Coronavirus: il vaccino in gravidanza protegge anche il bambino?

L'Oms sconsiglia la vaccinazione anti-Covid in gravidanza per scarsità di dati. Ma nuovi studi suggeriscono che potrebbe essere utile per proteggere sia la madre che il neonato
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VACCINARE sì o no in gravidanza? Le future mamme corrono rischi con il vaccino anti-Covid o i benefici superano di gran lunga i rischi, come nella maggior parte dei casi? Ci sono, invece, pericoli per il nascituro?

A fornire qualche risposta in più su questo delicato e controverso argomento è oggi uno studio dei ricercatori della University of Pennsylvania, a Philadelphia, che hanno dimostrato come gli anticorpi specifici contro il Sars-Cov-2 di una donna possano essere trasferiti durante la gravidanza al bambino. Dati, quindi, che potrebbero suggerire quanto la vaccinazione in gravidanza possa essere utile per le donne nel prevenire la malattia e nel fornire una protezione al virus anche ai neonati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics.

Anticorpi contro il coronavirus

Per capirlo, i ricercatori hanno coinvolto 83 donne incinte, ricoverate al Pennsylvania Hospital di Philadelphia, che in seguito all'infezione hanno sviluppato gli anticorpi specifici contro il coronavirus, le IgG e le IgM. Al momento del parto, i ricercatori hanno scoperto che mentre le IgM non erano presenti in nessun neonato, le IgG erano state trasferite attraverso la placenta a 72 neonati su 83. Solamente pochissimi bambini, quindi, non hanno mostrato gli anticorpi contro il coronavirus, poiché le loro madri non avevano affatto o avevano sviluppato basse concentrazioni di IgG. Dalle successive analisi, infatti, i ricercatori hanno osservato che le concentrazioni degli anticorpi presenti nel sangue del cordone ombelicale erano direttamente correlate a quelle degli anticorpi materni e alla durata tra l'inizio dell'infezione e il parto.

"Lo studio dimostra che le IgG passano attraverso la placenta, esattamente come fanno gli altri anticorpi e che la quantità presente nel feto correla con la quantità presente nella mamma", commenta Elsa Viora, presidente dell'Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi). "Sono dati interessanti che confermano quanto atteso, cioè che quando vacciniamo la mamma proteggiamo anche il feto o neonato, come già dimostrato per i vaccini contro la pertosse e l'influenza".

Il vaccino anti-Covid in gravidanza

Sebbene oggi non ci siano dati di efficacia e sicurezza dei vaccini anti-Covid nelle donne incinte, tanto che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) proprio per la scarsità di dati ne sconsiglia la vaccinazione, le sperimentazioni disponibili su modelli animali non mostrano effetti dannosi in gravidanza. In un recente Position Paper ad interm siglato da Aogoi, Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), Agiu (Associazione Ginecologi Universitari Italiani) e Agite (Associazione Ginecologi Territoriali) e condiviso anche da neonatologi, pediatri, ostetriche, viene inoltre sottolineato che i vaccini a mRna, cioè quelli che non utilizzano un virus vivo, ma particelle di mRna che vengono rapidamente degradate, possono essere considerati sufficientemente sicuri.

"Abbiamo studiato l'argomento e riteniamo che non sia corretto escludere a priori le donne in gravidanza dal vaccino, ma che vada offerto a quelle a rischio maggiore di contrarre l'infezione (per esempio chi lavora in sanità) oppure a maggiore di rischio di complicanze (obesità, diabete..)", commenta l'esperta. "La vaccinazione non è obbligatoria. Ma è un'opportunità che va offerta e va discussa con il proprio medico, valutando come sempre i benefici e i rischi".

I benefici e i rischi sulla bilancia

I benefici del vaccino anti-Covid, prosegue Viora, sono due: prevenire l'infezione e le possibili complicanze nella donna, e proteggere il feto/neonato con gli anticorpi passati dalla madre. "Certamente bisogna valutare caso per caso, cioè considerare il rischio che quella donna ha di contrarre l'infezione ed il rischio, qualora contraesse l'infezione, di andare incontro a complicanze", precisa Viora.

Per quanto riguarda il bambino, invece, i dati disponibili finora sulla Covid-19 contratta in gravidanza suggeriscono che non c'è un rischio maggiore di malformazioni o di altri danni. "Vi è una incidenza maggiore di parto pretermine, anche legato alle condizioni materne, ma non vi è un rischio maggiore di aborto spontaneo", commenta l'esperta. "Sul vaccino non vi sono dati (le donne in gravidanza incluse nella sperimentazione sono una decina) ma vi è plausibilità biologica che non crei danni".