Dieta chetogenica: chi può farla per perdere peso (e chi no)

Persone obese, in sovrappeso o con adiposità localizzate. Rigorosamente prescritta da un nutrizionista. Sconsigliata, invece, per la prova costume
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È ARRIVATO quel momento dell’anno in cui le persone si chiedono cosa possono fare per perdere qualche chilo in vista dell’estate. Tra le diete più in voga c’è da sempre la chetogenica, uno schema ipocalorico che porta in tavola pochissimi carboidrati (meno di 50 grammi al giorno) e, diversamente da quanto si pensa, proteine in normali quantità. Quindi niente pasta, pane, dolci, ma prevalentemente pesce, carne, verdure (non quelle amidacee) e condimenti grassi, come l’olio extravergine di oliva.

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Funziona perché porta il corpo a vivere una condizione di chetosi, la stessa che permetteva ai nostri antenati di sopravvivere alle carestie. Di fronte alla carenza di cibo e alla mancanza di zucchero, l’organismo inizia a ricavare energia sia dalle proteine che dai grassi e così si dimagrisce, anche in tempi piuttosto brevi. Perciò è utile, ed è stata riconosciuta come tale da diverse società scientifiche nazionali e internazionali, nel trattamento di patologie che necessitano di un dimagrimento iniziale e rapido. Ad esempio obesità, diabete di tipo 2, ipertensione.

Chi può farla per perdere peso? «Pazienti obesi o in sovrappeso», spiega Manon Khazrai, docente di Scienze dell’Alimentazione all’Università Campus Bio-Medico di Roma, «a meno che non siano diabetici di tipo 1, affetti da patologie renali o, per le donne, in gravidanza o allattamento». Se invece non ci sono problemi di obesità, ma si vuole dimagrire per ritrovare la forma, soprattutto a fini estetici, dipende. «Si può prescrivere a chi ha adiposità localizzate perché è molto efficace nel far perdere massa grassa modellando il corpo. Per questo viene anche definita una sorta di liposuzione alimentare» continua l’esperta.

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«Se invece voglio perdere qualche chilo solo per la prova costume, non è la dieta che fa per me. Ci sono ancora abbastanza settimane per farlo con uno schema dietetico tradizionale. È sufficiente ridurre gli alimenti extra e mangiare un po’ meno, ma di tutto. Il segreto è ridurre le porzioni, ad esempio 60 grammi di pasta invece che 100, e poi bere meno bevande alcoliche o zuccherate, da cui si assumono tante calorie senza quasi rendersene conto».

La chetogenica può essere prescritta – non si fa mai in autonomia – in tre modi: con pasti “veri”, con sostitutivi (oggi le aziende si sono evolute: non ci sono solo i beveroni, ma anche soluzioni da masticare, più gradite perché psicologicamente sembra di mangiare) oppure in forma mista. «La via dei sostitutivi è la più efficace perché i pasti sono totalmente controllati, ma può diventare difficile se si vuole uscire a cena o a pranzo, cosa a cui si può ovviare ordinando una porzione di carne o pesce e un contorno di verdure. È importante ricordare che il fine ultimo di una dieta è riportare la persona a un’alimentazione equilibrata senza escludere alcun nutriente».