Royals

Wallis, Diana, Margareth e Meghan: le donne che hanno messo alla prova Elisabetta II

Nel suo lungo regno The Queen ha dovuto affrontare molte sfide: politiche, diplomatiche, mediatiche. E sono state figure femminili a metterla spesso alla prova, per giunta legate alla sua famiglia

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Non serve essere un appassionato di storie reali per ricordare i funerali di lady Diana Spencer, scomparsa a soli 36 anni quando l'auto su cui viaggiava si schiantò contro un pilone del tunnel parigino de l'Alma, il 31 agosto 1997. Quel momento fu per la regina Elisabetta, che trascorreva serena le sue vacanze estive nel castello di Balmoral, in Scozia, un punto di non ritorno. Perché il pubblico, i suoi sudditi, l'additarono come possibile mandante di un delitto, e mai più grave accusa fu mossa nei confronti di un sovrano negli ultimi secoli.

Diana fu la donna che di fatto la mise alla prova: come suocera prima, durante il turbolento matrimonio finito in separazione e divorzio dal principe Carlo, e come regina dopo, con la sua morte tragica su cui molto si è detto, compreso attribuire alla Elisabetta II la raccapricciante frase: “recuperate subito i suoi gioielli”.

Fu un momento duro, per Sua Maestà, eppure non il primo a metterla in difficoltà. Perché altre donne, prima di Diana, l'avevano messa alla prova, a livello sia politico sia umano. A partire da Wallis Simpson, la pluridivorziata americana arrivata a Londra per rubare al regno il suo re: alla morte di Giorgio V, infatti, la corona era passata sul capo del suo primogenito che tuttavia di 'lavorare' non aveva proprio voglia – meglio la mondanità - e non intendeva farlo se non “con la donna che amava al suo fianco”. Gli venne proposto un matrimonio morganatico, che escludesse cioè Wallis da titoli e privilegi del marito, ma lui rifiutò e dopo nemmeno 11 mesi passò la corona al fratello. Di fatto, quindi, Wallis è la donna cui Elisabetta deve la sua corona. Sua madre, diventata regina consorte Elisabetta, la detesterà per tutta la vita: quello tra le due donne era uno scontro continuo, fatto di stizzosi commenti e indecorose imitazioni, perfidi soprannomi ('la serva scozzese', definiva Wallis la regina), sfide a colpi di abiti lussuosi e gioielli che, nel caso della duchessa di York, erano talmente preziosi da far arrossire perfino i polverosi diademi della regina. Elisabetta era solo una bambina, allora, ma l'ombra scura di quell'abdicazione l'ha accompagnata per tutta la vita, mettendola alla prova per l'ultima volta quando, morto lo zio, ha percorso il tragitto dietro il feretro a fianco delle due storiche nemiche, sua madre e Wallis, vedova elegantissima nascosta sotto un velo nero parte dell'ensemble per lei appositamente disegnto da Givency.

Con un balzo siamo nel 1953 per raccontare la prima, vera grande prova che Elisabetta si trova ad affrontare come regina. È il 2 giugno e a distogliere l'attenzione dall'imponente cerimonia di incoronazione della venticinquenne regina Elisabetta II è un gesto di sua sorella, la principessa Margaret, toglie un pelucco dall'uniforme del capitano Peter Townsend, ex scudiero di re Giorgio VI, suo padre, il re da poco defunto. La stampa britannica cerca di soprassedere, per non far scoppiare uno scandalo, ma la notizia trapela ovunque: la principessa è innamorata di un uomo sposato. In realtà stava divorziando e per giunta la causa era l'infedeltà della moglie, ma in ogni caso aveva sedici anni più della principessa dagli occhi blu e già due figli da crescere e mantenere. Nel regno è scandalo, a corte un putiferio. Margot supplica la sorella di darle il permesso di sposare Townsend, atto dovuto in base al Royal Marriages Act del 1772, ma Elisabetta, su suggerimento della regina madre e di Winston Churchill, separa gli amanti; Townsend viene mandato in Belgio e a Margot viene chiesto di pazientare fino al suo 21esimo compleanno. Il tempo passa, ma al suo ritorno a Londra i due si scoprono ancora innamorati. Peccato che la regina debba opporsi al matrimonio: Margaret avrebbe perso il suo status, e così è costretta a rinunciare all'amore della sua vita. Il futuro le riserverà divertimento ma non consolazione, e per la regina questo è stato sempre fonte di grande rammarico.

 

 

Tornando a tempi recenti, a portare alla sbarra degli imputati la vetusta stoica sovrana è di certo stata Meghan Markle. La storia, in questo caso, la conosce anche chi solo per caso ha visto la Rete e le prime pagine dei giornali popolarsi di titoli su quanto accaduto: nel giro di tre anni la ragazza – ex attrice americana, anche lei divorziata come Wallis tanti anni prima – arriva a corte portando freschezza e modernità. Per un breve periodo offusca perfino Kate Middleton, perché la sua spensieratezza e il suo modo nuovo, fuor dalle regole, di vivere la monarchia fanno sembrare la duchessa di Cambridge ingessata e fuori dal tempo. Il tutto funziona, per un po', ma poi lei ed Harry si sentono 'ingabbiati' in una vita che non desiderano, e così mollano gli ormeggi e prendono il largo, alla volta del Nuovo Mondo. Fin qui, la regina ha sopportato, forse perfino compreso il loro desiderio di vivere da 'semplici celebrities', ma poi quell'intervista a Oprah Winfrey, sulla tv americana, mentre il principe Filippo era ricoverato in ospedale, deve averla parecchio ferita. Meghan accusa la famiglia reale di aver fatto favoritismi con Kate, di non averla difesa, di non averla aiutata mentre era annebbiata da pensieri suicidi e infine di aver trattato in maniera razzista suo figlio Archie, prima ancora che nascesse. Neanche The Crown avrebbe potuto far di meglio, nel mettere in scena un tale dramma. Per la regina si è trattato di una grande prova. Primo, perché sicuramente il suo pensiero in quel momento andava a Filippo; evidentemente si sapeva che quel ricovero sarebbe stato l'ultimo. E poi perché si è trovata di nuovo al centro di gravissime accuse, come in passato con la morte di Diana. Con una decisione che ha dello storico, la regina ha permesso la diffusione di un comunicato stampa per dire che avrebbe indagato sulla faccenda del razzismo: “Questione preoccupante. Loro saranno sempre molto amati”.

Ma soprattutto lo sarà lei. Nonostante tutto. Perché come questa stessa vicenda dimostra, la regina da ogni situazione esce a testa alta, perfino più amata e popolare che mai: dopo l'intervista dei Sussex, quattro persone su cinque (l’80% della popolazione del Regno Unito) dicono di stare dalla sua parte. Una 'magia' in cui risiede parte della sua grandezza.

 

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