(reuters)

Kate Middleton in oro si prende la scena, come Diana tanti anni fa. E la monarchia trema

Kate Middleton cambia immagine e atteggiamento, come fece Diana nel 1989 sorprendendo tutti con un cambio di look abbagliante. La duchessa di Cambridge sembra abbandonare i panni della principessa della porta accanto per indossare quelli di futura regina. E Meghan rimane a guardare, sconfitta (per adesso). Un altro appassionato capitolo della saga reale inglese. Qualcuno pensa che possa essere un tentativo di distrazione di massa in tempi complicati come questi del dopo Brexit

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"Eccomi". Dopo anni passati a mimetizzarsi con le polverose carte da parati di Buckingham Palace, Kate Middleton ha deciso di prendersi la scena, alla prima di mondiale del film "No Time to Die", fasciata in un abito scintillante come il suo sorriso: "Is time to shine". È tempo di risplendere.

Esattamente come fece sua suocera, Lady Diana, molti anni prima, quando durante un ricevimento ad Hong Kong, nel 1989, si presentò con un abito abbagliante e costellato di perle. Tutti gli occhi per lei come oggi sono per Kate. E se per Diana questo significò anche una ulteriore frattura con suo marito Carlo, insofferente e geloso di fronte a tanta luce, speriamo che questa volta le cose vadano meglio, che William sia un uomo di una generazione capace di supportare la compagna e di sopportare un po’ d’ombra quando necessario. Vedremo.

Lady Diana a Hong Kong, nel 1989 

Kate ha deciso finalmente di brillare, abbandonando quei completini e cappellini, quell’allure da casalinga bene di Wisteria Lane, che difficilmente avrebbero mai fatto di lei un’icona se non di una catena di abiti fast fashion. E così, forse per competizione con Meghan Markle, forse per una strategia concordata di svecchiamento della monarchia, forse per una nuova consapevolezza di sé, insieme al nuovo film di 007 è arrivata anche la sua rivincita, una nuova immagine in cui c’è un messaggio chiaro: "Sarò la vostra regina, non una reale alla Desperate housewives". Intanto, però i grigi funzionari di The Firm, i nemici giurati di Diana, iniziano a preoccuparsi.

D’altronde il ruolo della principessa del popolo sarà sempre occupato da Diana, inutile competere. Un po’ come la maglia numero 10 di Maradona nel Napoli. La "mission impossible" si lascia alla povera Meghan che annaspa in un ruolo di vittima che non le si addice. Pensava, la duchessa del Sussex, che battere la timida e cheta Kate sarebbe stato un gioco da ragazze. Ma non faceva i conti con il talento della Middleton, capace di scalare le vette della società e della monarchia senza mai fare un passo falso. E come si dice? "Non si ruba a casa dei ladri".

E se i vestiti parlano, allora possiamo annunciare per la monarchia un nuovo capitolo della saga che ci appassiona nel reale e nel reality, il cui titolo potrebbe essere "Catherine". Non ci sono diminutivi possibili nel cambio di immagine e atteggiamento della duchessa di Cambridge.

Per questo cambio look è stata scelta una stilista inglese, Jenny Packham. E non può sfuggire che anche Diana fece la stessa scelta patriottica con Catherine Walker per poi "aprire" al meglio della moda internazionale anni ’90, iniziando con Gianni Versace, complice un servizio fotografico realizzato da Patrick Demarchelier che creò per lei un dress azzurro chiaro tempestato di applicazioni, divenuto immediatamente iconico.

Si aspettano le prossime scelte della duchessa di Cambridge. E in una Gran Bretagna che si dibatte nelle conseguenze della Brexit, anche questa attesa può essere un utile diversivo, anche se non basterà a rimandare il dibattito su un’istituzione anacronistica come la monarchia.

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