Fruttosio: i rischi del dolcificante

(Credit: GettyImages) 
Lo 'zucchero della frutta' è da qualche anno sotto la lente di ingrandimento perché ritenuto responsabile direttamente o indirettamente di problemi al sistema immunitario, di aumento di obesità e tumori
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DALLE STELLE ALLE STALLE, ma solo se si esagera. La storia del fruttosio sembra essere questa, con un susseguirsi di ricerche, soprattutto negli ultimi tempi, che gettano su questa sostanza una luce negativa. A febbraio di quest’anno, uno studio dell’università di Swansea, pubblicato su Nature, ha ipotizzato che il fruttosio, se usato in grandi quantità, potrebbe impedire il corretto funzionamento del sistema immunitario. È di questi giorni invece una ricerca, edita sempre su Nature, che lo ritiene responsabile dell'espansione della superficie dell’intestino e di un maggior assorbimento di nutrienti.

Il fruttosio è un monosaccaride (scoperto nel 1847 dal chimico francese Augustin-Pierre Dubrunfaut) come il glucosio, composto da dodici atomi di idrogeno, sei di carbonio e sei di ossigeno. Si trova principalmente nella frutta, ma anche nel miele e in alcune verdure, ha un alto potere dolcificante, quasi il 40 per cento in più degli altri zuccheri. Attenzione, questo non vuol dire che abbia meno calorie: ne ha la stessa quantità, ossia circa 4 kcal per grammo. L’indice glicemico è invece più basso rispetto al glucosio e al saccarosio perché il suo metabolismo è insulino-indipendente. Una volta nel fegato però viene trasformato anche in sostanze negative per il corpo (grassi, acido urico, glucosio) che possono andare a intaccare cuore, reni, vasi sanguigni e così via.

Nelle diete

Le diete ricche di grassi sono la causa principale dell’incidenza dell’obesità (in Europa sono circa 320 mila le persone che ogni anno muoiono per cause direttamente legate all'aumento eccessivo di peso), ma anche il consumo di zuccheri trasformati è fortemente implicato nel costante aumento di una delle piaghe del ventunesimo secolo.

Ma cosa succede nel corpo? Quando si assumono quantità moderate di fruttosio, queste vengono assorbite e scomposte dalle cellule intestinali, se però l’apporto è eccessivo, l'intestino non riesce più a fare fronte al suo lavoro e il fruttosio finisce nel flusso sanguigno, raggiungendo il fegato o l’intestino tenue e poi il colon. Nel primo caso aumenta l’attività di KHK, enzima coinvolto nella elaborazione del fruttosio, che a sua volta sembra stimoli l’espressione dei geni per la sintesi lipidica (KHK è stato anche indicato come biomarker per la diagnosi del cancro al fegato in una ricerca pubblicata su Cell Biology). Nel secondo caso, ossia nel colon, il fruttosio viene scomposto da batteri residenti per produrre molecole che possono a loro volta alimentare la sintesi dei lipidi nel fegato.

Aiuta ad assorbire i nutrienti del cibo

Ma non è tutto. La ricerca portata avanti su topi da da Samuel R. Taylor del Weill Cornell Medicine di New York e colleghi ha evidenziato che il fruttosio migliora la sopravvivenza delle cellule intestinali e aumenta la lunghezza dei villi intestinali (strutture sottili simili a capelli di circa 0,5 mm che rivestono l’interno dell’intestino tenue). I villi aiutano il corpo ad assorbire i nutrienti dal cibo, grassi compresi, mentre passa nell’intestino. I topi alimentati con diete che comprendevano il fruttosio avevano villi fino al 40 per cento più lunghi di quelli che avevano seguito un'alimentazione priva del monosaccaride. Una maggiore lunghezza del villo causa un aumento dell'assorbimento dei nutrienti con successivo accumulo di grassi, e quindi obesità, e un possibile incremento nell'incidenza di tumori intestinali.

Mai esagerare con i fruttosio

Secondo gli autori dello studio, il fruttosio ha un senso nella prospettiva evolutiva lì dove alcuni mammiferi ibernanti si nutrono nei mesi autunnali di alimenti ricchi di questo zucchero per trasformare più nutrienti in grasso e superare l’inverno. Ma questo discorso non è valido per noi. Il fruttosio oggi è presente ovunque, sia che arrivi dallo sciroppo di mais sia che provenga da frutta, bibite, merendine, dolci di ogni tipo. Ma con l'eccesso diventa dannoso. Quindi, occhio alle etichette: quando si trova scritto: "HFCS" (High Fructose Corns Syrup), si tratta di  sciroppo di mais ad alta concentrazione di fruttosio, che può essere più del 50%. Basta non esagerare e non tralasciare un po’ di attività fisica, un buon alleato, sempre, per bruciare gli zuccheri semplici.

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