Salvate l'amante tra moglie e marito

Oggi rispondiamo a Flaminia, la moglie di Bernardo, protagonista della lettera della scorsa settimana. Lui  ci raccontava  di un tradimento 'di testa' e del senso di colpa verso la compagna della vita. Lei, Flaminia,ci fa sentire la sua "campana". Rintocchi di una donna che ha messo il suo uomo su un piedistallo. Una posizione scomoda (e assurda). Ma la vera vittima questa volta è Michela, "l'amante".
Per raccontarmi la vostra storia, o semplicemente una storia, scrivetemi a maria.corbi@lastampa.it
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Cara Maria,

sono Flaminia, la moglie di Bernardo, l'altra faccia della medaglia.
Volevo raccontarle anche il mio punto di vista dopo aver letto, nella lettera di mio marito pubblicata la scorsa settimana, il suo. 
Lui ha il dono della sintesi. Io no. Questo per dirle che la sintesi che Bernardo le ha fatto della nostra vita è assolutamente fedele alla realtà. Mi permetto solo di rettificare un dato: noi siamo sposati da 22 anni e non da 23.
Mi diverte prenderlo in giro perché è smemorato, ma io credo che in realtà non lo sia. Credo piuttosto che non tenga a mente certi dettagli che per lui sono irrilevanti. Conta la sostanza. Ma le donne amano cercare e scavare nei dettagli, o almeno io sì.
Confesso che questa vicenda mi sta turbando molto. Sono caduta nelle mie insicurezze, hanno scricchiolato alcune mie verità, che erano quasi dogmi. Il mio uomo è una creatura speciale, diversa da ogni altro uomo. Colto, intelligente, imprendibile, superiore alla mediocrità ipocrita di molti sepolcri imbiancati. Non ho mai dubitato di lui: in passato, a maggior ragione ora.
Il suo «giocattolino nuovo nuovo», come lo ha definito lui, mi ha fatto paura, lo ammetto, ma il problema non è Bernardo, e neppure Michela, o forse lei un po' lo è. Il problema sono io: la mia paura di non essere abbastanza per lui, di non renderlo felice come meriterebbe. Lei con una frase semplicissima è riuscita a scalfire la sua corazza e l'uomo che ne è uscito, e che per tanto tempo aveva voluto rimanere nascosto, ora è uscito, e quell'uomo che è venuto fuori mi è piaciuto a tal punto che non voglio più farne a meno.
Il problema che ho con Michela è che sono quasi in debito con lei per aver sbloccato una parte di lui che ho sempre desiderato conoscere. Perché sapevo che c'era. Dall'altro lato mi fa arrabbiare che sia stata lei e non io a «riuscire nell'impresa».
Col tempo riuscirò a mettere in equilibrio anche questo e magari riuscirò anche ad ammettere che da una situazione che mi faceva paura ho, anzi abbiamo, tratto tutto il buono che c'era e ne abbiamo fatto tesoro. Saluti. 
 

Cara Flaminia, 

Carissima Flaminia, ormai mi sono appassionata alla vostra storia. Anche se confesso, per come sono fatta, è come leggere una storia di amore (e disamore) di fantascienza. Ai lettori ricordo che Flaminia è la moglie di Bernardo, autore della lettera della scorsa settimana, in cui si batteva il petto per avere iniziato una storia in chat con una sua collega (Michela) pur amando moltissimo (dice) la moglie. Flaminia appunto, che qui ci ha spiegato la sua versione della storia.
E adesso, cara Flaminia, veniamo a te. Bernardo, tuo marito, è immerso nel senso di colpa per aver pensato a un’altra donna con cui intrattiene una relazione su WhatsApp. Tu, invece di mandarcelo (in quel posto) e di farti due domande su di lui, le fai solo su di tebe mi spieghi quanto sia magnifico e unico. E magari sarà anche vero. Come è assolutamente vero che, dopo tanti anni di matrimonio o convivenza, un tradimento può avere un peso marginale, essere solo un pezzo del percorso di due persone e non un nuovo arrivo o la fine. 
Nessuna eccezione di moralità da parte mia. Ci mancherebbe. Anche perché nel vostro caso la sincerità, e quindi il rispetto, sono salvi. Anche troppo. Posso dirlo?
Non è, cara Flaminia, che magari Bernardo si sia stancato di stare su un piedistallo con te alla base che lo veneri? Va bene che agli uomini piace quando si accarezza il loro naturale narcisismo. Abituati a mamme che li servono e li adulano, pensano che sia questo il comportamento che una donna deve avere verso di loro. Ma tu esageri! E probabilmente lui non ne può più di essere trattato come un santino.
Ma rileggendo attentamente la tua lettera, c’è un punto in cui tutto il miele delle vostre reciproche dichiarazioni di amore, colpa e pentimento si sciolgono in una verità parallela.Che, se ci fosse una parte dove stare, mi farebbe scegliere spontaneamente quella di Michela, ossia l’altra. Tu ricordi che lui la ha definita «il giocattolino nuovo» e dici che ti senti quasi in debito con lei per aver trasformato Bernardo nell’uomo che avresti sempre voluto. E a questo punto mi viene da pensare che tu e Bernardo siate una coppia complice, al punto da poter essere definita «diabolica». Forse tu hai bisogno della gelosia per dare valore al tuo uomo e lui te la serve su un piatto d’argento in una modalità che non comporta però troppa sofferenza. Perché le parole su una chat non hanno il senso e il valore di un incontro fisico. Quindi la cosa che mi viene da dire è: salvate il soldato Michela.