Diana: dal matrimonio con il principe Carlo a Dodi Al-Fayed, tutte le storie d'amore

L'unione con il principe Carlo è naufragata perché "in quel matrimonio eravamo in tre" dichiarava all'epoca la principessa triste. Ma se lui ha continuato ad amare sempre e solo Camilla, conosciuta nel 1970, la principessa del Galles ha inanellato invece una lunga collezione di amanti. Ve li presentiamo uno a uno

(Video a cura di Marika Gennari)

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Il principe Carlo è ancora oggi accusato di avere tradito Diana e di essere responsabile della vita infelice della principessa. Ogni scontro tra marito e moglie ha sempre due versioni dei fatti, come ben sanno i giudici che si occupano di divorzi. Ma dello scontro tra Carlo e Diana conosciamo solo la versione di Diana. Carlo non ha mai replicato, non ha mai rettificato o smentito, né ha mai detto una sola parola contro sua moglie. E ne avrebbe avute di cose da dire: se lui ha continuato ad amare sempre e solo Camilla, conosciuta nel 1970, quando Diana aveva 9 anni, la principessa del Galles ha inanellato invece una lunga collezione di amanti.  

Avevano sicuramente entrambi bisogno di affetto. Diana diceva alle amiche che Carlo “dalla cintura in giù era morto”; Carlo raccontava agli amici che di notte, quando le si avvicinava, lei si girava dall’altra parte e gli chiedeva di lasciarla dormire. Il padre di Diana, il Conte Spencer, aveva confidato: “Il problema di mia figlia è che mi dice che il sesso non le piace”. Non sembrerebbe, stando all’elenco delle sue complesse e tormentate storie d’amore. Eccole dunque una per una.  

BARRY MANNAKEE – Sposato, era la guardia del corpo di Diana, che diventò sua amante nel 1985, pochi mesi dopo la nascita di Harry. Le storie con la guardia del corpo non erano una novità in casa Windsor: ne avevano avute Anna, sorella di Carlo, e Margaret, sorella della Regina. Ma per le principesse di sangue reale si era sempre chiuso un occhio, per quelle acquisite come Diana non c’era invece scampo. Nessuno le riproverò apertamente nulla, ma il superiore di Mannakee, Colin Trimming, disse all’agente di darsi una calmata, rivelandogli che tutti a palazzo sapevano. E se tutti sapevano, lo sapeva anche Carlo. Mannakee lasciò Diana per non mettersi in guai seri dopo che furono scoperti in un atteggiamento molto intimo nel 1986. Fu trasferito e morì poi in un incidente di moto un anno dopo: la principessa era convinta che fosse stato ucciso perché non rivelasse segreti. Una tesi poco plausibile: l'agente di cui Anna si era innamorata rivelò tutto a un giornale, ma nessuno lo uccise.  

JAMES HEWITT - Capitano di cavalleria, ebbe una storia con Diana durata quasi sei anni. Nell’intervista del 1995 a Martin Bashir della BBC la principessa confessò di averlo amato molto. Stando alla versione dei fatti più nota, lo aveva visto per la prima volta nel 1986 a una riunione organizzativa del matrimonio del principe Andrea con Sarah Ferguson, e aveva chiesto a una sua collaboratrice di invitare quell’aitante ufficiale per un té. Al té gli aveva detto di avere paura dei cavalli dopo una caduta, e che gli sarebbe stata molto grata se avesse voluto aiutarla a liberarsi da questo trauma dandole lezioni di equitazione. Per avere più possibilità di incontri, gli chiese poi di dare lezioni anche a William e Harry. Hewitt era molto amato dai bambini di Diana: fece cucire in Savile Row le loro prime divise militari, li fece salire sui carri armati, li viziò in ogni modo. Forse per distoglierlo da tanti incontri inopportuni, i generali lo mandarono in guerra in Iraq. Diana per consolarlo gli spediva copie di Playboy e gli scriveva spesso. Lui mostrava le lettere ai compagni e diceva: “Sapeste chi mi ha scritto...” .

I rapporti tra Carlo e Diana si sono definitivamente interrotti dopo la nascita di Harry, e c’è ancora chi lega questo fatto alla straordinaria somiglianza tra il duca di Sussex e il capitano Hewitt. L’ufficiale ha sempre sostenuto di avere conosciuto Diana dopo la nascita di Harry, ma alcuni suoi amici lo hanno smentito, ricordando che prima del 1984 si era rivolto a un esperto di comunicazione per avere consigli su come gestire riservatamente una relazione con una donna sposata “molto in vista”. Se Harry è figlio di Hewitt, Carlo sicuramente lo sa. Ma gli vuole bene come se fosse figlio suo, e per lui la questione è da tempo chiusa.  

JAMES GILBEY - Erede del Gin Gilbey’s e venditore di auto sportive Lotus, Gilbey divenne famoso per avere soprannominato Diana “squidgy”, “strizzolina” in una conversazione del 1990. La telefonata fu ufficialmente intercettata e registrata per caso da un radioamatore, il quale consegnò i nastri al Sun che li pubblicò nel 1992. Gilbey parlava da un telefono mobile, Diana da un telefono della residenza reale di Sandringham. Nessuno può seriamente credere che l’intercettazione sia avvenuta per caso e un attento esame dei nastri ha confermato che non è così. Nella telefonata, Diana manifestava la preoccupazione di restare incinta e Gilbey la rassicurava. Altre parti della conversazione, estremamente esplicite e piccanti, non sono state pubblicate neppure dai più spregiudicati tabloid di Londra. A confronto, il “vorrei essere il tuo Tampax” detto da Carlo a Camilla in un’altra famosa telefonata, pubblicata dai giornali nel 1993, sembra un colloquio fra educande.  

OLIVER HOARE - Gestiva una galleria d’arte islamica di proprietà della moglie Diane de Waldner de Freundstein, ricca ereditiera francese. Conobbe Diana nel 1992, mentre era ancora in corso la relazione con Gilbey. A un certo punto, Diana cominciò a telefonare in continuazione a Hoare. Quando rispondeva la moglie, lei taceva e agganciava. Insospettita e temendo un possibile attentato di estremisti islamici contro il marito, Diane de Waldner de Freundstein informò Scotland Yard. La polizia mise sotto controllo il telefono e scoprì che le chiamate venivano dall’ufficio di Carlo a Kensington Palace, da una cabina telefonica nei pressi e da un telefono di una sorella di Diana. Una biografa ha scritto che Diana era rimasta incinta e che aveva poi abortito, e che questa era la ragione delle molte telefonate.  

THEODORE FORSTMAN - Americano, miliardario, di 20 più anziano di Diana, le mandò fiori ogni settimana per tre anni di seguito dopo averla incontrata a una cena nel 1994. Non si sa se ebbero davvero una storia. Lui ha dichiarato di sì. Nell’inchiesta sulla morte di Diana si è scoperto che il telefono di Forstman era controllato dai servizi americani per scoprire particolari della sua relazione con la principessa.  

JOHN KENNEDY JUNIOR - Diana incontrò il figlio del presidente John Fitzgerlad Kennedy, solo un anno più vecchio di lei, a New York nel 1995. Simone Simmons, la sua migliore amica, ha raccontato che Diana le disse: “Abbiamo cominciato a parlare, una cosa ha tirato l’altra e siamo finiti a letto”. Tornata a Londra, la principessa ha chiesto il responso dei tarocchi, e le carte hanno sentenziato che la relazione non doveva avere un seguito. 

WILL CARLING - La storia con John Jr non poteva continuare anche perché Diana ne aveva già un’altra con il campione della nazionale di rugby Carling, un idolo dei suoi bambini, ai quali lo fece subito incontrare. La moglie di Carling, Julia, dichiarò pubblicamente: “Sono triste che Will si sia messo in questa situazione, e che lo abbia fatto anche la principessa. Le è già capitato prima, e uno spera che lei non faccia di nuovo queste cose, ma ovviamente le fa”. La relazione con il campione di rugby cambiò anche il rapporto di Diana con i fotografi dei giornali: non le piaceva più essere ripresa, soprattutto mentre andava agli appuntamenti con lui, o in situazioni che non poteva controllare. 

BRYAN ADAMS - Il cantante ha composto il singolo “Diana” nel 1985, ma ha incontrato il suo idolo solo dieci anni dopo. La fidanzata dell’epoca, l’attrice Cecilie Thomsen, ha dichiarato: “So che Diana ha avuto una storia con Bryan e questa è stata la causa della fine della nostra relazione”.  

HASNAT KHAN - Diana aveva conosciuto il cardiochirurgo pachistano nel 1996 andando a trovare in ospedale Joseph Toffolo, marito della sua agopunturista. Era tornata quasi ogni giorno, nella speranza di incontrare di nuovo l’uomo che aveva subito battezzato “Mister Wonderful”. Lo rivide in ascensore e gli disse che il suo desiderio più grande era assistere a un’operazione a cuore aperto. Fu accontentata. La storia andò avanti per due anni, ma il dottor Khan la interruppe perché consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato. Diana aveva cominciato a studiare il Corano e vagheggiava di convertirsi all’Islam, ma i genitori di Hasnat Khan a Lahore erano contrari al matrimonio con una donna di cui si parlava così tanto. Il chirurgo ha mantenuto sulla vicenda un silenzio encomiabile, e ha concesso in 25 anni una sola breve e affettuosa intervista.  

St Tropez, Francia, 17 luglio 1997: Dodi al Fayed (a sinistra, in piedi), il principe Harry e Diana più William, ripreso di spalle con la maglietta bianca, i figli di Dodi più una guardia del corpo. La foto è stata scattata pochi giorni prima dell'incidente che costò la vita alla principessa e a Dodi, il 31 luglio.
(Photo by Michel Dufour/WireImage) 

DODI AL FAYED - Nell’estate del 1997, Diana accettò l’invito dell’egiziano Mohamed Al Fayed, proprietario di Harrods a Londra e del Ritz a Parigi, che le aveva proposto di ospitarla con i figli nella sua villa in Costa Azzurra. Al Fayed, ossessionato dai Windsor e dal desiderio di far parte dei circoli di Londra che ancora manifestavano ostilità nei suoi confronti, ordinò al figlio Dodi di abbandonare la fidanzata americana (che gli fece causa) e di raggiungere subito Diana, e mise a loro disposizione il più bel yacht del Mediterraneo, lo Yonikal. Nonostante il “bacio” tra i due, fotografato da Mario Brenna, una vera storia non c’è mai stata. Diana voleva solo fare ingelosire Hasnat Khan e procurare ancora qualche dispiacere ai Windsor. Era lei, hanno scritto due fotografi nel libro “Diana and the paparazzi” ad avvisare i giornali di dove lo yacht avrebbe ormeggiato il giorno dopo. Se si lamentava degli scatti, era solo perché molte foto erano sfocate. William, portato a bordo con Harry, ebbe alcune discussioni con la madre: non gli piaceva quella pacchiana ostentazione di ricchezza e gli piaceva ancor meno il clima che si respirava intorno a Dodi. Con il veto di William e Harry, la storiella sarebbe sicuramente finita entro l’estate. Finì invece contro un pilone del tunnel dell’Alma a Parigi, nell’ultimo giorno di quelle assurde vacanze.