Vaccino anti-Covid dai 12 anni? I dubbi dei genitori e le risposte della pediatra

Abbiamo rivolto alla dottoressa Elena Bozzola, Segretario Nazionale della Società italiana di pediatria le 10 domande più comuni di mamma e papà sull'immunizzazione
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I riflettori sono accesi sui giovani. In molti Paesi industrializzati, tra cui l'Italia, i tassi di copertura vaccinale contro il Covid 19 sono aumentati progressivamente tra gli adulti e gli anziani, allentando la morsa sul sistema sanitario nazionale, riducendo l'occupazione dei posti in terapia intensiva e la mortalità giornaliera.

Le misure restrittive sono state poi ridiscusse, alla luce delle modifiche epidemiologiche, con ad esempio la cancellazione del coprifuoco e l'eliminazione dell'obbligo della mascherina all'aperto in Italia. Ma il virus non è ancora domato, non è ancora sconfitto. E ce ne stiamo accorgendo in questi giorni in cui l'indice RT sta lentamente, ma inesorabilmente aumentando.

Una fetta della popolazione è ancora non protetta, non vaccinata. Tra di essi i giovani. La campagna vaccinale è partita anche per la fascia over 12 anni, ma con alcune difficoltà e incertezze, in parte legate al comportamento non univoco dei diversi Stati.

È in questo contesto che si inserisce l'esperienza di Israele in cui il Ministro della Salute ha firmato a fine giugno la raccomandazione della vaccinazione per la fascia 12-15 anni.

Vediamo nel dettaglio. Con una copertura tra le più elevate, intorno all'85% della popolazione adulta, a inizi giugno i casi di contagio giornalieri non superavano la dozzina in Israele. Ma, a inizio luglio, dopo cioè poche settimane, improvvisamente superavano i 100 al giorno.

Da una analisi epidemiologica pubblicata sulla rivista Nature, la percentuale maggiore era tra i giovanissimi, con il 38.6% nella fascia 10-19 anni e il 11,8% in quella 0-9 anni. In altre parole, in Israele ultimamente sono i giovani ad essere maggiormente a rischio di infezione.

Se a tanti quanto si è verificato in Israele può sembrare insolito, in realtà si tratta di un meccanismo che gli scienziati già conoscono da tempo. Ovvero, i virus non si fermano se trovano campo fertile, ma vanno a colpire i vulnerabili, quelli cioè non protetti dalla vaccinazione. E così gli epidemiologi dell'European Centre for Disease Prevention and Control sottolineano come le raccomandazioni di vaccinare gli adolescenti diventino sempre più convincenti.

Anche in Italia le vaccinazioni negli hub vaccinali e dai pediatri di famiglia sono partite, non senza però ancora dubbi ed incertezze. Tra quelle principali che riguardano il vaccino Comirnaty-Pfizer, l'unico disponibile in Italia per gli adolescenti ci sono:

  1. Perché vaccinare? Questo è uno dei punti più discussi. Sebbene, nell'ultimo anno una percentuale minore di ragazzi si sia ammalata rispetto agli adulti, i giovani possono comunque essere infettati dal virus SARS-CoV-2 e diffonderlo. La vaccinazione effettuata ai ragazzi, quindi, protegge sia chi lo riceve, ovvero l'adolescente, sia la comunità. Infine, la vaccinazione previene le forme gravi e/o letali associate all'infezione da Sars Cov2. Sebbene nella maggior parte dei casi il decorso sia paucisintomatico, in alcuni rari casi i giovani possono sviluppare delle forme severe di malattia, quali la ben nota MIS-C.  
  2. Il vaccino è efficace sugli adolescenti? Gli studi dimostrano che il vaccino è efficace, ma, come per gli adulti, è necessario attendere fino a 7 giorni dopo la seconda dose del vaccino per la protezione nei confronti della malattia. L'efficacia valutata attraverso l'analisi dei titoli degli anticorpi neutralizzanti SARS-CoV-2 eseguiti a un mese dalla somministrazione della seconda dose, documenta nei 12-15enni una risposta non inferiore rispetto a quella osservata fra i 16 e 25enni.
  3. Quante dosi? Come per gli adulti, anche negli adolescenti di 12 - 15 anni il dosaggio di Comirnaty è di 0,3 ml per ciascuna delle due dosi e il ciclo vaccinale è composto da due somministrazioni intramuscolari a distanza di almeno 3 settimane e entro 6 settimane l'una dall'altra. 
  4. Il vaccino protegge anche verso le varianti? Gli studi per valutare l'efficacia dei vaccini mRNA contro le varianti emergenti di SARS-CoV-2 sono in corso, ma i risultati preliminari sono incoraggianti perché documentano la protezione verso alcune varianti, tra cui la Delta, altamente diffusa tra i più giovani in alcuni Paesi, tra cui il Regno Unito.  
  5. Il vaccino è sicuro?  Le reazioni avverse più frequenti documentate dagli studi clinici sugli adolescenti sono dolore in sede di iniezione (>90%), stanchezza e cefalea (>70%), dolore muscolare e brividi (>40%), artralgia e febbre (>20%). Si tratta di reazioni di intensità lieve o moderata con risoluzione in 1-2 giorni. 
  6. Il vaccino causa infertilità? Non esiste un meccanismo biologicamente plausibile con il quale gli attuali vaccini potrebbero impattare la fertilità delle donne e degli uomini. Inoltre, gli studi scientifici mostrano che non vi è correlazione tra vaccinazione anti Covid e fertilità né maschile né femminile. In particolare, uno studio pubblicato su Jama volto a verificare l'impatto dei vaccini a mRNA su alcuni parametri del liquido seminale, tra cui volume spermatico, motilità totale e conta degli spermatozoi mobili, non ha evidenziato variazioni significative pre e post somministrazione del vaccino. Analogamente le partecipanti allo studio vaccinate con Pfizer sono rimaste gravide senza problemi. 
  7. Quanto deve passare tra la vaccinazione contro il Covid 19 e la somministrazione di un altro vaccino? In via precauzionale è raccomandabile un intervallo di 14 giorni, anche se un recente documento del CDC (14 maggio) non prevede controindicazioni ad una vaccinazione contemporanea con altri vaccini 
  8. Quanto dura la protezione? Al momento non è ancora possibile rispondere a questa domanda. Gli studi sono ancora in corso e attualmente si stima sia di  9-12 mesi 
  9. Se un adolescente ha già contratto il Covid può vaccinarsi? Analogamente all'adulto, nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 è possibile effettuare la somministrazione di un'unica dose di vaccino anti- COVID-19 ad almeno 3 mesi di distanza e preferibilmente entro i 6 mesi dalla documentata infezione. 
  10. È utile sospendere la assunzione del contraccettivo orale in concomitanza alla vaccinazione? Il rischio di una complicanza tromboembolica nella popolazione femminile generale è di 2 su 10.000 e diventa circa 5 su 10.000 nelle donne che assumono la pillola estroprogestinica con una leggera variabilità in base al tipo di ormone contenuto. Al momento non esistono evidenze a favore della sospensione della contraccezione ormonale in concomitanza con la vaccinazione anti Covid 19.