Sesso e amore, un glossario per capire cosa significano i termini oltre i confini di genere

Photo by Isi Parente on Unsplash
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"Sapiosessuale" o "poliamore" sono entrati nel vocabolario comune e nella vita quotidiana di molte persone. Ma siamo sicuri di sapere cosa significano esattamente? Da ipergamia ad alloromantico ecco le parole oltre le etichette e le convenzioni che raccontano come ci amiamo oggi
3 minuti di lettura

Il tema dell’identità di genere è, da diversi anni, al centro di un illuminato dibattito che punta i riflettori sulla libertà di espressione dell’individuo, sull’opportunità di essere se stessi su più livelli, sulla necessità di sganciare da etichette preconfezionate il modo in cui le persone si relazioniamo con gli altri o si percepiscono rispetto al corpo, all’orientamento sessuale o al sesso biologico.

Se a livello sociale siamo ancora lontani dalla parificazione e accettazione di tutte le esperienze legate al tema dell’identità di genere, a livello culturale, complice anche una rivoluzione sintattica avviata nell’ultimo decennio dalla comunità Lgbtq+ e dagli attivisti intersezionali, le parole hanno acquisito contorni importanti per riferirsi a un mondo che va oltre le etichette e insiste sui concetti di libertà, consapevolezza e identità.

La lingua come traccia del mondo

Oggi, più forte di qualsiasi trattato di neuroscienze e psicologia, è la lingua a definire il percorso che, a livello globale e individuale, abbiamo intrapreso rispetto all’identità di genere. Termini come queer, cisgender e non-binary non sono più appannaggio di pochi, ma punto di riferimento comunitario per ampliare il dibattito. Definirsi queer significa non riconoscersi né identificarsi in nessuna identità di genere o orientamento sessuale, dunque evitare le etichette; cisgender vuol dire riconoscersi nel sesso di nascita, trovare corrispondenza tra identità di genere e sesso biologico; non binary è un termine ombrello che descrive le situazioni in cui una persona non si riconosce nella contrapposizione binaria maschio-femmina: i riferimenti, anche in questo caso, non sono all’orientamento sessuale ma all’identità di genere. Questo tipo di identità ha diverse sfumature rappresentate da altrettanti vocaboli esplicativi come gender fluid (in cui l’identificazione in un genere varia nel tempo) o agender (per chi non si riconosce in nessun genere)

Il vocabolario si amplia non solo in riferimento all’identità di genere del singolo o all’orientamento sessuale ma anche al modo in cui ci approcciamo alle relazioni. Ecco quindi i termini più importanti per imparare a integrare con consapevolezza nel dialogo quotidiano le parole che raccontano come ci si ama e ci si relaziona agli altri oggi. Oltre gli stereotipi, oltre i tabù e le etichette sociali.

Il glossario essenziale

Sapiosessuale

Significa essere attratti eroticamente dall’intelligenza, oltre il genere sessuale. Nello studio del 2018 del dottore australiano Gilles E. Gignac dal titolo Some people are attracted sexually to intelligence: A psychometric evaluation of sapiosexuality si è cercato per la prima volta di tracciare scientificamente i contorni di questa attrazione nel mondo reale attraverso uno studio massivo su più di 300 persone impegnate su un questionario specifico. Risultato: sul campione analizzato, l’8% degli intervistati ha messo l’intelligenza del partner al primo posto come fonte prima di attrazione erotica e pilastro di una relazione. La comunità sapiosessuale è nutritissima e oggi poggia le sue basi su diversi studi, uno dei quali portato avanti dall’università di Lovanio mette l’orgasmo femminile a stretto contatto con l’attrazione intellettiva.


Asessuale

Sotto l’asessualità rientrano una serie di declinazioni che descrivono l’assenza di attrazione fisica o desiderio: si stima che asessuale sia l’1% della popolazione mondiale, quasi 70 milioni di persone. Non a caso l’asessualità viene considerata il quarto orientamento sessuale con eterosessualità, omosessualità e bisessualità. Gli asessuali non hanno impedimenti anatomici né psicologici nel provare attrazione, semplicemente non provano alcun interesse nel farlo. Si definiscono cupiosessuali coloro che, pur essendo asessuali, decidono di avere rapporti con un partner e dunque di intraprendere con lui una relazione di questo tipo per motivi diversi (perché provano per lui affetto o amore, ad esempio, pur senza desiderio). Nello spettro dell’asessualità rientra anche la demisessualità, ovvero le relazioni sessuali che nascono dopo aver creato una connessione emotiva importante con il partner. Nello spettro ci sono anche persone queerplatonic, coloro cioè che vivono relazioni non romantiche con alla base un sentimento di intesa molto forte non accomunabile alla semplice amicizia, e persone grigiosessuali che invece si trovano a metà tra la sessualità e l’asessualità in determinati periodi della vita.

 


Allosessuale

Si tratta di un termine che rappresenta le persone che provano attrazione sessuale verso uno o più generi. Il vocabolo è nato per capovolgere l’idea che tutti, a un certo punto nella vita, provino attrazione sessuale per qualcuno. Chi si definisce asessuale però sa che essere allosessuali è a tutti gli effetti un privilegio, non la regola assoluta.


Poliamore

Il concetto di poliamore è stato sdoganato da star come Will Smith e sua moglie Jada Pinkett ed è diventato di uso comune per riferirsi a quelle relazioni stabili che ammettono rapporti d’amore consensuali di ciascun partner con altre persone. In un’intervista del 2021 gli Smith avevano raccontato di non considerare il matrimonio come una prigione e di essersi calibrati in modo tale da garantire la massima libertà all’altro in termini di relazioni e sesso. Viene definito anche non monogamia etica, termine che rispecchia la piena consensualità dei due partner, entrambi a proprio agio nella situazione.


Ipergamia

Con il termine ipergamia ci si riferisce alla tendenza di scegliere un partner percepito come “superiore”, non solo in termini economici. Sebbene possa sembrare un vocabolo anacronistico, soprattutto in chiave femminista, in realtà l’ipergamia ha forti radici culturali e sociali, in particolare in quelle comunità in cui l’elevazione sociale passava per il cosiddetto “buon matrimonio”. Oggi che il concetto di ipergamia si slega da questi meccanismi e dall’accezione sessista, possiamo invece legarlo alla volontà di cercare un partner che rispecchi tutti i criteri, anche quelli più alti, per costruire una relazione stabile e duratura.


Pansessuale

Intendiamo con questo termine l’attrazione (sia romantica che sessuale) per qualcuno indipendente dal genere sessuale. Personaggi famosi come Cara Delevingne e Miley Cyrus hanno raccontato di essere pansessuali e di rinnegare ogni etichetta in relazione a identità di genere, sesso biologico o orientamento sessuale.


Aromantico e alloromantico

Gli aromantici sono persone che non sviluppano attrazione romantica per il prossimo e possono riconoscersi in diverse declinazioni che vanno dall’essere grigioromantiche, in cui si sperimenta di rado questa attrazione o demiromantiche, legata invece a una esistente e propedeutica connessione emotiva. Essere alloromantici, al contrario, significa provare attrazione romantica per gli altri. Sotto questo cappello rientrano l’eteroromanticismo (attrazione romantica per persone dello stesso sesso); l’omoromanticismo (sesso opposto); il biromanticismo (per le persone di entrambi i generi); il poliromanticismo; il ceteroromanticismo che si riferisce all’attrazione per le persone non binarie.

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