L'Amore perfetto esiste?

L'Amore perfetto esiste?
Mi scrive Grazia, mi racconta una storia di ordinaria insoddisfazione. Un amore che inizia sotto i migliori auspici e poi la stanchezza, l'insoddisfazione, la sofferenza. E' sempre così? O esistono amori perfetti e "per sempre"?
Se volete scrivermi una storia o la vostra storia: maria.corbi@lastampa.it
3 minuti di lettura

Cara Maria,
sono una donna di 40 anni arrivata a una desolante conclusione: l’amore vero non esiste. Almeno per me. Dall’adolescenza in poi per me solo delusioni, farabutti che si sono presentati come «quello giusto» per poi rivelarsi dei bugiardi, traditori o peggio degli inetti, qualcuno anche stalker. 
Io non sogno il principe azzurro, ma qualcuno che riesca a condividere non solo il letto, ma anche la vita, materiale e spirituale. Qualcuno con cui fare due risate, di cui fidarsi, che non ti metta sempre sotto la lente di ingrandimento per scovare un difetto, ma che riesca a farti brillare, almeno qualche volta. Faccio un lavoro complicato, che mi costringe a stare fuori casa spesso, anche qualche giorno in una settimana. Non ho orari fissi e può capitare che debba lavorare fino a tardi visto che l’azienda per cui lavoro ha la sede principale in una nazione con un fuso orario diverso. Questo è quello che passa il convento, faccio fatica anche io e non sono soddisfatta, ma devo lavorare per mantenermi. Vorrei un compagno solidale e invece ho un «nemico» che sbuffa e mi fa sentire in colpa senza però offrirmi una alternativa reale. Forse non accetterei, ma capirei se alle lamentele aggiungesse una frase tipo: «amore licenziati che a te ci penso io». Invece no, pretende una assoluta parità nella divisione delle spese, ma poi si lamenta di non avere sempre a casa una «mogliettina» che lo accolga e lo coccoli facendolo sentire «amato». L’altro giorno mi ha anche detto che sua madre si occupava di organizzare cene di lavoro a suo padre. Accusandomi di non fare niente per coltivare le sue relazioni professionali. Ma come si fa? Siamo ancora negli anni ’50? È questo il modo di chiedere eventualmente un aiuto? Non c’è niente di male a condividere una vita sociale «finalizzata», ma la pretesa non la posso accettare. Come se io in qualche modo fossi una sua dipendente in «dovere» di svolgere un compito. 
E quando inizia a lamentarsi di me non la finisce più, coinvolgendo anche la mia famiglia, mio figlio che sta studiando in un altra città e non dà nessun fastidio. Poi quando esagera mi chiede scusa. «Ero nervoso», questa la sua scusa. Certo oggi non so più cosa provo esattamente dopo anni di questi alti e bassi, ma l'ho amato e ho fatto di tutto per esserci, per far funzionare le cose. Oggi però mi guardo allo specchio e vedo una donna stanca, disillusa, che non ha meritato l’amore vero, quello con la A maiuscola. E mi chiedo se sia impossibile trovare un uomo che sappia comprendermi, accettarmi, aiutarmi. Qualcuno che non si nutra di confronto e conflittualità. Vedo amiche mie appagate in matrimoni perfettibili ma comunque sani, dove il patto, il contratto di solidarietà viene rispettato. Solo apparenza? Poi gratta, gratta e in ogni rapporto trovi delusione e insoddisfazione? Quanto dura l’amore? Quello stato di grazia che ti fa pensare di essere arrivata nel tuo porto romantico e sicuro? Io ogni volta che «ormeggio» vengo trascinata via da una marea insidiosa, da onde che mi fanno salire e scendere, alti e bassi, con il risultato finale di incagliarmi in sabbie torbide. L’insoddisfazione. Quella dolorosa sensazione di fallimento, di non meritare la felicità.
Non sono perfetta, ma nemmeno gli uomini che ho avuto lo erano. Sento di non aver mai incontrato l’anima gemella, mi sarebbe bastata anche una persona semplicemente empatica, altruista e innamorata. Non voglio la perfezione, ma quella magica armonia che regala la condivisione vera di un sentimento e della vita. Qualcuno che mi dica: «non ti preoccupare ci sono io». Che rida dei miei difetti con affetto, che non si offenda, che non sia competitivo. 
Questo genere di rapporto esiste solo nelle serie tv? O sono io che sono sbagliata? Mi devo arrendere? Ci hanno raccontato che l’amore è necessario e invece è tutta una frottola che serve a coltivare infelicità? Perdonami lo sfogo, grazie di avermi ascoltata, almeno tu
Grazia 

 

Cara Grazia,
poni tante domande che in molti ci facciamo. La prima cosa che mi viene in mente leggendoti è che una cosa è l’amore, altro la relazione, che è di per sé imperfetta. Si può amare ed essere «male» accoppiati. Come si può stare bene insieme senza che ci sia amore, qualsiasi cosa intendiamo per «amore». Quando immagino una convivenza, penso a una piccola bottiglia dal collo stretto dove far entrare tutto quel sentimento che porta alla decisione di vivere insieme e condividere una vita. Le piccole cose dividono, come anche l’educazione ricevuta, divide, la cultura in cui siamo immersi, i dolori, le frustrazioni lavorative, la depressione, la gelosia. E potrei andare avanti. Questo per dirti che magari hai incontrato l’amore, ma non siete riusciti a contenerlo nella quotidianità. E quando un amore esplode» come una bibita gasata agitata, gli spruzzi possono sembrare le creste delle onde di cui parli. Non guardare alle vite degli altri, magari anche la tua sembrerà perfetta a qualche osservatore disattento. Le coppie sono delle fortezze difficili da espugnare. I segreti, le insoddisfazioni, le passioni che tengono insieme due persone sono dei segreti ben custoditi che si rivelano solo quando il patto si scioglie. Se non sei felice, cambia direzione. Non accontentarti. Si può essere felici anche da soli. Fino al prossimo incontro. 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito