Svapare fa male, anche ai giovani sani

Nel corpo del non fumatore si scatena uno squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti che può provocare malattie cardiovascolari, polmonari, neurologiche, cancro. Soprattutto nei giovani adulti. Lo studio su Jama Pediatrics
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Basta una sola volta per aumentare i livelli di stress ossidativo. E i risultati sono “chiari, inequivocabili e preoccupanti”. Il rischio che sia il tabacco che le sigarette elettroniche possono rappresentare per la salute dei fumatori regolari è già stato ben documentato. Ora un nuovo studio dell’Ucla di Los Angeles dimostra quanto velocemente lo svapo possa influenzare la salute anche dei giovani sani non fumatori, innescando una serie di cambiamenti negativi e irreversibili.

I risultati, pubblicati su Jama Pediatrics, mostrano che “una singola sessione di svapo di 30 minuti può aumentare significativamente lo stress ossidativo cellulare”. Questo vuol dire che nel corpo del non fumatore, ancora di più se giovane, si scatena “uno squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti”, il che ha “un ruolo significativo nel causare malattie cardiovascolari, polmonari e neurologiche, nonché il cancro”, spiega la dottoressa Holly Middlekauff del David Geffen School of Medicine dell’Ucla. Le sigarette elettroniche rilasciano nicotina con aromi e altre sostanze chimiche nel vapore anziché nel fumo e anche se sono viste da molti come un’alternativa più sicura alle sigarette normali, questa ricerca lo smentisce.

Lo studio è stato fatto su volontari fra i 21 e i 33 anni: undici non fumatori, nove fumatori regolari di sigarette di tabacco e 12 fumatori regolari di sigarette elettroniche e un pari gruppo di controllo. La dottoressa Middlekauff e i suoi colleghi hanno raccolto cellule immunitarie da ogni individuo prima e dopo una sessione di svapo di mezz’ora, per misurare e confrontare i cambiamenti nello stress ossidativo tra i gruppi. E lo stesso hanno fatto con il gruppo di controllo, testato con uno svapo finto, con risucchio da una cannuccia vuota. Mettendo in comparazione i dati, hanno scoperto che nei non fumatori che avevano utilizzato la sigaretta elettronica per la prima volta, i livelli di stress ossidativo erano da due a quattro volte più alti rispetto a prima. La stessa esposizione di 30 minuti, invece, non ha portato ad un aumento dello stress ossidativo tra i fumatori regolari, “molto probabilmente perché i loro livelli di base di stress ossidativo erano già elevati”. “Siamo rimasti sorpresi dalla gravità dell’effetto che una sessione di svapo può avere sui giovani sani”, rivela la cardiologa. “Questa breve sessione di svapo non è stata dissimile da ciò che potrebbero sperimentare a una festa, ma gli effetti sono stati drammatici”.

I collegamenti con le malattie cardiache

Già altri due piccoli studi presentati dallo stesso team rafforzano le prove per potenziali collegamenti tra l’uso di sigarette elettroniche e le malattie cardiache. I ricercatori avevano confrontato i campioni di sangue di non fumatori, fumatori e utilizzatori abituali di sigarette elettroniche per esaminare le caratteristiche delle cellule immunitarie e l’accumulo di placca nelle arterie del cuore. E hanno scoperto che l’uso di sigarette elettroniche ha portato a molte delle stesse caratteristiche del fumo di tabacco, con i fumatori che mostrano significativamente più prove di stress ossidativo dannoso rispetto a chi non lo fa.

“Lo stress ossidativo è uno dei principali istigatori di molte malattie che contribuiscono all’invecchiamento cellulare. Avevamo già scoperto che non solo le cellule immunitarie circolanti hanno un maggiore stress ossidativo nei fumatori e negli utenti di sigarette elettroniche rispetto ai non fumatori, ma sono presenti anche più cellule infiammatorie croniche. Il nostro studio suggerisce che esiste un continuum di danni, con i non utilizzatori che hanno la minor quantità di ossidazione, i consumatori di sigarette elettroniche che mostrano un livello intermedio e i fumatori cronici di tabacco che ne hanno la maggior quantità”.

L’ultima scoperta del gruppo, supportata in parte dal programma di ricerca sulle malattie correlate al tabacco della California e dai National Institutes of Health, è “ancora più preoccupante se consideriamo la popolarità dello svapo, in particolare tra adolescenti e giovani adulti”. Secondo un recente sondaggio, quasi uno studente americano su tre delle scuole superiori ha riferito di aver usato una sigaretta elettronica durante il mese precedente. Questo perché “c’è la percezione che le sigarette elettroniche siano più sicure di quelle tradizionali ma questi risultati mostrano chiaramente e definitivamente che non esiste un livello salubre di svapo", conclude Middlekauff. “Questi risultati sono chiari, inequivocabili e preoccupanti e anche se c’è ancora molto da capire su cosa causi esattamente i cambiamenti nei livelli di stress ossidativo, che si tratti della nicotina o della non-nicotina nelle sigarette elettroniche, noi continueremo i nostri studi per dimostrarlo”.