Trombosi da vaccino: "Ecco come funziona il mio trattamento salvavita per fermarle"

Ishac Nazy 
Uno studio canadese pubblicato sul New England descrive la cura: abbiamo intervistato l'autore, Ishac Nazy
3 minuti di lettura

Un trattamento salvavita per i (rari) casi di trombosi associate all'inoculazione del vaccino di AstraZeneca è stato trovato da ricercatori della McMaster University canadese. La cura - descritta in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che ha coinvolto tre pazienti - consiste in una combinazione di farmaci anticoagulanti e di immunoglobuline da iniettare per via endovenosa.

Da quello che si è capito in questi mesi, la rara sindrome trombotica associata al vaccino AstraZeneca si verifica quando gli anticorpi di un individuo attaccano una proteina del sangue, detta PF4 (ovvero fattore piastrinico 4): ciò attiva le piastrine e le induce ad aggregarsi e formare dei grumi. Con l'effetto (riscontrabile tramite esame del sangue) di ridurre il numero di piastrine in circolazione. Il mix di anticoagulanti e anticorpi somministrato con la nuova terapia sviluppata alla McMaster University ha una doppia azione: gli anticorpi (immunoglobuline IVIG) fermano l'attivazione delle piastrine, rallentando quindi la formazione dei trombi, e gli anticoagulanti riducono la dimensione dei trombi già formati. Abbiamo chiesto più dettagli a Ishac Nazy, docente di medicina alla McMaster University e direttore del laboratorio di Immunologia delle piastrine.

Professor Nazy, come è nata l'idea per questo trattamento?
"È un trattamento che si usa già in diverse situazioni, che comprendono malattie autoimmuni e malattie infettive. Abbiamo molta esperienza nell'uso delle immunoglobuline per il trattamento di malattie del sangue, e sono stati descritti anche casi di successo nell'uso di IVIG per trattare la trombocitopenia che può insorgere come complicanza dell'uso di eparina. Proprio quest'ultimo uso è quello che è più rilevante per la nostra nuova ricerca, in quanto nella trombocitopenia indotta da eparina succede che in un paziente trattato con eparina si formino degli anticorpi che si legano a proteine e attivano le piastrine, risultando nella formazione di trombi. Ciò che abbiamo mostrato nei casi descritti nello studio è che con IVIG più anticoagulanti si riesce a impedire che gli eventi trombotici si aggravino".

In che modo il trattamento agisce sulle piastrine?
"L'iniezione delle immunoglobuline IVIG non ha come effetto quello di ridurre il numero degli anticorpi "cattivi" (per così dire) responsabili dell'attivazione delle piastrine: quegli anticorpi rimangono nel sangue. Quello che fanno le immunoglobuline, però, è di competere con gli anticorpi "cattivi" per l'accesso alle piastrine. Grazie a questa competizione, il numero di anticorpi "cattivi" che riescono ad attivare le piastrine cala drasticamente. E questo impedisce che le piastrine attivate vadano ad aggravare i trombi. Non solo: se meno piastrine si attivano, c'è anche meno rilascio nel sangue di alcuni fattori piastrinici che facilitano il formarsi di trombi".

Ci riassume i risultati dello studio?
"Abbiamo applicato questo mix a tre pazienti di età tra 63 e 72 anni, affetti da trombocitopenia associata alla somministrazione del vaccino AstraZeneca. Due dei pazienti avevano trombosi arteriose alle gambe, il terzo paziente aveva trombosi venose e arteriose cerebrali. L'iniezione di un'alta dose di immunoglobuline IVIG ha inibito l'interazione degli anticorpi dei pazienti con i recettori FcγIIA delle piastrine, e quindi ha inibito l'attivazione delle piastrine stesse. Nel paziente 1, dopo la somministrazione delle immunoglobuline, il conto delle piastrine è salito in due giorni da 74.000 a 114.000 (per millimetro cubo di sangue). Nel paziente 2 è salito in tre giorni da 27.000 a 124.000. Nel paziente 3 è salito in tre giorni da 35.000 a 125.000. Questo aumento così rilevante del numero di piastrine in circolazione ci dimostra che l'attività trombotica è stata inibita".

Qual è il maggiore fattore di novità del vostro trattamento?
"Oggi questi casi di rari eventi trombotici vengono trattati con anticoagulanti. Noi abbiamo mostrato che se si coadiuvano gli anticoagulanti con le immunoglobuline, i risultati sono migliori".

I rari eventi trombotici si sono verificati solo con AstraZeneca o anche con l'altro vaccino a vettore virale?
"Sono stati riportati dei rari eventi simili anche con il vaccino J&J".

Questi rari eventi trombotici sono, appunto, rari. Cosa hanno di diverso dal resto della popolazione questi individui in cui si formano gli anticorpi che attivano le piastrine?
"È un'ottima domanda: oggi non conosciamo i fattori di rischio per cui in casi molto rari si può sviluppare questo problema. All'inizio si pensava che capitasse solo alle donne di mezza età. Ma probabilmente ciò dipendeva solo dal fatto che il vaccino era stato somministrato a una popolazione (quella degli operatori del settore sanitario) in cui le donne erano sovrarappresentate. Ora vediamo questi eventi anche in individui più giovani e più vecchi, sia donne che uomini. Quindi ancora non è stato isolato il fattore di rischio. E visto che si tratta di eventi molto rari, potrebbe essere molto difficile trovare cosa abbiano in comune le persone in cui si verifica la trombocitopenia. Comunque c'è uno grosso sforzo internazionale per risolvere questo enigma e rendere ancora più sicuri i vaccini a vettore virale".