Cani e gatti non hanno fame, i consigli per stimolare l’appetito d’estate

Il calore tende ad abbatterli ma è importante evitare la disidratazione e la carenza di energie che possono colpire i nostri amici a quattro zampe
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Anche i nostri animali da compagnia perdono l’appetito in estate. Può accadere a causa del caldo, della disidratazione e delle alte temperature ma anche perchè in vacanza cambiano i luoghi e le abitudini. Spesso i padroni poi commettono errori pur di far mangiare il loro pet. Facciamo chiarezza con il professor Giacomo Biagi, docente del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie presso l’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna e presidente della Società Italiana di Alimentazione e Nutrizione Animale (Siana).

E' vero che d'estate con il caldo cani e gatti soffrono di inappetenza? Perchè accade? Succede di più ai cani o ai gatti?

"Durante le giornate più calde l’appetito dei nostri animali cala a causa di diversi fattori: si muovono meno, consumano meno calorie e di conseguenza il loro appetito si riduce. Nella mia esperienza succede di più ai cani, ma potrebbe trattarsi di una percezione sbagliata, legata al fatto che i proprietari si accorgono se un cane non finisce la propria razione, mentre molti gatti hanno il cibo sempre a disposizione e il proprietario raramente ha la percezione di quanto l’animale mangi quotidianamente".

Quali conseguenze può avere l'inappetenza sulla loro salute?

"Se l’inappetenza riguarda poche giornate non ci sono conseguenze di alcun tipo da temere. Se, invece, la situazione dovesse perdurare e l’animale dovesse cominciare a perdere peso in maniera significativa è bene portarlo dal proprio medico veterinario per verificare che l’inappetenza non possa dipendere da altri fattori, ad esempio dalla presenza di una condizione patologica non ancora diagnosticata".

Cosa fare per stimolare l'appetito dei cani e quello dei gatti?

"Se la mancanza di appetito dipende dalle alte temperature ambientali e se non esiste la possibilità di evitare l’esposizione dell’animale ad esse, si può provare a somministrare alimenti caratterizzati da elevata appetibilità. Per esempio, gli alimenti umidi sono in genere mediamente più appetibili di quelli secchi e, inoltre, garantiscono un maggior apporto di acqua, un altro aspetto importante perché quando fa caldo cani e gatti perdono più liquidi per regolare la propria temperatura corporea".

Spesso i padroni commettono errori pur di far mangiare il pet: quali sono quelli più diffusi e perché vanno evitati?

"L’errore più comune è quello di ricercare gli alimenti più graditi all’animale senza chiedersi se si tratta di alimenti completi e bilanciati. Nel lungo periodo, alimentare un animale esclusivamente con alimenti non completi o, addirittura, con singoli ingredienti (in genere ad uso umano, un esempio tipico per i cani di piccola taglia è rappresentato dagli omogeneizzati destinati ai bambini) determina inevitabilmente carenze nutrizionali più o meno gravi. Inoltre, in particolar modo nel caso dei cani di piccola taglia e dei gatti, con la ricerca degli alimenti più graditi esiste il concreto rischio di “viziare” l’animale che in futuro tenderà a rifiutare qualsiasi altro alimento".

Per invogliarli a mangiare, alcuni provano a dargli alimenti freschi o preparati a casa: è una buona scelta?

"Il pesce, così come la carne, le verdure e le fonti di amido ben digeribili, se miscelati nelle giuste proporzioni, possono rappresentare una buona base per l’alimentazione del cane e del gatto. Il problema, però, è quando gli approcci “fai da te” si protraggono nel tempo e l’animale viene esposto al rischio di sviluppare carenze nutrizionali. Se negli animali adulti un rischio di questo genere richiede settimane o mesi di alimentazione sbagliata, nei cuccioli e nei gattini i danni derivanti da un’alimentazione sbagliata possono invece manifestarsi molto più rapidamente e, talvolta, danneggiare l’accrescimento in maniera non reversibile".

Di recente è apparsa sul mercato anche la cosiddetta terza gamma: possono indurre i nostri pet a mangiare con maggiore appetito?

"Il mondo del pet food sta indubbiamente vivendo un momento di grande fermento: si trovano oggi sul mercato diverse tipologie di alimenti alternativi alle tradizionali forme di pet food, cioè le crocchette e gli alimenti umidi sterilizzati in lattina, vaschetta o busta. Gli alimenti della cosiddetta terza gamma possono certamente rappresentare una valida opzione per alimentare il proprio animale: si tratta, in genere, di alimenti che subiscono processi termici meno robusti rispetto al pet food tradizionale, un aspetto che va a vantaggio della loro appetibilità. In situazioni di inappetenza alcuni alimenti della terza gamma possono sicuramente rappresentare un valido strumento per invogliare l’animale ad alimentarsi spontaneamente".

Qualunque sia il prodotto che scegliamo per i nostri animali, cosa dobbiamo controllare in etichetta?

"E’ importante verificare sempre che il prodotto che viene scelto come base dell’alimentazione del proprio animale sia completo: per legge, in etichetta, deve essere riportato con chiarezza se l’alimento è completo o, invece, complementare. Un alimento completo ci dà la sicurezza che l’animale riceverà tutti i nutrienti essenziali, nelle giuste quantità e nei giusti rapporti, mentre al contrario, un alimento complementare è per definizione carente di uno o più nutrienti e non dovrebbe mai rappresentare la totalità di ciò che l’animale assume".