Covid e ragazzi, sport e musica per mantenere i benefici delle vacanze

I consigli della psichiatra Adelia Lucattini: "I ragazzi non desiderano libertà senza sicurezza. L'estate li ha rassicurato togliendoli da una situazione di sospensione e incertezza". Ecco come aiutarli ad affrontare al meglio il rientro a scuola
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IN SPIAGGIA, per le strade, nei cortili. In questa estate così diversa della precedenti adolescenti e bambini, dopo più di un anno e mezzo di restrizioni sociali causa Covid-19, hanno ripreso ad uscire di casa, incontrarsi, giocare all'aperto. A respirare anche con la mente dopo un lungo periodo vissuto come sospesi. La riapertura delle scuole segna ora un nuovo, importante passaggio. Come affrontarlo al meglio? "I benefici delle vacanze appena trascorse sono permanenti e aprono alla possibilità del ritorno a una vita normale", dice Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista della Società psicoanalitica italiana.

I benefici delle vacanze estive

"Gli adolescenti rispondono bene e si riprendono rapidamente quando la vita cambia in meglio". Nei mesi estivi hanno potuto soddisfare esigenze basilari come vedere gli amici, vivere all'aria aperta, fare sport. "Soprattutto si sono liberati dalla paura che per tanti mesi ha ammantato ogni cosa. Paura tanto più pericolosa quanto meno consapevole e non dichiarata, che potevano individuare anche nelle norme di prevenzione". Ad esempio?  "È stato detto che la mascherina protegge ma non completamente, al 94-96%. In questo piccolo margine può insinuarsi la paura che per un adolescente diviene quasi fisicamenta quantificabile" spiega la psichiatra.

Il bisogno di sicurezza

Abbiamo tutti sperimentato un'estate dalla libertà vincolata. "Ma i vincoli a cui siamo stati sottoposti sono una sicurezza per bambini e adolescenti, che non desiderano libertà senza sicurezza. I bambini hanno bisogno di regole, sono abitudinari: la loro mente si struttura attraverso la ripetizioni di consuetudini e orari. Gli adolescenti sono più ribelli ma hanno bisogno di garanzie e amano la sicurezza di cui hanno un'idea precisa".

L'estate li ha rassicurati e li ha tolti da una situazione di incertezza, causa in alcuni casi di depressione, paura, disorientamento, anche di ritiro sociale e isolamento. L'orizzonte è cambiato. I ragazzi hanno maggiori certezze, date anche dalla consapevolezza della disponibilità dei vaccini e dall'addestramento a misure di prevenzione come l'uso della mascherina e l'igiene delle mani.

Il rientro in classe: tre consigli

In questo contesto come affrontare al meglio il passaggio dalle vacanze alla scuola, dall'aria aperta a casa? Il primo consiglio della psichiatra, indipendentemente da come verrà organizzata la didattica, è di favorire lo studio in piccoli gruppi. Anche creando legami tra le famiglie coinvolte e rendendosi disponibili ad ospitare i ragazzi dopo la scuola. "Gruppi composti da un massimo di cinque elementi e che rimangano per quanto possibili stabili durante l'anno scolastico. Una sorta di 'zoccolo duro' della socialità, strumento prezioso anche per superare eventuali restrizioni".

Lo sport poi. I più giovani devono tornare a praticarlo, individuale o di squadra che sia.  "È come una terapia. In molti hanno abbandonato del tutto allenamenti e gare durante i lockdown e nei periodo di zona rossa. Un danno enorme. Lo sviluppo mentale passa anche attraverso quello fisico: mens sana in corpore sano", ricorda Adelia Lucattini.

Terzo consiglio: riprendere o iniziare a studiare musica e più in generale a dedicare tempo ad attività creative. "La musica aiuta i più piccoli a strutturare un ritmo interno, che organizza emozioni e pensieri. Le attività artistiche vanno considerate come necessarie, aiutano molto anche a migliorare il rendimento scolastico".

Il futuro

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Infine, un messaggio da lasciare a bambini e adolescenti. "Devono sapere che esiste la possibilità di nuove restrizioni della socialità con l'arrivo dei mesi invernali e della vita al chiuso. Ma devono anche avere consapevolezza che saranno temporanee: dopo un breve periodo in Dad ad esempio torneranno in classe. Una separazione non è una perdita, non finisce tutto, ci si ritrova per stare di nuovo insieme", conclude Adelia Lucattini.