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Paola Gioia Kaze Formisano, in arte Kaze, 25 anni. È stata scelta per Up Next Italia di Apple Music.
Paola Gioia Kaze Formisano, in arte Kaze, 25 anni. È stata scelta per Up Next Italia di Apple Music. 
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Kaze: «Il successo? Poter portare mia mamma a cena in un posto bellissimo»

Paola Gioia Kaze Formisano racconta infanzia, crescita e il suo percorso, da X-Factor 2020 al nuovo singolo con Ditonellapiaga

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E insomma, basta con la storia che dietro ogni artista felice ci sia un’infanzia infelice, turbolenta o almeno un po’ bullizzata. Kaze, papà italiano e mamma africana, 25 anni, all’anagrafe Paola Gioia Kaze Formisano («i miei genitori si sono dimenticati di mettere le virgole, così ora devo firmare sempre con tutti e tre i nomi»), rovescia il cliché. Racconta di giorni spensierati in Burundi, «un posto magico», dove è cresciuta fino all’età di 11 anni. Ricorda le domeniche, «il mio giorno preferito, perché dopo la messa si andava a casa di mia nonna, dove tutti i miei zii suonavano uno strumento. Chi il piano, chi la chitarra... Mia mamma invece cantava, e insieme facevano sempre un pezzo stupendo». Come «Aux Champs-Elysées di Joe Dassin. Quel brano mi ha fatto innamorare della musica, da lì ho capito quanto mi faccia stare bene. Così ho deciso che non volevo fare altro».

Dall’Africa, dice, si è portata dietro un forte senso della comunità, dell’amore per gli altri, valori «che chissà se avrei imparato crescendo in Italia. Non lo saprò mai. Qui c’è ancora chi parla di un africano che fa il medico o l’avvocato come se fosse qualcosa di straordinario». Lei ha fatto tirocinio infermieristico nei centri Covid e nelle case di riposo, per un po’ ha provato a diventare medico come avrebbe voluto il papà. Ma ha vinto in lei la voglia di scrivere canzoni soul, che diventano «uno spazio sicuro, come lo sono state per me quelle di Beyoncé, che mi hanno sollevata, emozionata». 


Non è stato sempre tutto facile, come racconta anche il singolo uscito a inizio anno, Come fa, scritto insieme a Ditonellapiaga, che segue il disco d’esordio Ailleur. Ma ora la strada per lei è liscia come un brano smooth: il 28 maggio sarà sul palco del Mi Ami Festival a Milano, e poi c’è stata anche la nomination a Up Next Italia, la piattaforma che Apple Music dedica ai talenti emergenti.


Tra i partecipanti a X-Factor 2020, sente di avere ottenuto la sua vendetta dopo la bocciatura inflitta da Mika? «Quello che si vede in tv a volte è peggio di com’è in realtà. Mika mi ha dato consigli utili, che poi sono stati tagliati in tv. È stato traumatico, ho pianto, ma alla fine quell’esperienza mi ha svegliata. Ero andata lì come fossi l’eroina di un film, convinta di cambiare tutto con un provino». 


Due anni fa ha recitato in una produzione Amazon Prime, Anni da cane, storia di teenager che bruciano dalla voglia di provare tutto e subito. «Io invece sono stata un’adolescente molto tranquilla, anche perché mia madre mi ha dato un’educazione severa. I miei amici uscivano fino a mezzanotte, io avevo il permesso fino alle 18. Ma non mi è pesato. Non mi vergogno a dire che a 16 anni giocavo ancora con le Barbie di mia sorella. Vorrei potermi sempre guardare indietro e sentirmi in pace con me stessa». E conclude: «Il successo? I trapper direbbero soldi e fama. Secondo me è non lasciarsi cambiare. E poter portare mia mamma a cena in un posto bellissimo, senza dovermi fare i conti in tasca».

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