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ClioMakeUp in lacrime: "Quello delle influencer è un mondo di squali, non posso più essere me stessa"

ClioMakeUp in lacrime: "Quello delle influencer è un mondo di squali, non posso più essere me stessa"
L’imprenditrice beauty si sfoga su Instagram e racconta la competizione tra influencer e la tossicità del suo ambiente: "Oggi ho paura di dire la mia, perché aziende e community ti si ritorcono contro e ti massacrano"
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"Sono cambiata, è vero! Ecco perché": questo il titolo che l’imprenditrice e influencer beauty Clio Zammatteo in arte ClioMakeUp dà al suo Reel di 12 minuti in cui parla "a cuore aperto", tra le lacrime, raccontando le difficoltà di essere un'imprenditrice beauty digitale oggi. "Non posso più essere la Clio di prima perché il mondo del beauty sul web è diventato un mondo che mi fa paura", dice senza trattenere la commozione. "Ho cominciato facendo anche recensioni negative e questo era quello che vi piaceva di più: potevo farlo perché le mie parole non venivano manipolate, non c'erano giornalisti e influencer pronti a prendere le mie parole e usarle per attaccarmi. Ora ho paura di dire la mia, qualsiasi cosa io dica viene usata per creare hype e fare click. Oggi si ha paura di dire la verità: io quando un prodotto non mi piace non ne parlo, invece vedo tanti che pur di fare views sono disposte a tutto, fanno buone recensioni e poi voltate le spalle ne parlano malissimo".

ClioMakeUp ha inziato a fare tutorial make-up nel 2008 e, nel 2017, dai soldi guadagnati come influencer "da sola senza l'aiuto di nessuno", ha fondato il suo marchio di trucchi e skincare (ClioMakeUp e ClioMakeUp Skin), cresciuto tanto negli ultimi anni da convincerla anche a tornare a vivere in Italia dopo un decennio trascorso a New York. A scatenare la sua rabbia sembra siano stati dei commenti fatti a seguito di uno dei suoi ultimi lanci, il tonico esfoliante Cliotonic. "In Italia la competizione non è sana, è mirata a uccidere gli altri brand. Quando esci con un prodotto nuovo parte subito il confronto con quello che fanno gli altri, e poi segue la critica, il massacro. Non mi sono inventata niente, ma con i miei prodotti io voglio offrire il meglio, quello che secondo me è il meglio", dice in quella che sembra una risposta, non sappiamo a chi. 

In uno sfogo libero e molto emotivo, Clio sottolinea la pressione per la competizione scorretta che c'è oggi tra le imprenditrici in questo mondo. "Dovrei combattere per raccontare i miei prodotti e faccio fatica, perché dall’altra parte ci sono modi di comunicare aggressivi. Io non voglio essere l'imprenditrice più figa, più ricca, meglio vestita: non mi frega niente, io voglio solo parlare alla mia community di persone reali". Il suo sfogo finisce con un'ammissione di colpa e un augurio: "Mi rendo conto che per tanti di voi sono una delusione, perché ho cambiato il mio modo di essere per omologarmi a questo mercato", dice con la voce rotta dal pianto. "Vorrei tornare a trovare il mio modo di parlare senza avere paura delle conseguenze, voglio portare bellezza in modo delicato, andare avanti per piccoli passi".

Tantissimi i commenti al Reel, con cuori e messaggi di supporto anche da parte di tanti influencer e imprenditrici del suo stesso mondo: dai make-up artist Manuele Mameli e Greta Agazzi all'amica Valentina Ferragni, fino alle creators ed esperte beauty Martina Luchena, Giuliana Arcarese aka Makeup Delight e Alice Venturi aka Alice Like Audrey.

Lo sfogo di Clio arriva in un momento in cui la voglia di verità e di recensioni negative è diventata essa stessa una tendenza: nell'ultimo mese sono diventati virali su TikTok con l'hashtag #deinfluencing tantissimi video di creators che fanno l’opposto di quello che farebbe un influencer canonico, ovvero consigliano cosa non acquistare e quali trend non seguire. Un'altra forma di intrattenimento, che non sappiamo ancora dove porterà. E Clio, per quanto sia una delle prime e più famose influencer del settore beauty, sembra volersi avviare su una nuova strada: "Non voglio assolutamente lasciare la mia azienda, ma ho voglia di cambiare qualcosa, perché il web sembra bello ma dietro un minuto di video divertente ci sono tanti squali, tanta negatività e competizione".