Moda
Brigitte Bardot con un paio di altissimi stivali di pelle nel 1968 
Moda

Stivali e potere: dalle favole classiche fino alla GenZ

Grazie a loro, i protagonisti delle fiabe diventavano invincibili. Sarà per questo che, in tempi di empowerment femminile, gli stivali sono diventati amatissimi dalle donne. E una tendenza su TikTok

1 minuti di lettura

Alla moschettiera o da cowgirl. Sobri o coloratissimi. Rasoterra o dai tacchi vertiginosi. In ogni loro declinazione, annotava Mimi Pond nel suo libro Shoes never lie (“Le calzature non mentono mai”, 1985), “gli stivali danno sempre una certa idea di potere”. Non sono forse gli stivali a rendere imbattibili eroi delle favole di Charles Perrault come il Gatto con gli stivali o Pollicino?

Pur essendo storicamente una calzatura maschile non stupisce che in un momento in cui parlare di empowerment è di grande attualità gli stivali siano una delle calzature più frequentate. Capofila del genere, nota per il suo impegno costante a favore delle donne e della parità dei sessi, Maria Grazia Chiuri nella sua sfilata d’inverno per Dior, dove ha esplorato il mondo della fiaba, ha scelto per le sue "eroine" anfibi "da combattimento" indossati a sorpresa con candide camicette e abiti da collegiale.

Jane Fonda in versione Barbarella 

Oltre agli anfibi e ai modelli con suola carrarmato, tra i più in voga ci sono poi gli stivali da equitazione (Gucci) e quelli texani che, a guardare TikTok, piattaforma social amata dalla Generazione Z, pare siano diventati una tendenza virale. Ma le tendenze, viste le innumerevoli qualità di questo accessorio che, oltre a riparare dal freddo, aiuta a dissimulare caviglie imperfette e polpacci "forti", sono moltissime e spaziano tra gli esemplari a calza con maxi platform di Prada e i cuissard che, esplorati anche da griffe come Bottega Veneta, Roger Vivier, Etro e Ports 1961, contano tra le loro fan muse della GenZ come Doja Cat (in versione fetish) e Quenlin Blackwell, la quale non se ne è separata nemmeno sul tappeto rosso degli MTV Award. A metà strada tra la Jane Fonda di Barbarella (1968) e la Julia Roberts di Pretty Woman (1990).