I disturbi del cambio di stagione: la cefalea a grappolo

Chi soffre di questa patologia alterna fasi acute a fasi di remissione del dolore. La variazione delle ore di luce e di buio può avere un impatto che disorienta l’equilibrio dell’ipotalamo e del ritmo biologico. Per le emicranie occhio allo stile di vita: evitare fumo, alcol e stress
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NON è un semplice mal di testa passeggero. La cefalea a grappolo è molto di più. E’ considerata una malattia sociale invalidante. Lo dice perfino una legge, approvata l’8 luglio dello scorso anno che l’ha inserita tra altre sei forme gravi di emicrania, che causano alti costi sociali ed economici. Chi soffre di questo tipo di emicrania - insorge tra i 20 e i 30 anni - risente molto il cambio di stagione, momento delicato per il nostro organismo perché deve abituarsi ai mutamenti ambientali, soprattutto alla variazione delle ore di luce e di buio.

mal di testa diventano più frequenti perché la cefalea a grappolo coinvolge l’ipotalamo, struttura del sistema nervoso deputata proprio alla regolazione di ritmi biologici: l’alterazione di luce e buio scatena un impatto che disorienta l’equilibrio dell’ipotalamo di chi soffre questo tipo di disturbo. Si alternano così fasi acute dolorose a fasi di remissione che variano da persona a persona. Il dolore di questo tipo di cefalea è unilaterale, pulsante, localizzato all’occhio e può provocare arrossamento oculare, lacrimazione, rinorrea (naso che cola), sudorazione del viso.

Questa sintomatologia è accompagnata da un più generale senso di agitazione e irrequietezza, provocato dalla severità del dolore e dal disagio che lo accompagna.  E se la terapia spesso è solo quella farmacologica - per quanto riguarda le sue forme croniche, non prevede ancora cure definitive - secondo gli specialisti i pazienti interessati da cefalea a grappolo devono prestare particolare attenzione allo stile di vita, prediligendo una dieta sana ed equilibrata, evitando alcol e  fumo, mantenendo un ritmo sonno-veglia regolare e contenendo lo stress psico-fisico.