Ragazzi, pensate alla vostra fertilità

Natalità a picco, tempi sbagliati per tentare una gravidanza: ecco perché bisogna parlare ai giovani
3 minuti di lettura

"Essere una giovane attrice e affrontare una gravidanza non è facile. E voglio avere la libertà di scegliere quando avere un figlio”. Matilde Gioli, la dottoressa Giulia nella serie televisiva “Doc. Nelle tue mani”, spiega così perché deciso di fare da testimonial a “Ferty Check”, iniziativa di sensibilizzazione sulla prevenzione e la fertilità, in occasione del Fertility day del 22 settembre.

Il fenomeno della denatalità

Il Rapporto Istat 2021 conferma il declino delle nascite nel 2020: si va dal - 2.7% nei primi 10 mesi dell’anno sino al -8.2% nel mese di novembre e al -10.3% del mese di dicembre, corrispondenti ai concepimenti dell’inizio della pandemia 2020. Il minimo storico delle nascite per anno, dall’Unità d’Italia ad oggi: i nuovi nati sono stati 404.104 (-3.8% rispetto all’anno precedente). A questo si aggiunge la diminuzione costante del numero medio di figli per donna, che oggi si attesta a 1,29. A fronte di una fecondità reale in costante calo da almeno 10 anni, tuttavia, l’Istat rileva che gli italiani continuano a desiderare di avere due figli, in tutto il Paese.

L’età giusta

Uno dei problemi è che le coppie rimandano troppo, poi non ci riescono e arrivano alle tecniche di procreazione medicalmente assistita quando l’età della donna non consente di avere buone chance di concepimento. Negli ultimi anni, infatti, un terzo dei trattamenti di Pma è stato eseguito in coppie in cui la donna ha più di 40 anni, con ricadute negative sul tasso di natalità. “Nel 1965 in media le donne italiane arrivavano al primo parto a 23 anni, nel 2017 oltre il 70% delle donne che si sono sottoposte a un trattamento di fecondazione assistita era over 35”, spiega Filippo Maria Ubaldi, presidente Società Italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della Riproduzione (Sifes) e direttore scientifico GeneralLife. “La possibilità di ottenere, anche in vitro, embrioni evolutivi si riducono significativamente soprattutto dopo i 40 anni e le chance che gli embrioni ottenuti siano cromosomicamente normali si riducono già dopo i 35 anni”.

La crioconservazione per le pazienti oncologiche

Con anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti, anche in Italia sempre più donne, soprattutto durante questi anni di pandemia, hanno scelto la crioconservazione degli ovociti. "Si tratta di un percorso nato per salvaguardare la salute riproduttiva delle pazienti oncologiche, che vanno incontro a terapie che possono compromettere irreversibilmente la possibilità di avere un bambino”, spiega Ubaldi, che è anche membro del tavolo tecnico per la ricerca e formazione nella prevenzione e cura dell'infertilità del Ministero della Salute.

Il social freezing in Italia

Ma il social freezing si sta rivelando un'opzione valida anche per tutte coloro che devono rimandare il momento in cui cercare un figlio, ad esempio, per la mancanza di un partner o di un lavoro stabile. “Nei nostri 7 centri in Italia - afferma Ubaldi - abbiamo notato un trend positivo, nel corso degli ultimi 6 mesi del 2021, messi a confronto con il primo semestre dell'anno pre-pandemia, il 2019: i trattamenti per la preservazione della fertilità sono aumentati, addirittura raddoppiati nei mesi di aprile, maggio e giugno, in primavera, quando le condizioni sono ottimali, prima delle vacanze estive. Certo, si tratta ancora di numeri limitati: nel 2021 in questi tre mesi si sono sottoposte al ciclo di trattamento 46 donne, contro le 21 del relativo trimestre 2019. E, in totale, nei primi 6 mesi del 2021 abbiamo eseguito lo stesso numero di preservazioni (circa 80) di tutto il 2020. In questo caso è pesato l'effetto Covid-19, ma parlando con le pazienti ci siamo resi conto che questa pandemia le ha anche portate a decidere di mettere 'in banca' i loro ovociti, in attesa di tempi migliori per avere un figlio".

Programmare la maternità dieci anni prima

Al di là della crioconservazione, fondamentale per preservare la fertilità è anche la prevenzione: "Alcol, fumo, sedentarietà, sovrappeso o al contrario sottopeso, sono comportamenti spesso involontari che, se evitati o ridotti, possono fare la differenza quando è il momento di cercare un bambino. All'essere genitori bisogna pensare almeno 10 anni prima, curando la propria salute in modo da ridurre fattori di rischio di infertilità. E' qualcosa che i giovani devono assolutamente sapere", insiste Ubaldi.

Come si fa il social freezing

Oltre a non essere informate, alcune donne non considerano la crioconservazione perché temono si tratti di un intervento medico doloroso o pericoloso. "Il percorso di preservazione della fertilità - spiega Laura Rienzi, embriologa clinica e direttore scientifico di GeneraLife insieme a Ubaldi - prevede un protocollo di stimolazione ormonale da effettuare con specifici farmaci, il prelievo degli ovociti mediante un piccolo intervento chirurgico in sedazione, della durata di pochi minuti, e la loro crioconservazione in laboratorio tramite vitrificazione, una tecnica ormai diffusa e molto valida per mantenere inalterate le caratteristiche delle uova, per poterle utilizzare anche molti anni dopo”.

Quali rischi si corrono

Oltre alla mancanza di informazione, a tenere le ragazze lontane dalla crioconservazione è anche la paura di sottoporsi a cure molto pesanti: “Bisogna sfatare il mito che la stimolazione ormonale mandi le donne in menopausa in anticipo perché in realtà agisce sugli ovociti che si formano naturalmente ma semplicemente li fa ‘maturare’ tutti, è come se li salvasse. E poi non è vero che le ragazze vengono bombardate di ormoni e tra l’altro oggi è scientificamente dimostrato che non c’è un aumento del rischio di tumore tant’è vero che vi si sottopongono anche le pazienti oncologiche”, spiega Ubaldi. Purtroppo, la crioconservazione viene rimborsata soltanto per le pazienti oncologiche ed è quindi a carico delle donne. In media i costi sono intorno ai 3mila euro. Se gli ovociti non venissero utilizzati dove finiscono? “Potrebbero essere anche donati visto che attualmente il 99% viene importato dall’estero”, risponde Ubaldi.

Il Fertilty Day

In occasione del Fertility Day, che si celebra il 22 settembre, i centri GeneraLife offriranno un controllo gratuito della propria fertilità sabato 25 settembre 2021.