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Giacomo Santucci: "Lo shopping del futuro avrà sfumature emotive e sociali"

Secondo le previsioni del presidente della Camera Buyer Italia, i consumatori diventeranno "consumautori" perché capaci di prenere parte alla realizzazione di un prodotto. E nasceranno nuove figure come i "curatori", personaggi noti che possiedono il gusto e la capacità di firmare collezioni a tiratura limitata e di trasmettere valori in cui gli acquirenti potranno riconoscersi

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Manager dalla cultura leonardesca e visionaria, Giacomo Santucci è presidente della Camera Buyer Italia, l’associazione di categoria nata nel 2000 per riunire, tutelare e rappresentare i migliori multimarca di lusso. Per lui il futuro di chi compra la moda è diventare un “consumautore”, ovvero un consumatore che partecipa in prima persona alla progettazione di un prodotto.

I negozi si traformeranno in luoghi d’incontro

Grazie all’omnicanalità – termine usato dal marketing per riferirsi alla gestione sinergica dei punti di contatto tra l’azienda e i clienti online e offline per offrire loro un’esperienza ottimale con il brand, spostando quindi l’attenzione sempre più sull’utente – il compratore sarà sempre più "un individuo che non dovrà per forza comprare, ma interagirà con le aziende, magari diventando a sua volta un creatore. Qualcosa del genere sta già succedendo con grandi aziende come Nike, che permettono di personalizzare i prodotti sulle loro piattaforme: questo da un lato modificherà la struttura e la funzione stessa dei tradizionali negozi, che si trasformeranno sempre più in luoghi d’incontro, palcoscenici di mostre, concerti e spettacoli frequentati da una comunità di persone congiunte da interessi comuni, e ciò permetterà di restare legati a una dimensione più locale, importantissima come quella globale, perché l’acquisto fisico richiede anche un contesto sociale definito: la Cina non è l’Italia, l’Italia non è l’America e così via. Dall’altro lato, invece, spronerà le singole persone a conversare tra loro tramite i social aziendali, a interagire anche attraverso il gaming, cioè la possibilità di trascorrere tempo sugli e-shop, per poter condividere un sistema valoriale espresso dall’azienda che preferisce".

Sarà quindi uno shopping dalle sfumature emotive, sociali oltre che estetiche, quello che, probabilmente, si concentrerà intorno ad alcuni rappresentanti "che non saranno gli influencer, ma coloro che ho ribattezzato 'curatori': persone che possiedono il gusto e la capacità di firmare collezioni a tiratura limitata, le 'editions'".

Giacomo Santucci è presidente della Camera Buyer Italia, l’associazione di categoria nata nel 2000 per riunire, tutelare e rappresentare i migliori multimarca
di lusso 


Un’evoluzione che richiede anche nuovi protagonisti: "Per esempio, penso a nomi della cultura, dello sport, dello spettacolo che guideranno il gusto dei loro fan, grazie a una capacità di scelta non dettata dagli ultimi trend del momento, ma da un certo tipo di sensibilità: un nome come Virgil Abloh, direttore creativo dell’uomo di Louis Vuitton e fondatore di Off-White, già va in questa direzione: ha alle spalle una storia personale che si riannoda più al mondo della musica e dei dj che a quello di un creatore di moda. Figure come la sua saranno sempre più necessarie nel panorama degli acquisti futuri, dove avrà anche un grande impatto il fenomeno del reselling, che già adesso trova molti sostenitori. Proprio chi comprerà i prodotti scelti o realizzati grazie ai 'curatori', poi potrà rivenderli su altre piattaforme (come StockX), cosa che modificherà molto anche il sistema di offerta, guadagno e ricavi. Magari ridistribuendo la ricchezza in modo più equo".