In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Dallo stalking alla violenza contro le donne: i segnali di una relazione tossica

Foto di Mika Baumeister su Unsplash
Foto di Mika Baumeister su Unsplash  
L'anno si chiude con numeri raccapriccianti, sebbene in leggera diminuzione rispetto al 2021: ogni giorno, in Italia, 86 donne sono vittime di reati di genere. Donne strangolate, soffocate, accoltellate, fatte a pezzi da uomini che pensavano, dicevano, di amarle. Nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la psicologa Brunella Gasperini spiega come cogliere i segnali utili a capire quando una relazione sentimentale si possa trasformare nel 'luogo' più pericoloso. Con una raccomandazione: sono le credenze romantiche che ci portano a errori mentali, a elargire bonus psicologici, a farci credere che 'tanto a noi non può succedere'
2 minuti di lettura

Purtroppo non possiamo sentirci sempre sicure e protette in una relazione sentimentale. È proprio questo il luogo più pericoloso per noi donne, così come fatti di cronaca orribili ci ricordano quasi ogni giorno. Si tratta di un'emergenza sociale trascurata da qualunque programma politico, vista ancora solo come una problematica della sfera privata, se non domestica.

Il momento dopo una rottura in particolare può rivelarsi particolarmente delicato. Se i distacchi sono sempre complessi, a complicare ulteriormente spesso sono le nostre narrazioni e convinzioni. In amore tendiamo infatti a sbiadire i confini personali, risultiamo non di rado confuse su cosa tutto sommato possa starci, su come l'altro per sua natura possa comportarsi, su come la passione renda imprevedibili e pazzi, su cosa sia normale dopo una separazione. Ecco, sono proprio le credenze romantiche che ci portano ad errori mentali, ad elargire bonus psicologici, a farci credere che tanto a noi non può succedere, che la violenza sia altrove, che riguardi solo psicopatici o malati. Ad essere poco critiche su ciò che dobbiamo permettere e che possiamo fare. Il passato sentimentale ci incastra in meccanismi mentali che possono renderci ancora più vulnerabili.

Sappiamo perfettamente chi è uno stalker. Diciamolo in italiano: un molestatore che perseguita, assilla, minaccia. impaurisce, disorienta. Che ci porta a stravolgere le nostre abitudini. Che si impone in modo ossessivo per manipolare, costringere e controllare. Gli ex partner sono una categoria specifica di stalker, hanno maggiori probabilità di risultare insistenti, invadenti e aggressivi. Quindi più pericolosi. Con il loro comportamento dicono cose inquietanti: tu sei mia e io posso fare quello che voglio, anzi, sono legittimato a fare così perchè devo riaverti, riprenderti, dimostrare il mio potere.

Consideriamo che...

Lo stalking non è fastidio, non è rompere le scatole. Si tratta piuttosto di un modello di comportamento ossessivo che può associarsi a fatti tremendi. In parte è prevedibile. Si sa infatti che il passaggio dall'ossessione alla violenza fisica per gli stalker ex amanti - quindi marito, amante, compagno - è piuttosto probabile. Un comportamento ossessivo può esplodere improvvisamente dopo una separazione, ma dai dati sappiamo che appartiene soprattutto a coloro che hanno maltrattato emotivamente o verbalmente i loro partner già prima della rottura.Il fatto che i comportamenti di stalking siano difficili da dimostrare, non si concretizzino cioè sempre in danni fisici, rende il fenomeno più difficile da individuare e frenare. Possiamo ad esempio avere difficoltà a chiedere aiuto in quanto non abbiamo prove concrete per dimostrae ciò che succede. Del resto il nostro ex può continuare indisturbato a perseguitarci anche solo spuntando continuamente dall'altra parte della strada...

Anche lei può diventare stalker del suo ex. Ma le donne subiscono atti persecutori tre volte più degli uomini - il 14 per cento contro il 4,5 per cento secondo il Rapporto Italia 2021 Eurispes -. Solo il 14 per cento delle vittime denuncia.

Cosa possiamo fare

Possiamo provare ad attivare misure di sicurezza personali, a disinnescare certe narrazioni e convinzioni che ci espongono ancora di più al rischio. Vediamo quali sono le zone d'ombra mentali che ci rendono vulnerabili:
- Salvare comunque il nostro ex, proteggerlo, razionalizzare o banalizzare il suo comportamento, pensare che sia impossibile che possa farci del male, trovare esagerato denunciare, non volerlo mettere nei guai, pensare che tutto poi si sistema. Se ci sentiamo minacciate, abbiamo paura o ci sembra una situazione strana allora lo è, queste sensazioni sono già un allarme. Diamo ascolto al nostro istinto, meglio confrontarsi con gli altri e chiedere aiuto. Minimizzare il pericolo può portarci a fare scelte pericolose, a tentare soluzioni fai da te sempre inutili.


- Fare le psicologhe del nostro ex. Ha un momento difficile, ha bisogni relazionali insoddisfatti, si sente drammaticamente perso, è stressato per il lavoro, la figlia, il cane... Non ci interessano le sue difficoltà, non scusano i suoi comportamenti. Concedergli inoltre un'ultima volta per chiarirsi, permette all'altro di continuare a tessere la trama della relazione invece di interromperla. Non cediamo alle minacce, non possiamo salvarlo se minaccia di farsi male, consideriamo che ci conosce molto bene, non facciamogli capire di esserci ancora.
-Sentirsi sbagliate perché non siamo riuscite a capire prima che tipo di persona è. I sensi di inadeguatezza ci portano solo a sopportare, a soffrire in silenzio, a far finta di niente anche con le persone piùvicine. A farci credere quaasi che siamo noi ad aver sbagliato qualcosa.

Ricordiamoci che chiunque può essere vittima di stalking, secondo alcuni dati perfino una donna su quattro nel corso della vita.

[[ge:rep-locali:content-hub:375610607]]