Vaccino Covid, le regole per bambini e ragazzi con allergie

Qualche precauzione per chi ha avuto in passato uno shock anafilattico e chi ha sintomi di asma. Attenzione alle rarissime allergie agli eccipienti
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I bambini e i ragazzi con allergie alimentari, respiratorie o cutanee, possono vaccinarsi contro il coronavirus. Con l'accortezza che chi in passato ha avuto in passato uno shock anafilattico deve rimanere un'ora in osservazione presso il centro vaccinale. E qualche precauzione in più deve essere presa da chi sa di essere allergico a un eccipiente contenuto nel vaccino anti Sars-Cov-2. Inoltre chi ha sintomi di asma non curati adeguatamente dovrebbe posticipare la vaccinazione. Oggi gli specialisti della Società Italiana di Pediatria forniscono le indicazioni per un'immunizzazione in sicurezza anche per gli allergici. Ecco tutto quello che genitori e ragazzi devono sapere prima del vaccino.

Già oggi i ragazzi dai 12 anni in su possono già vaccinarsi contro Covid-19. "Le allergie non devono bloccare la vaccinazione degli adolescenti, e quando sarà disponibile dei bambini", sottolinea Luciana Indinnimeo, professoressa in Pediatria presso la Sapienza Università di Roma e direttore di Area Pediatrica, rivista della Società Italiana di Pediatria, "poiché la vaccinazione è importante sia per loro, per proteggerli da eventuali sintomi - ci sono casi di Long Covid anche fra i ragazzi - sia per ridurre la circolazione del virus e la comparsa di nuove varianti". E gli allergici possono vaccinarsi in sicurezza. "Per chi ha allergie, anche se a farmaci, non ci sono particolari controindicazioni, ricordando che il vaccino non contiene lattice e proteine dell'uovo, fra i principali allergeni".

Qualche regola in più

Ci sono alcune accortezze da adottare. Prima regola: non cambiare di propria iniziativa le terapie e non incominciare a prendere farmaci, soprattutto se cortisonici, in vista della vaccinazione anti Covid. Il secondo accorgimento da seguire, per chi oltre alle allergie in passato ha avuto uno shock anafilattico, un evento che mette a rischio la vita, causato da un qualsiasi allergene, è prepararsi a rimanere più tempo in osservazione presso l'hub dove avviene la vaccinazione. "Saranno gli operatori stessi a chiedere la permanenza di un'ora - prosegue Indinnimeo - una precauzione opportuna. Le reazioni di questo genere avvengono di norma entro 15-20 minuti, ma in casi più rari possono manifestarsi anche entro un'ora. In tutti i centri vaccinali il personale è dotato degli strumenti, quali l'adrenalina, per gestire al meglio questi eventi".

Chi ha già avuto reazioni 

Leggermente diversa è la situazione di chi sa già di essere allergico a un eccipiente contenuto nel vaccino. Per verificare eventuali allergie tutti gli eccipienti sono consultabili (ad esempio qui quelli del vaccino a mRna sviluppato da Pfizer e BioNTech e qui quello di Moderna, i due vaccini utilizzati nei più giovani). I casi di anafilassi dopo il vaccino anti Covid sono per fortuna molto pochi: un recente rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) statunitensi ci sono circa 11,1 casi per milione di dosi somministrate, mentre un rapporto dell'Agenzia Italiana del Farmaco parla di 4,7 episodi per milione di dosi.

Peg e altri eccipienti

"Per chi è allergico e ha avuto shock anafilattici, riguardo agli eccipienti l'elemento da tenere in considerazione, associato alle anafilassi, è il polietilenglicole (Peg)", spiega Indinnimeo, "usato come stabilizzatore delle nanoparticelle lipidiche e presente anche in altri farmaci. In rarissimi casi si può avere un'allergia a questo polimero". Chi ha già avuto una reazione al Peg deve richiedere un'approfondita valutazione allergologica, da svolgersi in ospedale e non direttamente nel centro vaccinale, prima di ricevere la vaccinazione anti Covid. La valutazione permetterà di stimare e quantificare l'entità dell'allergia.

Ma gli allergici ad altri componenti (ad esempio agli acari o ai pollini) devono testare la presenza un'eventuale allergia al Peg prima di vaccinarsi? "In generale per chi è allergico non c'è questa indicazione o consiglio", risponde l'esperta, "perché il Peg è presente in altri farmaci (e non solo) e generalmente la persona l'ha già incontrato, la sua storia clinica ne tiene traccia. Fermo restando che nel caso di dubbi è bene comunque consultare il proprio medico".

Attenzione a chi ha sintomi di asma

Un'altra regola riguarda bambini e ragazzi che soffrono di asma, sia allergica sia di altra natura, anche se quella allergica è più frequente, nell'infanzia e da giovani. "Quando l'asma non è adeguatamente controllata bisogna rimandare la vaccinazione fino a quando si ottiene una gestione completo", dice l'esperta. "L'asma si definisce controllata, quando non ci sono sintomi, nemmeno lievi, sia in corso di terapie sia se non trattata. Non ci deve mai essere tosse, affanno, fiato corto - né di giorno, a riposo, né di notte, né quando si compie di sforzo fisico". In tutte queste circostanze l'asma non è curata opportunamente. "Non bisogna sottovalutare - spiega ancora Indinnimeo - queste manifestazioni e pensare magari di tenerle sotto controllo con farmaci broncodilatatori, che servono nella fase acuta. Se il giovane gestisce i sintomi con questi medicinali, ciò significa che l'asma non è controllata e il vaccino deve essere rimandato. Si può ricevere la vaccinazione dopo almeno un mese di controllo pieno, meglio ancora se 3 mesi".

La posticipazione non deve porre alcun allarme sul vaccino, chiarisce l'esperta, ma è una precauzione dovuta al fatto che i sintomi indicano la presenza di uno stato infiammatorio. "In questi casi la raccomandazione di rimandare vale per tutti i vaccini, non solo quello contro Covid", conclude la pediatra, "e questo si estende a tutte le malattie croniche e autoimmuni, non solo all'asma, da cui sono affetti bambini e ragazzi, quando non adeguatamente poste sotto controllo medico".