rivelazioni del Wall Street Journal

A mettere in dubbio la veridicità della versione di Sandberg arriva, a poche ore dalle dimissioni, un'inchiesta del Wall Street Journal nella quale si parla di un "recente fresco nervosismo" nelle stanze di Meta legato a un'indagine interna all'azienda che ha come protagonista proprio la manager. Secondo le fonti del quotidiano Sandberg avrebbe utilizzato delle risorse aziendali per pianificare il suo matrimonio e più tardi avrebbe fatto pressioni al quotidiano inglese Daily Mail per far sparire un articolo sull'ex fidanzato Bobby Kotick e un ordine restrittivo temporaneo, risalente al 2014, emesso contro di lui. Accuse alle quali ha risposto la portavoce Meta Caroline Nolan: "Niente di tutto questo ha a che vedere con la sua scelta personale di dimettersi".

Il libro manifesto per le donne 

"Mi piace pensare che la mia carriera, così come quella di altre leader, abbia ispirato le donne. Cento anni fa non c'era alcuna donna" in posizioni di comando, "ora ce ne sono alcune. Mi auguro che le mie figlie crescano in un mondo in cui ce ne siano sempre di più", osserva Sandberg il cui libro Lean In (Facciamoci avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire, Mondadoridel 2013 è diventato un manifesto per migliaia di lavoratrici. Nel libro affronta il rapporto tra mondo del lavoro e donne parlando anche del ruolo del partner nella gestione del difficile equilibrio tra vita privata e carriera. 

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Un cammino ancora lungo da percorrere se si considera che nelle sfere manageriali più alte del big tech nel 2021 solo il 26% degli amministratori delegati e dei direttori generali era donna. Una quota bassa ma in aumento rispetto al 15% del 2019. "Quando ho accettato questo lavoro nel 2008, speravo di stare in questo ruolo per cinque anni. Quattordici anni dopo è giunto il momento di scrivere il prossimo capitolo della mia vita - ha spiegato la 52enne comunicando le dimissioni con un post su Facebook - Non sono del tutto sicura di cosa porterà il futuro - ho imparato che nessuno lo è mai. Ma so che includerà concentrarmi di più sulla mia fondazione e sul mio lavoro filantropico, che per me è più importante che mai, visto quanto questo momento è critico per le donne".

 

Il passo indietro della manager ha segnato un crollo in borsa per il titolo Facebook che a Wall Street, nel giorno delle dimissioni, è arrivato a perdere oltre il 3%, chiudendo a -2,58%.